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Un inverno freddissimo
Di Fausta Cialente

Il romanzo con cui questa grande protagonista del Novecento letterario è arrivata sul podio del Premio Strega nel 1965. Una splendida testimonianza del primo dopoguerra, di povertà, coraggio e dignità che passano attraverso la vita di una protagonista indimenticabile.

È un inverno freddissimo quello del 1946 a Milano, un inverno molto duro tra le macerie. Una vecchia soffitta diventa il rifugio di una famiglia numerosa, che dopo le perdite della guerra cerca un nuovo inizio tra mille difficoltà. È Camilla a tenere tutti insieme: abbandonata dal marito, con tenacia e spirito di sacrificio si impegna a garantire un futuro alla sua famiglia allargata. I figli sono pieni di sogni: la ribelle Alba desidera una vita più agiata, Lalla vuole scrivere romanzi, Guido spera invece di diventare un attore. Vivono nella stessa casa anche il nipote Arrigo, musicista, con la moglie Milena; e Regina, vedova del partigiano Nicola, insieme alla sua bambina neonata. La soffitta milanese, popolata dai fantasmi del passato, deve difendere anche dal freddo interiore, fatto di distacchi e lutti. Ma è da questo freddo che riemergono anche le spinte più vitali, e Camilla, pur lacerata da profonde ferite, saprà alla fine riscoprirsi una donna libera e forte. “Un inverno freddissimo” esce per la prima volta nel 1966 ed entra nella cinquina del premio Strega. Oggi questo grande romanzo corale torna in libreria dopo più di quarant’anni (l’ultima ristampa è del 1976), inaugurando il progetto editoriale di nottetempo dedicato a Fausta Cialente.

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Notti nere. Un'avventura del Commissario Bordelli
Di Marco Vichi

«L’eterna lotta tra il Bene e il Male a colpi di inganni e di tranelli, le prove da superare per sconfiggere il buio e arrivare alla luce, un mondo magico che in realtà rifletteva il mondo vero… Chi è che decideva cos’era il Bene e cos’era il Male? Come si faceva a riconoscerli?»

Giugno 1970. Tutta l’Italia è seduta davanti al televisore per seguire le partite della Nazionale di calcio ai Mondiali in Messico, mentre i ragazzi, e soprattutto le ragazze, scendono in piazza per rivendicare i propri diritti, nel clima di protesta di quegli anni. Il mondo sta cambiando in fretta, pensa l’ex commissario Franco Bordelli, e ogni cambiamento si tira dietro un bel po’ di confusione. Adesso che è in pensione il tempo per pensare al passato – a sua madre, alla guerra, ai vecchi casi non risolti – non gli manca, ma fa anche tanti progetti per il futuro con la fidanzata Eleonora. Almeno finché il crimine non torna a bussare alla sua porta… Piras infatti, ormai prossimo a diventare commissario, lo coinvolge sempre nelle indagini, e adesso ci si mette pure il nuovo questore, che sembra proprio non poter fare a meno di lui. È come stare sospeso in un limbo tra il passato e il presente… il lavoro da sbirro e la pensione, i colpevoli da acciuffare e le passeggiate all’Impruneta. Ma il destino ha in serbo la più imprevedibile delle sorprese, e Bordelli non potrà tirarsi indietro.

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Comprensorio Rossolago
Di Chiara Moscardelli

Sentimentalmente disastrosa, socialmente imbarazzante, fisicamente imbattibile, è stata addestrata a lottare come un ninja, ma non è una poliziotta né una detective. È solo una tatuatrice molto curiosa con un talento innato per risolvere misteri.

Quand’è che aveva capito che l’amore verso un genitore non era incondizionato? Quando si era accorta che restando fedele al padre aveva tradito principalmente se stessa? Aveva tradito la bambina che era stata e la donna che avrebbe potuto diventare. «Non ho chiesto io di venire al mondo e, dal giorno in cui hai deciso di farmi nascere, tu questo me lo dovevi. E non perché sono una tua proprietà. Io non ti devo niente, papà.»

«La migliore scrittrice di rosa-crime italiana» – Brunella Schisa, Il Venerdí – la Repubblica

«La sua cifra stilistica è l’ironia» – Jessica Chia, Corriere della Sera

«Travolgente» – Francesca Pellas, Il Foglio

Da sempre impreparata a nuotare in quel mare in burrasca che è la vita, Olga Bellomo cerca di godersi un po’ di inaspettata tranquillità: sta cominciando a smantellare le barriere emotive che aveva costruito con tanta fermezza, e a far spazio poco alla volta a quei sentimenti che il padre le aveva insegnato a tenere lontani, anche quando questo significa dover rinunciare all’unico, vero amore che abbia mai avuto: il giornalista di nera Gabriele Pasca. La serenità però non dura a lungo. Il corpo di una donna viene scoperto in un bidone della raccolta differenziata, sepolto tra contenitori in Tetra Pak, vecchi giornali e volantini dell’autolavaggio. In paese la gente è sconvolta, la polizia procede a fatica, ma una donna ha assistito all’omicidio. Il killer l’ha vista e ora le dà la caccia. Per Olga è impossibile non investigare. Con l’aiuto dei suoi stravaganti amici, la ragazza si lancia in un’indagine che la costringerà a confrontarsi con vecchie storie di tradimenti e vendetta, fino a scoprire che la verità è spesso nascosta in dettagli che nessuno vuole guardare.

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La domestica a ore
Di Sveva

Un romanzo intenso e appassionante che racconta la forza silenziosa delle donne e la possibilità di ricominciare, sempre.

Isabella Boccadoro d’Este ha scelto di vivere senza ostentare le sue nobili origini, lavorando come domestica a ore a Milano. Con la sua discrezione e la sua innata sensibilità, porta ordine e serenità dove regnano solitudine e disarmonia. Finché una mattina, entrando nell’appartamento elegante dei Tizzoni, non trova Laura, la giovane padrona di casa, gravemente ferita. Dietro la facciata rispettabile di una famiglia perfetta, si nasconde una storia di violenza che minaccia di travolgere anche i due figli della coppia. Mentre la giustizia fatica a fare il suo corso tra bugie e omertà, Isabella si ritrova coinvolta personalmente sempre di più nella vicenda, scoprendo la forza della solidarietà femminile e la fragilità di chi sembra invincibile. Accanto a lei, Duccio Soldanieri, un capitano dei carabinieri affascinante e determinato, anche lui nobile, porta nella sua vita un sentimento nuovo e inatteso. Tra segreti, passioni e scelte difficili, Isabella dovrà affrontare le proprie paure e imparare che, a volte, avere coraggio significa lasciarsi amare.

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Miss Bee e il giardino avvelenato
Di Alessia Gazzola

L’attesissimo ritorno di Miss Bee. In questa nuova avventure più che mai, Beatrice dovrà far ricorso a tutta la sua sagacia e a tutta la sua forza d’animo per sciogliere i misteri del mondo e soprattutto quelli del cuore.

«Beatrice Bernabò osservava la processione, lo sguardo oltre il bovindo. Nel petto sentiva qualcosa di imprevisto e fastidioso, come una vecchia frattura che fa male quando cambia il tempo.»

Reduce da un evento inatteso e imprevedibile che le ha certamente stravolto l’esistenza, la giovane Miss Bee, alias Beatrice Bernabò, a poco più di vent’anni si trova in una situazione inedita. Una nuova vita le si spalanca davanti agli occhi… Ma guai, enigmi e financo delitti sono sempre all’orizzonte. Miss Bee si ritroverà invischiata in un enigma dai contorni ancor più foschi del solito, così come fosco le appare il suo presente sentimentale, per tacer del futuro…

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Sotto mentite spoglie
Di Antonio Manzini

Passo dopo passo, però, anche se stanco, amareggiato, arrabbiato, Rocco Schiavone continua a guardare il mondo con gli occhi socchiusi, a indignarsi, a tenere insieme il cuore e il cervello, la memoria e il futuro.

