Storia

Esterno biblioteca

Il 6 agosto 1675 può considerarsi data di nascita della Biblioteca Comunale di Osimo: in questo giorno, infatti, con una Delibera Consiliare, viene ufficializzata l’apertura al pubblico della Biblioteca.

In realtà, però, il suo vero “concepimento” risale ad otto anni prima, il 1667, anno in cui Monsignor Francesco Cini, nobile osimano e Vescovo di Macerata e Tolentino, aveva donato la sua raccolta libraria al Comune della sua città natale: circa 3000 volumi lasciati alla Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, affinché i Padri la custodiscano e la mettano a disposizione della cittadinanza osimana.
Tale raccolta trova posizione nel Palazzo Cini (attuale Palazzo Simonetti) a Piazza Nuova e i Filippini sono obbligati a prendersene cura e darne fruizione al pubblico.
Un altro nobile osimano, Ottaviano Guarnieri, impegna lui stesso, e i suoi eredi, a provvedere all’acquisto di nuovi volumi, scansie e mobili per la conservazione dei libri.
La Biblioteca, visti gli importanti atti dei due nobili osimani, viene denominata “Cina-Guarnieri” e rimane sotto la custodia dei Padri Filippini e di due Canonici del Capitolo fino alle soppressioni napoleoniche.

Il XVIII secolo è un periodo povero di documentazioni per quanto riguarda la storia della Biblioteca.

Ingresso

All’inizio del XIX secolo, la Biblioteca è in potere del Comune, senza però alcun finanziamento e, per questo, non può incrementare il suo patrimonio librario.
I Padri Filippini, infatti, erano stati allontanati dalla custodia della Biblioteca a causa dei cambiamenti politici del periodo.
Le cose cambiano solamente nel 1811 quando il Podestà Cesare Gallo inizia a valutare l’importanza dell’Istituzione Biblioteca e, durante una seduta consiliare viene approvato lo stanziamento di denaro per retribuire un custode: il Signor Pietro Polverigiani (che rimane in carica per oltre 40 anni).
In quell’anno, quindi, la Biblioteca diventa a tutti gli effetti Comunale.
Il problema di dare una più idonea collocazione ai libri è sempre vivo tanto che, nel 1855, si delibera di trasferire la biblioteca in due stanze del terzo piano sovrastante la residenza del Gonfaloniere, nel palazzo civico.
Il trasloco, però, non ha mai inizio perché alcuni consiglieri comunali e alcuni cittadini non ritengono adatta la collocazione proposta (le stanze sopra la residenza del Gonfaloniere). Proprio per questo, nel 1857, in una seduta consiliare si decide che la biblioteca venga trasferita in un camerone del secondo piano, sopra l’Archivio Notarile.
Nel 1860 terminano i lavori di trasferimento della biblioteca nei locali sopra l’Archivio Notarile.
In questi anni, però, la Biblioteca non rimane aperta regolarmente al pubblico tutti i giorni: il custode è un dipendente comunale che ha anche un altro incarico all’interno dell’Amministrazione
Seppur lentamente, la Biblioteca continua comunque ad arricchire il suo patrimonio librario.
Nel 1864, grazie all’incameramento dei beni delle corporazioni religiose soppresse, la Biblioteca comunale riceve quella dei Silvestrini.
Nel 1868 il Ministero della Pubblica Istruzione decide la cessione della Libreria dei Minori Conventuali di Camerano, soppressi con il Decreto Valerio del 1861. I circa 200 volumi, rifiutati dal comune di Camerano, vengono trasferiti nella Biblioteca di Osimo a spese dell’Amministrazione.
Nel 1869, Giuseppe Ignazio Montanari, professore del Collegio Campana e autore di numerose opere di retorica e agiografia, scrive al Sindaco del Comune di Osimo palesando la propria volontà di lasciare la sua biblioteca alla città. Nella lettera, con allegato il catalogo contenente più di 5000 titoli, vengono esposte le condizioni che l’Amministrazione doveva rispettare per ricevere le sue opere: finché il Montanari fosse stato in vita, il possesso e la custodia dei libri spettavano a lui e, dopo la sua morte, il Comune doveva corrispondere alla sua vedova cinque mila lire italiane, tante quante erano i volumi in suo possesso (5000, appunto).
Il Comune procede all’acquisto.
La Biblioteca raggiunge così il numero di oltre 10.000 volumi e all’appellativo di “Cina-Guarnieri” viene aggiunto anche quello di “Montanari”.
È il 1873 quando il Consiglio comunale nomina un nuovo e competente bibliotecario: il Prof. Giosuè Cecconi. Il nuovo bibliotecario si impegna sin da subito a cercare dei locali più idonei alla Biblioteca: nel 1875, infatti, propone alla Giunta Comunale di trasferire la Biblioteca, le statue, le iscrizioni lapidarie e i quadri del Municipio, presso l’ex chiesa di San Rocco (a Piazza Dante).
Tale proposta viene respinta perché troppo costosa ma è evidente l’intento di Cecconi di istituire un Museo Civico, con Pinacoteca, e la Biblioteca in un unico complesso.
Trovare locali più adatti alla Biblioteca è un problema molto sentito e solamente nel 1878 si trova una soluzione: trasferire la Biblioteca nelle “case annesse e spettanti” al Collegio Campana.
Nonostante le difficoltà di fruizione del patrimonio librario, esso continua a crescere.
Nel 1885 l’Avvocato Francesco Petrini dona la sua ricca collezione di 1200 volumi di opere marchigiane alla Biblioteca Comunale

Reference
Magazzino

Nel 1901, dopo la separazione del seminario Vescovile dal Collegio Campana, i libri del seminario vengono trasferiti nella nuova sede della Biblioteca Comunale.
La biblioteca comprendente la Montanari, la Cina-Guarnieri e la collezione lasciata dal defunto Francesco Petrini trova finalmente posto presso il Collegio Campana.
Questa non è però la sistemazione definitiva: infatti, a seguito dei lavori di una commissione nominata dal Consiglio Comunale del 28 novembre 1901, si stabilisce di utilizzare provvisoriamente per la Biblioteca le stanze del piano terreno a destra dell’ingresso del Liceo, di aggiungere le due stanze attigue al locale finora occupato dalla biblioteca stessa.
I lavori sono svolti con la massima celerità e, nei primi giorni del mese di gennaio 1902, i libri vengono traslocati dal Comune al Palazzo Campana.
Una parte di essi sono collocati nella stanza già sede della Biblioteca Campana e, quelli maggiormente richiesti, nelle stanze suggerite dalla commissione.
Tale sistemazione, seppur provvisoria, genera però un mescolamento tra i volumi e, al momento della separazione, non sarà facile individuare con esattezza quali appartengano all’una e quali all’atra biblioteca. Ancora oggi, infatti, alcune opere enciclopediche, che secondo gli inventari originali appartengono alla Biblioteca Comunale, sono di fatto sistemate nella Biblioteca Campana.
Il 19 marzo del 1923 il Consiglio Direttivo del Collegio Campana esprime finalmente parere favorevole per la sistemazione della Biblioteca nei locali del Palazzo stesso: la biblioteca ha ora una sede più accogliente e idonea alle esigenze della popolazione.
Per l’anno 1924 viene nominato il Prof. Cesare Romiti con l’obbligo di riordinare la Biblioteca, redigere il nuovo catalogo ed inventariare i libri di proprietà del Collegio Campana.
Finalmente la Biblioteca viene riaperta al pubblico il 12 marzo 1924 e inizia a funzionare regolarmente.
Il Prof. Romiti provvede alla sistemazione e schedatura di gran parte dei volumi che come comunica nella relazione alla Commissione del 12 dicembre 1929, raggiunge il numero di 11000 circa.
Il Podestà, nel 1933, conferisce l’incarico al Sig. Mario Riderelli.
Il Prof. Romiti lascia un patrimonio librario di 14640 volumi.
Il successore Riderelli si trova così ad affrontare un grosso lavoro poiché l’ordinamento bibliografico iniziato da Romiti, deve essere migliorato e completato: inizia a compilare registri e cataloghi allora inesistenti, rinnova il catalogo per autore e dà ai volumi una collocazione diversa nei nuovi scaffali metallici acquistati.
Riderelli continua il suo lavoro e, con l’acquisto di un mobile schedario, comincia la compilazione del catalogo topografico, necessario per effettuare un rapido controllo del patrimonio librario, compila le schede di spoglio e di soggetto a tutte le riviste. Egli provvede alla redazione, raccolta in trenta cartelle, dei manoscritti della Biblioteca e redige il catalogo cronologico delle edizioni cinquecentine fornendo una descrizione dettagliata e precisa delle caratteristiche bibliografiche e tipografiche dei vari volumi.
Nel corso del 1946 la Biblioteca si arricchisce di oltre 3300 volumi antichi di pregevole valore, donati dagli eredi del conte Teodosio Fiorenzi. Successivamente la stessa famiglia, a più riprese, consegna altri 500 volumi tanto che a tutt’oggi la donazione Fiorenzi è da considerare una delle maggiori nella storia della Biblioteca.
L’instancabile lavoro di Riderelli continua anche con la compilazione del catalogo della Biblioteca del Collegio Campana, consultabile presso la Biblioteca Comunale e il Catalogo Tipografico Cronologico Osimano, strumento utilissimo per gli studiosi di storia locale.
Mario Riderelli lavora instancabilmente fino al 31 agosto 1970, quando per raggiunti limiti di età, è costretto a lasciare la Biblioteca. Nel frattempo viene affiancato dal Dott. Luciano Egidi che sarà il suo successore.
Il primo anno di attività di Egidi è contemporaneo all’ultimo di Riderelli: il nuovo bibliotecario ha così modo di entrare in contatto e confrontarsi con il suo predecessore dal quale eredita il suo amore per la Biblioteca.
Il personale della biblioteca inizia ad accrescere solo a partire dagli anni ’70, a causa dell’incremento del patrimonio librario da catalogare e dell’orario di funzionamento da garantire al pubblico. Negli anni ’90 il numero degli operatori si stabilisce a quattro unità.
Il Dott. Egidi si dedica anima e corpo alla cura dell’Archivio Storico che, fino al 1969 occupa parte delle sale della Biblioteca Comunale. Solamente grazie a continui ampliamenti e ristrutturazioni si giunge, nel 1977, alla definitiva separazione degli spazi dedicati alle due Istituzioni, collegati comunque tra loro da una scala a chiocciola riservata al personale che si occupa di entrambe le raccolte.