«Nel nuovo giallo di Antonio Manzini, il suo vicequestore deve vedersela con una rapina, un cadavere in un laghetto, un chimico sparito e soprattutto con il Natale (che detesta). Ma sul fronte sentimentale arriva una storia appassionata.» – Severino Colombo, La Lettura

Ad Aosta è quasi Natale. Una stagione difficile, per Rocco Schiavone, e non solo per lui. Un periodo dell’anno che da sempre con le sue usanze svetta nella nota classifica affissa in Questura. Tutto sembra andare male. Ovunque nelle strade si esibiscono cori di dilettanti che cantano in ogni momento della giornata. La città è preda di lucine a intermittenza, della puzza di fritto, dell’agitazione dovuta all’acquisto compulsivo. Lampeggiano vetrine e finestre, auto e antifurti. Di fronte ai negozi, pupazzi di raso e fiamme di stoffa si agitano al soffio dell’aria calda dimenando braccia, teste e lingue. Non c’è da aspettarsi niente di buono. E infatti. Una rapina finisce nel peggiore dei modi possibili, coprendo Rocco di ridicolo, fin sui giornali. Un cadavere senza nome viene ritrovato in un lago, incatenato a 150 chili di pesi. Un chimico di un’azienda farmaceutica sparisce senza lasciare traccia. Rocco non parla più con Marina. E nevica. Eppure qualcosa si muove. Sandra sta meglio, sta per uscire dall’ospedale. Piccoli spiragli, rari sorrisi, la squadra, come la chiama Rocco con un filo di sarcasmo, sembra crescere, i colleghi migliorano, i superiori comprendono. Schiavone a tratti sembra trovare le energie per affrontare gli eventi che si susseguono, le difficoltà che si porta dentro, e poi quello slancio svanisce e ancora si riforma. Il vicequestore entra ed esce dalla sua oscurità, a volte il sole lo aspetta, quasi sempre il cielo è plumbeo, una promessa di neve e di gelo.

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La luce degli incendi a dicembre
Di Matteo Bussola

«Sorseggiarono il caffè, l’uno davanti all’altra, fra le macerie della vita passata di lui e i frammenti di quella presente di lei, agitati da una dolce eccitazione per quel supplemento di vita cui sentivano di avere diritto, da una feroce nostalgia per una vita che non c’era mai stata».

Questa è la storia vera di un amore possibile. O forse è la storia possibile di un amore vero.

Margherita e Marcello si conoscono su un treno. Lei sta scappando dalla sua famiglia, lui vi sta facendo ritorno. Seduti l’una di fronte all’altro, su un vagone affollato, tra bambini che giocano e anziani che hanno voglia di chiacchierare, i due si prendono le misure. All’inizio sono cauti; poi, quasi senza accorgersene, si ritrovano a confidarsi. Parlano di rapporti di coppia, di figli, di sogni e fragilità, di promesse mantenute oppure dimenticate. Come in un film d’autore, nell’intimità di un’inquadratura fissa, Matteo Bussola mette in scena un dialogo a cuore aperto tra una donna che ha uno sguardo schietto e disilluso e un uomo che non smette di credere negli altri. Due persone dalle esistenze apparentemente ordinarie, familiari al punto che ci sembrano le nostre. E che, nella realtà parallela del viaggio, scoprono una parte inedita, inconfessabile, di sé. Un incendio fuori stagione che forse neppure il destino riuscirà a spegnere.

Come sarebbe Prima dell’alba se i protagonisti, anziché una ragazza e un ragazzo, fossero due adulti che si sentono traditi dal mondo? Sarebbe La luce degli incendi a dicembre. La storia di uno di quegli inattesi spiragli con cui la vita ci ricorda che siamo ancora in tempo.

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I rimedi del dottor Aiace Debouché
Di Andrea Vitali

Il grande narratore dell’Italia più vera. La giusta dose di ironia e invenzione narrativa per allentare le tensioni del mondo in cui viviamo.

Da un autore da oltre 3 milioni e mezzo di copie vendute.

«Andrea Vitali è un gran maestro, un funambolo che si diverte a tenerci sul filo della narrazione.» – Mirella Serri, Tuttolibri – La Stampa

Chiuso nel retrobottega della farmacia che ha da poco acquistato a Bellano, il dottor Aiace Debouché sta facendo i suoi conti e le sue valutazioni. È una sera di febbraio del 1920, ovattata dalla neve copiosa che ha imbiancato le rive del lago e coperto il paese di una coltre immacolata. Il risultato delle analisi del dottore appare quanto mai eloquente, ma la causa un po’ meno. Forse bisognerebbe indagare sulla scarsa varietà dell’alimentazione dei suoi nuovi concittadini, oppure verificare la presenza di una tara genetica che si tramanda di generazione in generazione; sta di fatto che data la frequenza con cui vengono richiesti alcuni tipi di farmaci è evidente che il malessere più diffuso in paese è la stitichezza. E lui, uomo di scienza dalle robuste ambizioni, si sente perciò investito del compito di trovare un rimedio potente e infallibile. Ma per il dottor Debouché l’arrivo a Bellano non riserva solo peculiarità di tipo sanitario. Vi trova una comunità con le proprie gerarchie, i propri riti e una spiccata tendenza al pettegolezzo. E anche la squisita mostarda del droghiere Vespro Bordonera, che oltre a vendere prelibatezze ha una figlia in età da marito che è un vero gioiello. Vuoi perché Virginia è davvero una bellezza, educata in Svizzera e con velleità di un matrimonio di livello, vuoi perché il Debouché è un ottimo partito e il migliore sulla piazza, l’incontro tra i due sembra già scritto dal destino. Solo che stavolta il farmacista scienziato i conti non li ha fatti con la dovuta accuratezza, soprattutto con sé stesso e con certi problemi che si trascina fin dalla giovinezza. Con “I rimedi del dottor Aiace Debouché” Andrea Vitali ci reimmerge nel cuore del suo mondo letterario, popolato da personaggi inimitabili e involontariamente comici. L’intreccio delle vicende mette in scena l’imprevedibilità della vita, le sue impensabili coincidenze e le inaspettate vie di fuga che gli abitanti di quella sponda del lago sanno inventarsi per fronteggiare gli eventi.

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L'ultima canzone d'amore
Di Lucinda Riley

Musica, fama e sogni di gloria. In attesa dalle grande occasione un’ombra incombe sulla loro felicità.
Una straziante e indimenticabile storia d’amore, un avvincente mistero sullo sfondo del mondo del rock degli anni sessanta.
L’ultimo romanzo di Lucinda Riley, editato da Harry Whittaker.

«Ma dove, Con Daly? E di cosa vivremmo? Io non ho soldi, e nemmeno tu.»
«Ho la mia chitarra, Orla. Non moriremmo di fame, anche se dovessi cantare agli angoli delle strade con il cappello posato sul marciapiede. E sono sicuro che prima o poi mi daranno un ingaggio e un contratto discografico.» Indicò un punto oltre il mare. «Londra è il centro della scena musicale. È lì che devo essere.»

Londra, 1964. Con e Orla sono due dei tanti giovani arrivati nella capitale alla ricerca del successo. Scappati dalla selvaggia campagna irlandese, si nutrono d’amore, di sogni e dei pochi spiccioli che Con racimola suonando a Carnaby Street. È solo questione di tempo prima che qualcuno lo noti e Orla farebbe di tutto per farlo felice. 1986. Diciassette anni dopo il loro scioglimento, il gruppo rock The Fishermen ha accettato di tornare insieme per un grande concerto di beneficenza allo stadio di Wembley. Ma Con Daly, il quarto membro della band, rubacuori e portavoce di una generazione, è scomparso a seguito di un atto di violenza estrema e apparentemente inspiegabile e di lui non si hanno più notizie. Solo una persona ha la possibilità di svelare il mistero di quella notte, perché se Con dovesse riapparire prima che la verità venga a galla, la storia potrebbe ripetersi con conseguenze ancora più tragiche. Dall’Irlanda a Camden Town, nel cuore della Swinging London si consumano le storie d’amore e passione, gelosia e vendetta, di indimenticabili protagonisti. La cui ambizione sfrontata, bellezza e gioventù non vi lasceranno indifferenti.

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Gioia pura
Di Danielle Steel

La storia di una donna decisa a conquistare la gioia che merita

A soli sei anni, Allegra Dixon viene abbandonata dalla madre e suo padre, un ufficiale militare freddo e distante, non è disposto a occuparsi di lei. Così la bambina viene mandata a vivere nella casa austera dei nonni, dove trova conforto solo rifugiandosi nei libri. Alla scuola privata conosce Shep Williams, un affascinante cadetto di West Point. Presto la loro amicizia si trasforma in qualcosa di più profondo, e si innamorano perdutamente. Dopo la laurea, Allegra si afferma come editor e Shep fa carriera nell’esercito, ma quando riceve un incarico in Afghanistan, i due decidono di sposarsi prima della sua partenza. Nei brevi momenti insieme tra una missione e l’altra si aggrappano al loro amore, e Shep le promette che presto non si separeranno più. Ma Allegra si rende conto che gli orrori della guerra stanno cambiando suo marito in un uomo che non riesce più a riconoscere. I traumi che ha vissuto sono troppo devastanti, e la donna si ritrova ancora una volta sola, proprio quando pensava di aver finalmente trovato la felicità.

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L'attesa. Un'indagine di Ballard & Bosh
Di Michael Connelly

Un grande thriller da un autore da 85 milioni di copie vendute nel mondo, L’attesa dimostra ancora una volta che «non puoi fare meglio di Michael Connelly» – Forbes

Renée Ballard e Harry Bosch: una squadra perfetta, specie quando si tratta di cold case. Ballard ha appena scoperto una corrispondenza tra il DNA di un uomo recentemente arrestato e uno stupratore e assassino seriale scomparso vent’anni fa. L’uomo ha solo ventiquattro anni, quindi il legame genetico deve essere familiare: è chiaro che ad aver ucciso e seminato il terrore tanti anni prima è stato il padre del ragazzo. Ma non sarà facile provarlo… E sarà impossibile farlo senza Bosch. Nel frattempo Maddie Bosch, figlia di Harry e nuova agente di pattuglia, viene arruolata come volontaria nell’Unità Casi Irrisolti. Maddie ha una ragione molto personale per volere l’accesso alla biblioteca delle anime perdute della città: un cold case che potrebbe fare la storia del crimine.

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I tredici colpevoli
Di Georges Simenon

Un avventuriero spagnolo, una subdola vedova inglese, una provocante signorina ungherese, una coppia di amanti cocainomani, due omosessuali decisi a farsi fuori a vicenda, un sadico e ricchissimo pascià turco: sono solo alcuni degli imputati la cui colpevolezza verrà messa inesorabilmente a nudo dal giudice Froget.

Non ci sono parole per descrivere il distacco del giudice Froget, che dall’inizio dell’incontro non aveva modificato di una virgola il suo atteggiamento. Di solito i giudici istruttori fanno domande su domande, si accaniscono a confondere l’indagato e solo così riescono a strappargli la frase che costituisce una confessione. Lui invece lasciava all’interlocutore il tempo di riflettere, persino di riflettere troppo. I silenzi duravano parecchi minuti, le domande appena pochi secondi. Fino a quel momento ne aveva formulate solo due. Anni dopo, un esperto si sarebbe tolto la curiosità di contare le parole uscite dalla bocca di Froget nel corso di quel cruciale interrogatorio.

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Sogni di bronzo
Di Camilla Lackberg

Non sei sola.
Non dimenticarlo mai.

«Ero furiosa. No, non sarei solo sopravvissuta. Mi sarei anche vendicata.»

Jack, l’ex marito di Faye, non c’è più e con lui se ne sono andati anche molti dei problemi che la tormentavano. Ma adesso la minaccia, se possibile ancora più molesta, arriva dall’unica persona al mondo realmente in grado di piegarla e di farle del male: suo padre. Ora che è fuggito dal carcere in cui stava scontando la sua pena, Faye è costretta ad affrontare le sue paure più profonde per fermarlo. E non è la sola a rischiare la vita, perché con lei sono in pericolo tutte le persone a cui vuole bene, e perfino l’impero di Revenge, l’azienda che ha costruito lottando contro mille ostacoli e che l’ha resa ricca e famosa, potrebbe andare in frantumi. Per pianificare la vendetta finale, Faye ha bisogno delle sue alleate più fidate. Anche se ancora non sa che, oltre alla polizia di Stoccolma, la sta tenendo d’occhio qualcun altro: una donna determinata e dal passato oscuro, una sua nemesi perfetta che si muove nell’ombra e potrebbe portarle via tutto.

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Lo Sferisterio a Macerata e l'avventura dei Cento Consorti
Di Lucia Tancredi

Duecento anni fa, nella profonda provincia italiana, a Macerata quasi cento cittadini decisero la grande impresa: costruire lo sferisterio più bello d’Italia. Non solo un luogo destinato al gioco della palla a bracciale, ma un tempio laico dove esercitare una cittadinanza attiva. I Cento Consorti, molti dei quali erano progressisti, liberali e carbonari, rappresentavano un Ottocento generoso, pieno di grandi passioni, ideali e spirito di gruppo. Il genio dell’architetto Ireneo Aleandri, allora solo ventottenne, realizzava il monumento secondo l’estetica neoclassica, nella persuasione che la bellezza potesse salvare il mondo da violenza e ignoranza. Il risultato è una microstoria appassionante che attraversa due secoli della storia d’Italia. Una storia estremamente attuale perché è la ricerca non di un bene appannaggio di privilegiati ma di un bene comune, esempio di una civiltà progressista di cui fare memoria per rinnovare lo spirito d’impresa e la passione civica.

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L'invenzione di Eva
Di Alessandro Barbaglia

Con L’invenzione di Eva, Alessandro Barbaglia restituisce a questa donna geniale e disperata ciò che il mondo ha tardato troppo a riconoscerle. Lo fa con trasporto e gratitudine, senza dimenticare il privilegio di raccontare una vita così straordinaria, e dimostrando ancora una volta come memoria e narrazione siano spesso gli unici strumenti per risolvere l’incompiutezza di certe esistenze.

Scordata. Come può essere dimenticata colei che a lungo è stata considerata la donna più bella del mondo? La diva per eccellenza, quella che tutti ammirano, che tutti sognano. Eppure è quel che accade a Hedy Lamarr, ebrea austriaca figlia di un dirigente di banca e di una talentuosa pianista. Hedy, al secolo Hedwig Eva Maria Kiesler. Eva, come la prima donna. È il 1932 quando gira il film che la renderà famosa. Solo che lo fa a diciassette anni, mostrandosi nuda e sensuale come nessuna prima. Forse non c’è talento nella bellezza, ma Hedy sa farne un’arma micidiale che, qualche anno più tardi, le spalanca le porte di Hollywood. Ma c’è qualcosa che stona nel modo in cui se ne serve. Così carnale, disinibita, a tratti spudorata anche nella vita privata, dove amanti e mariti si susseguono senza vergogna. Ci vuole un occhio molto attento per intuire che quel corpo provocante e quel viso celestiale possono essere la sua fortuna, ma anche la sua condanna. Perché tutti guardano quelli, e nessuno si rende conto che Hedy, in realtà, è un genio. Non se ne sono accorti nel momento in cui, da bambina, ha costruito un carillon con una scatola di metallo e gli ingranaggi di un vecchio orologio, o quando da ragazzina ha aggiustato una telecamera che si era rotta sul set semplicemente mettendoci le mani, né quando ha inventato il fondo a vite per il tubicino del rossetto, così da non doversi sporcare le mani a ogni applicazione. Impossibile allora che qualcuno le dia retta il giorno in cui, basandosi sull’accordatura del pianoforte, scopre il salto di frequenza, che consente di comandare le cose a distanza, senza fili. Hedy ha inventato il Wi-Fi e nessuno se n’è accorto. Perché essere le prime, esserlo troppo presto, significa essere sole.

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La volta giusta
Di Lorenza Gentile

Una locanda in un minuscolo borgo di montagna. Una trentenne romantica rimasta sola con un sogno che non è il suo. Una comunità pronta a correrle in soccorso.
Quand’è la volta giusta per diventare finalmente sé stessi?

«Il lupo è la nostra paura più grande: la si supera solo guardandola in faccia. Ciao lupo, il lupo sono io. Questa è – dev’essere per forza – la volta giusta.»