Sala studio
Sala studio

Quella che può sembrare la sede definitiva dell’Archivio Storico in realtà non lo è: l’Amministrazione Comunale, infatti, nel 2001, delibera il suo trasferimento nei locali dell’Ex-ITC di Via Pompeiana.
Seguire il trasloco, non condiviso da parte della cittadinanza e dagli stessi addetti ai lavori, tocca alla Dott.ssa Ivana Lorenzini che succede come Responsabile proprio ad Egidi.
Nonostante le difficoltà incontrare nella nuova sede, l’Archivio Storico riapre al pubblico il 4 marzo 2002.
Nel 2008 si prospetta l’ipotesi di intervenire a livello strutturale sui locali della Biblioteca Comunale.
Il 10 dicembre 2008 si ha l’affidamento dei lavori di ristrutturazione che partono all’inizio dell’anno successivo (13 gennaio 2009).
I lavori terminano il 27 maggio 2010: la Biblioteca può così ritornare nei suoi spazi rinnovati e resi più agevoli.
La situazione dell’Archivio Storico, invece, resta ancora in bilico: il Comune deve restituire i locali dell’Ex-ITC alla Provincia e chiede al Campana di provvedere alla messa a norma dei vecchi locali, sottostanti la Biblioteca, in cui si trovava fino al 2001 proprio l’Archivio.
Ottenuta l’autorizzazione del trasferimento da parte del Ministero dei Beni Culturali (settembre 2010), l’Istituto Campana inizia i lavori che terminano nel febbraio 2011.
Solo allora, il 14 febbraio 2011, prendono avvio le operazioni di trasloco dell’Archivio Storico da Via Pompeiana a Via Campana.
Finalmente le due istituzioni ritornano “sotto lo stesso tetto”, con una migliore fruibilità per gli utenti ed una più agevole gestione per gli operatori.
A partire dai primi anni ’90, la Lorenzini lavora fianco a fianco con Egidi: la prima di occupa principalmente della Biblioteca, mentre il secondo si dedica all’Archivio Storico.
La Dott.ssa segue passo passo l’adesione al Servizio Bibliotecario Nazionale e la creazione del Polo Bibliotecario della Provincia di Ancona: tale Polo nasce nel 1992 ed ha la sua sede principale a Jesi.
Osimo, assieme ad Ancona, Senigallia e Fabriano, è una delle prime biblioteche ad aderire al progetto.
Grazie alla catalogazione informatizzata, alla condivisione delle descrizioni e dei titoli appartenenti ai singoli cataloghi delle biblioteche, viene migliorato sempre più il servizio offerto ai cittadini. È possibile consultare il catalogo on-line e fare ricerche direttamente da casa, oltre che in Biblioteca: aumentano così le richieste di prestito interbibliotecario, strumento estremamente efficace ed apprezzato dagli studiosi e dagli studenti, soprattutto laureandi, che in tempo reale possono vedere quale biblioteca possiede il testo desiderato e chiederne il prestito.
Altro passo importante per lo sviluppo della Biblioteca di Osimo è senza dubbio la creazione della sezione dedicata ai ragazzi.
Attualmente la Biblioteca, essenzialmente di tipo umanistico, conta un patrimonio pari a oltre 121.000 volumi, molti dei quali, specie quelli dei magazzini, ancora da catalogare nel catalogo informatizzato.