«Gentile gestisce al meglio la coralità intorno a Lucilla, senza dimenticare il tema del rapporto con la tradizione locale e il problema dello spopolamento di tante valli, ma facendolo tra le righe. Brillante e ottimista, con le sue eroine comuni, nella sua ultima e riuscita variazione sulla conquista della felicità.» – Alessandro Beretta, La Lettura

«Il desiderio di vivere in un mondo che assomigli di più ai propri ritmi e alle proprie attitudini, smettere di inseguire un successo definito da altri e non sempre adatto a noi, scendere dalla giostra della finzione: è questa l’esigenza in cui si riconoscono molti lettori, ed è l’esigenza che Lorenza Gentile racconta nelle sue storie.» – Il Foglio

 

Sarà la volta giusta? Lucilla se lo chiede sempre, ma le cose non vanno mai come dovrebbero.
Dopo una serie di uomini sbagliati e tentativi di adattarsi pur di essere amata, incontra Enrico. Insieme vincono un bando per gestire una locanda in un “Comune polvere”, un paesino a rischio di spopolamento sulle Alpi Marittime. Sembra l’occasione ideale, finalmente. Milleduecento metri di altitudine. Quindici anime, più due. Peccato che una sia in ritardo.
Lucilla si ritrova sola, nel sogno di un altro e con un contratto che prevede la presenza di una coppia. Restare o fuggire? Fingere di essere in due o imparare a contare su se stessa?
Intanto le viene in aiuto la gente del luogo. Eliseo, il custode delle tradizioni locali; Nives, esperta di erbe e madre resiliente; un giapponese misterioso che comunica solo attraverso un traduttore simultaneo; Libero, architetto diviso tra la montagna e la metropoli, che con Lucilla sembra capirsi senza bisogno di troppe parole.
Ma nel cuore dell’inverno, con le tubature ghiacciate e i ricordi che bussano alla porta, emerge pian piano che ognuno custodisce un segreto, e che ogni vita, anche se in apparenza perfetta, ha luci e ombre.
All’arrivo della primavera, Lucilla inizierà a comprendere che, quando si tratta di trovare il proprio posto nel mondo, non ci sono scelte giuste o sbagliate: in città o in montagna, da soli o in coppia, è solo una questione di sintesi personale. Quale sarà la sua?
Raccontata con la grazia e la scrittura luminosa di Lorenza Gentile, un’incantevole storia di rinascita: il momento in cui smettiamo di adattarci agli altri è molto spesso quello in cui iniziamo a vivere davvero.

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L'orologiaio di Brest
Di Maurizio De Giovanni

L’inizio di una nuova storia per l’autore del commissario Ricciardi

L’orologiaio di Brest è una vecchia foto dimenticata, rimasta fuori dall’album di famiglia, è il ricordo rimosso che riaffiora alla coscienza, la verità celata che sconvolge le vite rimettendole in prospettiva. Maurizio de Giovanni scrive il romanzo che non aveva mai scritto, una storia che interroga il rapporto tra colpa e innocenza, memoria e oblio, ma soprattutto che indaga il più indecifrabile dei legami: quello tra padri e figli.

«Perché se ti strappano l’esistenza quando ancora non sei nemmeno nata, il sangue non si asciuga. Non si asciuga mai.»

«Perché se la narrativa ha il compito di produrre incertezza, questo romanzo a me ha fatto esattamente questo effetto. Vediamo se lo fa anche a voi.» – La Lettura

«De Giovanni elabora in una nuova consapevolezza i temi trainanti della sua pagina. L’ossessione del passato, l’ansia della memoria, il dolore che lacera i giorni, la verità da far riemergere dalle nebbie per provare a sbrogliare il groviglio problematico di una stagione della vicenda nazionale nella quale speranze, intrighi, illusioni, crimini, utopie e misfatti hanno prodotto effetti profondi sui piani della Storia collettiva e della vita individuale.» – Il Mattino

Il tempo per alcuni è una corsa incessante, per altri un passo lento e incerto. Per qualcuno, invece, si è arrestato per sempre. E la storia d’Italia è un filo spezzato: un orologio fermo alla stagione del piombo e del sangue. In questo silenzio immobile sono immersi Vera Coen e Andrea Malchiodi.
Ha il destino scritto nel nome, Vera. Lavora come giornalista per un quotidiano locale e considera la ricerca della verità una missione. Ma a quarant’anni si ritrova con un lavoro insoddisfacente e precario, i dubbi di aver sbagliato tutto ad affollarle la mente e una scoperta sconvolgente con cui fare i conti…
Il professor Andrea Malchiodi di anni ne ha quarantatré e ha incassato le delusioni di una carriera accademica spezzata da uno scandalo, in cui è stato ingiustamente coinvolto, insieme all’amarezza per un matrimonio finito. A separarlo dalla moglie e dalla figlia c’è un oceano di incomprensione. Ad affliggerlo, il dolore per la malattia della madre che lo ha cresciuto da sola.
Un giorno come tanti, Andrea si trova davanti Vera. La giornalista lo mette a parte di un’incredibile rivelazione. C’è qualcosa che li lega. Un fatto di sangue accaduto quattro decenni prima. Una ferita nel lontano passato di lei che riscrive il passato di lui. E da quel momento per Andrea tutto cambia.
Comincia così un’indagine nelle tenebre più fitte della notte della Repubblica, a caccia del misterioso “uomo degli ingranaggi”, l’esperto di armi ed esplosivi, militante di un’organizzazione combattente, poi primula rossa e custode di segreti inconfessabili. Il nastro si riavvolge fino al principio degli anni ottanta, sospesi tra gli ultimi fuochi della lotta armata e le prime luci di un’età che si presenta come nuova e invece è dominata dai Gattopardi di sempre.

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A esequie avvenute. Una storia dell'Alligatore
Di Massimo Carlotto

A trent’anni dal primo romanzo che lo ha visto protagonista, torna l’Alligatore. Una leggenda del crime italiano.

«L’Alligatore si mangia Sherlock Holmes.» – Severino Colombo, La Lettura

 

È un inverno gelido nelle paludi del Nordest. Una donna è stata rapita, ma il sospetto che l’abbiano uccisa cresce di ora in ora. E Marco Buratti, l’Alligatore, è determinato a ristabilire la verità a ogni costo, anche quando non interessa più a nessuno.

Loris Pozza è il classico criminale esperto in «magheggi»: truffe, fatture false, capitali che finiscono nella banca cinese clandestina. Quando la sua amante moldava viene rapita, l’incarico di consegnare il riscatto è affidato a Marco Buratti, investigatore senza licenza, e ai suoi soci Max la Memoria e Beniamino Rossini. Ma qualcosa va storto e la donna, nonostante il pagamento di un milione di euro, non viene liberata. L’Alligatore inizia così un’indagine non autorizzata per impedire che una vittima rimanga senza giustizia, a dispetto di chi vorrebbe mettere tutto a tacere. Nel frattempo Rossini, che ogni tanto abbandona il suo vecchio mestiere di bandito per dedicarsi a salvare donne, libera una giovane ucraina sfruttata dalla mafia del suo Paese. Questa volta, però, la rappresaglia che si scatena è terribile. Una resa dei conti da cui nessuno uscirà indenne e che porterà l’Alligatore dove mai si era spinto.

Per il ritorno dell’Alligatore, Massimo Carlotto scrive il suo noir più doloroso. Suona il suo blues più malinconico e sorprendente.

«Avevamo scelto un’esistenza molto diversa dalle altre, da quelle dei regolari. E quando hai il cuore fuorilegge non puoi pretendere che batta a un altro ritmo».

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Il cerchio dei giorni
Di Ken Follett

Il romanzo epico della costruzione di Stonehenge, ancora oggi uno dei più grandi misteri del mondo.
Un cavatore di selce con un dono. Una sacerdotessa che crede nell’impossibile. Un monumento che definirà una civiltà.

«Stonehenge è uno dei monumenti più iconici e riconoscibili al mondo, ma in realtà se ne sa molto poco. Come è stato costruito? Perché è stato costruito? Chi lo ha costruito? Ho raccontato in precedenza grandi conquiste umane e sono sempre stato attratto dalle storie di persone comuni che fanno cose apparentemente impossibili, e cosa c’è di più straordinario che la costruzione di questo monumento enorme? È un’impresa incredibile ed è uno dei più grandi misteri di tutti i tempi: un binomio fantastico per una storia.» – Ken Follett

Seft, un giovane e abile cavatore di selce, attraversa la Grande Pianura sotto il sole cocente per assistere insieme al padre e ai due fratelli ai rituali che segnano l’inizio di un nuovo anno. Il ragazzo trasporta con fatica le pietre che verranno barattate alla Cerimonia di Mezza Estate, un appuntamento importante celebrato con canti e danze dalle sacerdotesse del luogo, cui partecipano tutte le tribù dei dintorni. Seft spera di incontrare Neen, la ragazza di cui è innamorato, e sogna di cambiare vita. La famiglia di lei vive in prosperità all’interno di una comunità di pastori, e gli offre una via di fuga dal padre violento e dai suoi spietati fratelli. Joia, la sorella di Neen, è una ragazza con grandi doti carismatiche. Da bambina, osservando affascinata la Cerimonia di Mezza Estate, sogna la realizzazione di un nuovo monumento miracoloso, un grande cerchio eretto con le pietre più grandi del mondo. Quando diventerà sacerdotessa avrà come principale alleato Seft che si dedicherà anima e corpo a questo progetto visionario e all’apparenza impossibile. Ma tra le colline e le foreste della Grande Pianura si preannunciano tempi difficili per tutti. Mentre la siccità devasta la terra, i pastori, i contadini e gli abitanti dei boschi sono sempre più sfiduciati, e un atto di violenza selvaggia porta a una guerra aperta…

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Tanta ancora vita
Di Viola Ardone

«Questo fanno i bambini alle persone. Le sincronizzano sul tempo dell’amore».

«L’interesse per l’infanzia, il punto di vista dei ragazzini (e la sua resa linguistica), l’empatia verso chi soffre, una fiducia di fondo: Viola Ardone conferma i tratta distintivi dei romanzi precedenti in una storia sullo sfondo della guerra di oggi.» – Marzia Fontana, La Lettura

Una mattina Vita apre la porta di casa e trova, accoccolato sull’uscio, Kostya. Lui, che neppure parla la sua lingua, le cambierà l’esistenza. Perché ogni figlio nato sulla terra è il figlio di tutte, di tutti.

Nei romanzi di Viola Ardone l’incontro fra esseri umani ha sempre la potenza di un miracolo, capace di scardinare la solitudine, di ricomporre la speranza.

Kostya ha dieci anni quando si mette in viaggio per arrivare dalla nonna Irina, domestica a Napoli. Nello zaino, la foto di una madre mai conosciuta e un indirizzo. Suo padre è al fronte per difendere l’Ucraina appena invasa. Tra soldati che cercano di bloccarlo al confine e sconosciute che gli dànno una mano, il bambino riesce ad arrivare. Vita, la signora per cui la nonna lavora, lo scopre addormentato sullo zerbino. Quattro anni fa lei ha perso suo figlio e ora passa le giornate da sola, o con Irina, che ha letto Dante e parla italiano come un poeta del Duecento. Il piccolo ospite inatteso la costringe di nuovo in quel ruolo che il destino le ha tolto. Poi, quando il padre di Kostya è dato per disperso, Irina torna nel suo Paese a cercarlo. D’impulso, Vita decide di raggiungerla, per aiutarla. Tentare di salvare un altro, del resto, è l’unico modo per salvare noi stessi.

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Affari di cuore
Di Nora Ephron

Oltre quarant’anni dopo la sua prima edizione, Affari di cuore rimane un romanzo imperdibile, il capolavoro con cui Nora Ephron si è affermata come scrittrice tra le più amate dalle donne di tutto il mondo per la sua arguzia, la sua umanità e la capacità di dire cose serissime senza mai prendersi sul serio. Una dimostrazione del fatto che, così come non si può fare una buona besciamella senza burro e farina, non c’è umorismo di qualità senza, prima, una discreta dose di sofferenza. E che, qualunque disgrazia ti capiti, non tutto è perduto se riesci a farci sopra una buona battuta.

«Una delle cose di cui più vado orgogliosa è di essere riuscita a trasformare un fatto che all’epoca mi sembrava spaventosamente tragico in una commedia – e se non è invenzione questa, non so davvero che cosa lo sia.»

«Un romanzo sorprendente per la leggerezza con cui riesce a dire cose serissime, senza mai prendersi troppo sul serio.» – Vogue

«Come si trasforma una tragedia in commedia.» – Vanity Fair

Un matrimonio (il secondo) che naufraga mentre c’è un figlio (il secondo) in arrivo; un tradimento che va avanti da mesi seguendo i più triti cliché del genere; e, come se non bastasse, l’orrenda verità che si palesa tramite una dedica dell’altra su un libro di filastrocche destinato al proprio bambino. Per Rachel Samstat, autrice di manuali di cucina di buon successo, alla sofferenza dell’abbandono si somma l’orgoglio ferito, perché “a cosa ti serve essere intelligente, se entrambi i tuoi mariti ti fanno fare, e con quella facilità, la figura della cretina?”. La situazione non potrebbe essere più desolante, eppure le lacrime che sgorgano dalla lettura di questo libro non sono di strazio, ma di divertimento. Perché nel ripercorrere le tappe del disastro – dalla fuga precipitosa ai pianti solitari, dai tentativi disperati di riconquistare il marito alle invettive con cui gli augura una morte fra atroci sofferenze – Rachel mette a frutto le sue doti culinarie, con le pietanze e con la vita: cerca consolazione in un purée carico di burro, si fa forza concedendosi una fetta della cheesecake perfetta e rievoca una gustosissima ricetta per le linguine, frutto di un viaggio in Italia; intanto chiude il suo dolore in pentola e, facendolo sobbollire a fuoco lento, arriva a distillarne un succo esilarante, capace di dare alla catastrofe contorni più ridicoli che tragici e di infonderle nuova fiducia nel futuro.

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Ersilia e le altre. Storia straordinaria di donne e bambine all'alba del femminismo
Di Lucia Tancredi

Con grande finezza narrativa e sensibilità storica, Lucia Tancredi ci consegna un ritratto poetico e intenso di un gruppo di donne che ha saputo immaginare un mondo diverso, dando vita alla prima organizzazione in Italia per l’emancipazione delle donne, l’Unione Femminile.

«Siamo l’unione Femminile. Abbiamo esordito e contiamo già in numero di mille. È solo l’inizio»

«Le donne di questo romanzo sono di nuovo vive e incandescenti come un secolo fa, quando insieme creavano il primo nucleo del femminismo operoso e impegnato di Milano. Un miracolo» – Cristina De Stefano

«Lucia Tancredi celebra le prima femministe nella Milano tra fine Ottocento e Novecento.» – Patrizia Violi, La Lettura

Nel 1859, sotto il cielo squarciato dalla più grande tempesta solare mai registrata, arriva Ersilia: è figlia dell’incandescenza. E con quella luce negli occhi cresce, orfana di madre, tra le ombre della povertà. La sua Milano è quella della fine del secolo, una città che corre e si consuma nell’urgenza della modernità, dove le bambine – le piscinine – stanno in strada come cani randagi. Apprendiste modiste, piccole sarte, ragazze cresciute troppo in fretta e senza alcuna protezione. È lì, in quei vicoli affollati di miseria, che Ersilia comprende cosa vuole fare: proteggere le più giovani, educarle, emanciparle. Sposa Luigi Majno, avvocato socialista e femminista prima che il termine abbia cittadinanza. Si unisce al lavoro instancabile delle pioniere: l’Asilo di Laura Solera Mantegazza, la Guardia Ostetrica di Alessandrina Ravizza. Ogni donna che incontra è un fiore nel terreno fertile della sua sorellanza. Da Anna Kuliscioff, compagna di Turati, lince socialista, Ersilia impara presto: o tutte o nessuna. Dalle figlie, che ama con tenerezza feroce, capisce che è meglio fare sbagliando, piuttosto che non fare mai. E così, nel 1899, fonda con le compagne l’Unione Femminile, la prima organizzazione in Italia per l’emancipazione delle donne, da cui passeranno veramente tutte: da Ada Negri a Maria Montessori, da Eleonora Duse a Sibilla Aleramo. Poco dopo nasce anche l’Asilo Mariuccia, laico e gratuito, rifugio per ogni bambina violata, dimenticata.

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L'ultimo segreto
Di Dan Brown

A quasi dieci anni dal suo ultimo successo, Dan Brown torna con il suo romanzo più ambizioso ed emozionante: una nuova caccia di Robert Langdon dove, come sempre nei suoi libri, nulla è più pericoloso della conoscenza, e nulla è più efficace di una mente affilata.

«Per anni Brigita Gessner aveva deriso i pazienti che affermavano di essere stati a un passo dalla morte e di ave poi fatto ritorno. Ora si trovò a pregare di poter ingrossare le file di quelle rare anime. Ma era troppo tardi, lo sapeva. La sua vita si era conclusa.»

«Praga magica, Golem incluso. E gli altri intrighi sono anche meglio.» – Matteo Trevisani, La Lettura

«Che tipo, Dan Brown. Sei a casa sua da dieci minuti e già t’incanta inanellando piccole rivelazioni, quasi fosse scivolata anche tu nelle pagine del suo nuovo, attesissimo romanzo: L’ultimo segreto». – Anna Lombardi, Il Venerdì

«L’ultimo segreto in fondo è “un libro sul potere dei libri”.» – Raffaella Silipo, la Stampa

 

Robert Langdon è a Praga insieme a Katherine Solomon, con cui ha da poco avviato una relazione. Un viaggio di piacere in veste di accompagnatore dell’esperta di noetica, invitata a una conferenza in città per esporre le sue innovative teorie sulla mente. All’improvviso, gli eventi prendono una piega inquietante: la mattina del quarto giorno Katherine sembra sparire senza lasciare tracce e Robert assiste, sul ponte Carlo, a una scena che sfida la razionalità e di fronte alla quale reagisce d’istinto, finendo nel mirino dei servizi di sicurezza cechi. Intanto, a New York, una misteriosa organizzazione mette in campo risorse all’avanguardia per distruggere il manoscritto che Katherine ha consegnato al suo editore e che raccoglie le sue rivoluzionarie ricerche. Ma come mai quello che dovrebbe essere un saggio teorico attira così tanto interesse? In poco più di ventiquattr’ore, Langdon dovrà dimostrarsi in grado di ritrovare Katherine, seminare le forze dell’ordine della città e quelle dell’ambasciata americana e oltrepassare le porte di un laboratorio segreto in cui vengono condotti esperimenti indicibili. La posta in gioco è altissima: una nuova concezione della mente, una visione che può regalare un futuro diverso all’umanità ma che potrebbe, anche, diventare un’arma dall’impatto devastante.

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Tre amici quasi geniali verso la fine del mondo
Di Jonas Jonasson

Unendo, come solo un grande autore sa fare, ironia, avventura, satira e politica, Jonasson dà il meglio di sé nel suo nuovo libro consegnandoci una storia che sa farci ridere ed emozionare, muovendosi con eleganza e perfetto equilibrio tra realtà e finzione, intrighi internazionali e drammi personali, profondità e voglia di non prendersi troppo sul serio.

Stoccolma, estate 2011. Petra, una giovane ricercatrice di astrofisica, ha calcolato che l’atmosfera collasserà tra esattamente dodici giorni. Ovviamente, nessuno le crede. Johan, un tipo senza arte né parte vissuto sempre all’ombra del fratello – che adesso ha lasciato la Svezia per raggiungere l’Italia, intraprendendo una brillante carriera diplomatica –, è ingenuo ai limiti della stupidità, ma ha sviluppato delle doti culinarie stupefacenti e ama stare tra i fornelli per preparare pranzi e cene deliziosi. L’incontro tra i due sarà l’inizio di un’avventura tanto rocambolesca quanto divertente: partiti alla volta di Roma per incontrare Fredrik, il fratello di Johan che – si scoprirà – lo ha ingannato per tutta la vita, si imbattono in Agnes, una pensionata che si mantiene fingendo di essere una giovane influencer. Così, tra incontri con Barack Obama, dittatori africani, missioni governative e la pericolosa profezia di Petra che incombe minacciosa su tutto il pianeta, i tre amici “quasi geniali” finiranno per stravolgere completamente non solo le loro vite, ma anche quelle di chiunque avrà a che fare con questo strano e improvvisato trio. Unendo, come solo un grande autore sa fare, ironia, avventura, satira e politica, Jonas Jonasson ci regala una storia che fa ridere ed emozionare, in perfetto equilibrio tra realtà e finzione, intrighi internazionali e drammi personali, con tanta voglia di non prendersi troppo sul serio.

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Il velo di Lucrezia
Di Carla Maria Russo

Con Il velo di Lucrezia, Carla Maria Russo dà ancora una volta voce a una palpitante vicenda privata di ossessione che si fa universale, ci interroga sui modi in cui si nasce alla vita, sulla forza distruttiva delle passioni, sul potere diabolico eppure salvifico della bellezza.

Non saprebbe dire quanto a lungo si attarda nella contemplazione di quel volto. Non saprebbe dirlo perché è già completamente stregato da quello che vede e ché risucchiato nel processo della creazione. La perfetta bellezza. Eccola, davanti ai suoi occhi. L’ha rincorsa invano per anni e l’ha trovata all’improvviso, quando ormai aveva perso la speranza. Nel luogo in cui mai e poi mai avrebbe immaginato di incontrarla.

Firenze, 1464. La tela è avvolta in un panno candido fermato da una cordicella, la mano che la regge è malferma per l’emozione. Il momento che Filippo Lippi ha atteso e temuto è ormai giunto: il suo protettore Cosimo de’ Medici sta per vedere l’unica opera davvero perfetta che sia riuscito a creare nel corso della sua lunga carriera, l’unica da cui non vorrebbe mai separarsi. Custodite in quel quadro non ci sono solo la dedizione, le mani dure di fatica, l’incessante lotta contro l’imperfezione. C’è l’amore per Lucrezia, un amore scandaloso per tutti, per lui purissimo. C’è il patto fra loro, il dono reciproco: la bellezza in cambio della libertà. Orfano nato “diladdarno”, Filippo è cresciuto libero di sperimentare la vita e il talento. Sventato, donnaiolo esuberante, sciaguratamente poverissimo, per sfuggire alla miseria ha preso i voti incontrando proprio in monastero il suo destino: un abate illuminato che lo ha mandato a bottega da un noto pittore. Figlia di un tintore, Lucrezia è una ragazza del popolo che dietro al volto di madonna nasconde un cuore appassionato, un desiderio ribelle di esistere, di essere vista, di accendere la quiete intorno a sé, un’ambizione divorante che le mura del convento in cui vive non riescono a contenere. L’amore tra la giovane e l’affermato artista, proibito in Cielo e in Terra, folgora le esistenze di entrambi e si eterna in un’opera che ancora oggi desta meraviglia.

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Donnaregina
Di Teresa Ciabatti

Libro vincitore del Premio BPER Banca 2025 – Sezione narrativa
Libro vincitore del Premio Mondello 2025 – Opera italiana

Nei quattro anni trascorsi dal suo più recente romanzo ci è mancato lo sguardo di Teresa Ciabatti, la sua cifra stilistica unica, la lucidità, l’ironia, l’equilibrio assoluto del fraseggio. Con l’intensità e l’anticonformismo radicale della sua scrittura, Ciabatti conduce una protagonista che le somiglia in territori a prima vista remoti e indecifrabili, per riportarla a casa più dolente e saggia, capace di riconoscere il baluginare dell’umano ovunque si presenti.

«Più avanti capirò che libero da pregiudizi significa poco pratico di camorra, non a conoscenza della sua vicenda criminale. Più avanti ancora avrò il dubbio che lui cercasse una persona da raggirare, questo tuttavia sarà molto tempo dopo».

«Un romanzo libero, folle, poetico, sul crimine e la maternità – sono poi così distanti? Sull’amicizia e il ruolo dell’artista. Un romanzo dolorosissimo ma, insieme, anche il più divertente che Ciabatti abbia mai scritto.» – Jonathan Bazzi

«Donnaregina è il romanzo potente che promette di essere. » – Nicola H. Cosentino – Corriere della Sera

«Teresa Ciabatti scrive un romanzo furioso, umanissimo, in stato di grazia.» – Federica De Paolis

«Questo romanzo? Semplicemente bellissimo. Napoli, l’orrore, il sangue, e forse la salvezza.» – Roberto Saviano

«Diventare genitori significa, tra tutte le altre cose, firmare una cambiale di dolore e di gioia in bianco. In certi casi, come per la protagonista di Donnaregina di Teresa Ciabatti, si rischia un tale trauma che si fa di tutto per rimuoverlo, evitarlo, non vederlo arrivare.» – Daria Bignardi, Vanity Fair

Chi è davvero ‘o Nasone, accusato di rapina a mano armata, associazione a delinquere, associazione mafiosa, 182 omicidi commessi e commissionati? Se lo chiede la scrittrice a cui il giornale dà l’incarico di intervistare proprio lui, il superboss. A lei che di criminalità non sa niente, che si è sempre occupata di adolescenti, tutt’al più cantanti, attrici, gente dello spettacolo. Il loro è l’incontro di due mondi lontanissimi che tali devono rimanere, almeno nelle intenzioni della protagonista. Eppure, quando lui inizia a parlare, qualcosa cambia. Quest’uomo spietato che alleva colombi e crede negli ufo comincia a interessarla. Non tanto quando si sofferma sulle cronache di furti, sparatorie e vendette, piuttosto per la nostalgia che vibra nei racconti delle donne incontrate e perdute, degli amici morti ammazzati, degli affetti famigliari. Quando insomma, pur non rinnegando il proprio passato, il boss si mostra vulnerabile. Il dubbio: forse la sta manipolando? È sul piano dei rapporti affettivi che boss e scrittrice si incontrano: nelle ferite di genitori incerti, forse sbagliati. Nel mistero dei figli con cui non sanno più comunicare e che temono di aver perso per sempre. Il confronto tra loro, pur sempre carico di diffidenza, si trasforma allora in un viaggio tra ricordi, confessioni, fraintendimenti e proiezioni, ma soprattutto rivelazioni su figli che non sono quello che loro credono. Così, quando la protagonista si trova a cercare le tracce del figlio di Misso nelle strade di Napoli, capisce di cercare qualcun altro: sua figlia che le sta sfuggendo.

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La settima luna
Di Piergiorgio Pulixi

In questo romanzo che si addentra nei meandri oscuri dell’animo umano, una domanda accompagna Strega e il lettore: sono i poliziotti a dare la caccia al killer o è lui a dare la caccia a loro?

«Con un indubbio talento narrativo e grande senso del ritmo, Pulixi avviluppa il lettore in un crescendo di tensione.» – La Lettura

«La settima luna spazia, con abile eleganza, tra le varie sfumature del genere: è un giallo ma anche una mistery novel, con colpi di scena da thriller, approfondimenti psicologici e una sottotraccia noir.» – Thrillercafè

Il vicequestore Vito Strega, con le inseparabili ispettrici Eva Croce e Mara Rais, sta festeggiando la nascita della nuova unità investigativa sui crimini seriali, quando la squadra riceve la notizia che nelle paludi del Parco del Ticino è stato ritrovato il corpo di una ragazza. L’ispettrice Clara Pontecorvo, arrivata sul posto, stenta a credere ai propri occhi: la vittima ha le mani legate dietro la schiena e indossa una maschera bovina. L’istinto le dice che quel crimine potrebbe essere la riproduzione di un delitto avvenuto anni prima in Sardegna. E nessuno, meglio di Strega, Rais e Croce, conosce quel caso, che aleggia ancora nelle loro vite come un’ossessione. Ora a piede libero c’è un emulatore, che vuole i riflettori puntati su di sé… I poliziotti dovranno essere più uniti che mai, e Vito Strega, per la prima volta così vulnerabile, si troverà a fare i conti con il passato.

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Ogni cosa è fulminata. Alla ricerca delle Picicì (Piccole Cose Certe)
Di Luciana Littizzetto

I grandi comici e gli scrittori migliori hanno il potere di osservarci quando crediamo che non ci veda nessuno, mentre ci incagliamo nella vita e nei suoi inciampi. Per questo ridiamo così tanto con Luciana Littizzetto, perché ci sentiamo meno soli.

I tovagliolini dei bar che non asciugano, i cartelli stradali che ti abbandonano sul più bello, le calze che si bucano appena le metti, la paletta della scopa che lascia sempre una striscia di polvere (“la sottile linea grigia”), l’apertura impossibile del tonno in scatola, le date di scadenza illeggibili, i tubetti di pomata che appena li apri esplodono… Questo nuovo libro di Luciana Littizzetto è un (divertentissimo) manifesto sull’importanza trascurata di quelle piccole cose che potrebbero facilitarci la vita e invece ce la complicano. Un piccolo capolavoro di letteratura umoristica che diventa anche un elogio della delicatezza, della sensibilità, dell’attenzione. Contro la prepotenza, la superficialità, l’incuria. “Sarò la portavoce, l’ambasciatrice, la paladina delle micro-rotture del quotidiano, le incongruenze con le quali tutti, tutti i giorni, abbiamo a che fare. Quelle che ti fanno dire: ‘Ma perché? Ma ti sembra normale che? Non sarebbe più facile se?’. I piccoli e grandi scontri con un reale che sembra lontano dalla logica e dal buon senso. Vedrei con favore un partito che si occupasse delle cose quotidiane, che promettesse di risolvere minuzie che intossicano giorno dopo giorno il nostro tran tran abituale. Il partito delle Picicì, Piccole Cose Certe.” I grandi comici e gli scrittori migliori hanno il potere di osservarci quando crediamo che non ci veda nessuno, mentre ci incagliamo nella vita e nei suoi inciampi. Per questo ridiamo così tanto con Luciana Littizzetto, perché ci sentiamo meno soli. Luciana Littizzetto vive a Torino e di professione fa la scema.

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La prova
Di Michael Connelly

L’attesissimo romanzo della nuova serie con il Detective Stilwell, l’ultimo personaggio dell’universo Connelly

«Michael Connelly cambia rotta. Dopo trentanove romanzi, per lo più ambientati tra le strade affollate di Los Angeles, con protagonisti che hanno segnato il noir contemporaneo, fa esordire un lupo solitario – un protettore della legge, “come in un western di Gary Cooper” – che dimostra tutta la freschezza del nuovo “nato”.» – Annachiara Sacchi, La Lettura

l’hanno allontanato dalla sezione omicidi sulla terraferma. Mentre si occupa di casi locali di ubriachezza molesta e piccoli furti tipici dell’isola, il detective Stilwell riceve la segnalazione di un cadavere trovato sul fondo del porto, una sconosciuta identificabile inizialmente solo da una ciocca di capelli tinti di viola. Nel frattempo, una segnalazione di bracconaggio in una riserva protetta si trasforma in un caso pieno di violenza e pericolo, mentre Stilwell indaga sul passato losco di un pezzo grosso dell’isola. Trasgredendo ogni protocollo e giurisdizione, Stilwell lavora tenacemente su entrambi i casi. Ostacolato da un vecchio screzio con un ex collega determinato in ogni modo a mettergli i bastoni tra le ruote, Stilwell è convinto di essere l’unico che può rendere giustizia alla donna conosciuta come “Nightshade”. Ben presto, la sua indagine rivela segreti gelosamente custoditi e un cuore oscuro nell’isola serena, solo apparentemente lontana dai mali della grande città. Appassionante, ricco di atmosfera e colpi di scena, La prova lancia un nuovo personaggio nell’universo di Connelly.

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La bambina che vola. Non avrai altro Dio all'infuori di me
Di Dacia Maraini

I dieci comandamenti raccontati da dieci grandi scrittrici
Il primo dei Comandamenti diventa un inno all’ascolto della propria interiorità e di ciò che non è possibile spiegare – i sogni, le ossessioni -, ma che a volte è l’unico esile filo rosso che ci lega a verità antiche.

Sara è un’artigiana, con le sue mani esperte intaglia il legno, scava, tornisce, pialla ogni pezzo con l’amore che si deve a un oggetto unico e insostituibile. Bambole, burattini, trenini, animaletti sono la sua unica compagnia. Da tempo infatti, dopo che il marito se ne è andato di casa con una donna più giovane, Sara vive ritirata. Una notte che stenta ad addormentarsi però ha una visione: una bambina diafana dagli occhi curiosi le appare mostrando un collo lungo che la fa somigliare a un ritratto di Modigliani. La bambina è fatta della sostanza dei sogni, ha un paio di ali dietro la schiena e dice di avere un rapporto speciale con un certo Signore che sta nei cieli. È di lui che parla alla donna, raccontandole storie della Bibbia. Sono storie d’amore, speranza e dolore, illuminanti risposte alle domande sulla vita che Sara porta nel cuore. Avvicinandola, a ogni risveglio, a una metamorfosi inaspettata. Con questo libro, Dacia Maraini ci consegna un’irresistibile rilettura del canone, inaugurando un nuovo progetto tutto al femminile, il racconto dei Dieci Comandamenti attualizzato dalla penna di dieci grandi scrittrici. «Non avrai altro Dio all’infuori di me» sembra dirci la bambina stessa, con la sua voce irriverente e spassosa. Così il primo dei Comandamenti diventa un inno all’ascolto della propria interiorità e di ciò che non è possibile spiegare – i sogni, le ossessioni -, ma che a volte è l’unico esile filo rosso che ci lega a verità antiche.

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Sabbie mobili. Onora il padre e la madre
Di Veronica Raimo

Con una scrittura magistrale, ironica e intelligente, Veronica Raimo declina il comandamento “Onora il padre e la madre”. Sfiorando il surreale, racconta un’infanzia sospesa tra amore e abbandono, tra realtà e assurdo. Ne nasce una storia che inquieta e commuove, e che ci resta dentro come un’eco perturbante.

«Veronica Raimo reinterpreta il quarto comandamento in una riuscita novella “weird”.» – Alessandro Beretta, La Lettura

“Che vuoi fare da grande?” è la domanda più comune del mondo, tranne se a farla è una madre diversa dalle altre. Una che si trascina per casa con le gambe di piombo, che si veste di tutto punto solo quando piove per inzupparsi in giardino, che si rifugia a letto come fosse l’unico posto sicuro in compagnia dei suoi aiutini farmaceutici. Il figlio, di appena nove anni, di risposte non ne ha. Come potrebbe, se il mondo che conosce è fatto di attese e silenzi, di regole sconnesse, di uccelli rapaci e di ricordi che è meglio non avere? Mentre i suoi coetanei giocano a fare gli adulti, lui spaesato cerca di capire cosa significhi diventare un uomo, in una casa dove gli uomini non ci sono neanche in fotografia e gli oggetti sembrano avere più vita delle persone. Poi arriva la scuola, la scoperta di un mondo ordinato, di regole vere, e dentro di lui cresce ogni giorno la tremenda paura che sua madre, come ha spesso annunciato, lo lasci solo per davvero.

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Il segreto di Villa Carlotta
Di Silvia Montemurro

Il primo volume della saga Le Ville sul Lago di Como: da una storia vera, le passioni e i segreti di Carlotta di Prussia nell’incantevole dimora che ancora oggi porta il suo nome.

«Era quasi l’imbrunire, e il lago assunse tonalità violacee con le finestre della villa che sembravano sorridergli. C’erano due statue, poste a sorvegliare il cancello, che a fine giornata parevano scrutare l’orizzonte per proteggere gli abitanti da eventuali pericoli. Carlotta immaginò che fossero dame pietrificate, che un tempo avevano amato quella dimora e si erano congelate davanti all’ingresso e lo vegliavano.»

Carlotta è la primogenita della duchessa Marianne Nassau e del principe Alberto di Prussia, e la sua vita è appena crollata: Marianne ha lasciato il marito, creando uno scandalo senza precedenti, e ha stabilito di abbandonare Potsdam alla volta di Tremezzo, sul Lago di Como, per trascorrere l’estate con le figlie. Carlotta la segue, riluttante, ma quando arriva alla villa che sua madre ha acquistato resta senza fiato: non ha mai visto un luogo tanto magnifico. Siamo nel 1848, e il lago è la meta più esclusiva d’Europa. Vi si danno appuntamento nobili, principi, dame per organizzare ricevimenti, rafforzare amicizie, combinare matrimoni. È il destino anche di Carlotta, che dovrà debuttare in società e trovare un buon partito. Ma fra queste costrizioni lei si sente soffocare, e la sera del suo primo ballo abbandona lo stuolo di corteggiatori per fuggire nel parco, dove si scontra con un uomo bellissimo: è Giorgio, duca di Sassonia Meiningen. Lui sembra l’unico a capire la sua sete di vita, eppure è insolente e scontroso, e per qualche oscuro motivo fa di tutto per evitarla. Questo non è l’unico enigma della villa. Vagando fra le stanze, Carlotta scova il diario di Elena, una domestica che anni addietro abitava nella soffitta ed è stata protagonista di una storia tragica. E si convince che, di notte, una bambina vaghi per i corridoi in cerca di sua madre. È solo suggestione o c’è un mistero da svelare? E perché Giorgio, da cui si sente sempre più attratta e respinta, sembra saperne qualcosa?

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La leggenda dell'azteco
Di Clive Cussler e Russel Blake

Scenari internazionali pieni di fascino, pericoli, intrighi; due protagonisti umanissimi in cui tutti ci possiamo riconoscere, il cui legame è fatto di passione e ironia; continui capovolgimenti di fronte e magistrali colpi di scena… Clive Cussler si riconferma un maestro nel tenere il lettore incollato alle pagine.

«Le Fargo Adventures rappresentano senza dubbio uno dei gioielli della corona nell’impero letterario creato da Clive Cusserl.» – Publishers Weekly

I coniugi Sam e Remi Fargo sono sul­l’isola di Baffin, Canada, impegnati in una spedizione di ricerca ambientale, quando diventano testimoni di un ritrovamento sensazionale: una nave vichinga sepolta nei ghiacci, in perfette condizioni e carica di artefatti precolombiani provenienti dal Sudamerica. Sembrerebbe impossibile, ma nel corso delle ricerche emergono indizi sempre più evidenti che legano i vichinghi al culto del dio tolteco Quetzalcoatl e a un oggetto leggendario noto come l’Occhio del Cielo. Ma il ritrovamento della nave ha destato l’attenzione di persone dalla dubbia morale… I Fargo dovranno così fuggire attraverso giungle, templi e antiche sepolture inesplorate inseguiti da cacciatori di tesori, criminali e vecchie conoscenze. Riusciranno a giungere alla risoluzione del mistero che li avvolge prima che sia troppo tardi?

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L'uomo dagli occhi tristi. I canti del male, vol.8
Di Piergiorgio Pulixi

Piergiorgio Pulixi torna alle atmosfere potenti de L’isola delle anime con uno dei capitoli più tesi, emotivi e implacabili della serie di Mara Rais ed Eva Croce. Un thriller dove la verità ha il sapore del peccato. E dove ogni segreto rischia di travolgere chi osa scavare troppo in profondità.

Un lago circondato da montagne e fitti boschi, tutto è apparentemente immobile in quel paradiso remoto dell’Alta Ogliastra, in Sardegna. Quando però il corpo senza vita di un ragazzo travestito da donna viene ritrovato a bordo di un motoscafo che galleggia nelle acque cristalline, l’incantesimo d’un tratto è rotto. Sul posto vengono mandate le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce, con un ordine preciso del procuratore generale: chiudere il caso senza clamore, prima che lo scandalo travolga il fragile equilibrio politico dell’isola. Al centro dell’inchiesta c’è infatti Daniele Enna, consigliere regionale e volto emergente della transizione ecologica sarda. Ma dietro la sua immagine pubblica si nasconde una rete di interessi e ricatti. Mentre indagano tra menzogne, ambizioni e vecchi rancori, Mara ed Eva si accorgono che qualcuno sta facendo di tutto per ostacolarle e proteggere i segreti rimasti sepolti per anni nelle acque del lago. Ma anche la vita privata delle due ispettrici è sul punto di esplodere: tra conflitti interiori, dolori mai risolti e scelte impossibili, saranno costrette ad addentrarsi fino agli abissi delle loro anime, decidendo, stavolta più che mai, se poter contare fino in fondo l’una sull’altra, proprio quando c’è chi prova a dividerle ad ogni costo.

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Un nuovo inizio
Di Danielle Steel

In un momento di inaspettata complicità, Andy e Violet si rendono conto che il loro incontro potrebbe essere un nuovo inizio, un’opportunità che potrebbe riscrivere il loro destino non solo professionale, ma anche personale.

Come capo di un prestigioso studio cinematografico di Hollywood da quasi due decenni, Andy Westfield ha avuto ogni lusso: un ufficio al quarantaquattresimo piano, un’assistente personale che sembra leggergli nel pensiero, un jet privato e auto aziendali. Ma il suo mondo viene sconvolto all’improvviso quando lo studio viene venduto, il figlio dell’acquirente prende il suo posto e Andy si ritrova senza lavoro. Confuso e umiliato, sperando di trovare un po’ di pace, decide di allontanarsi da Los Angeles e prendere in affitto una lussuosa villa in una cittadina costiera a due ore da Londra. Qui assume una giovane donna del posto per aiutarlo a sistemare i suoi affari, Violet Smith, ex giornalista. Per lei, che sta affrontando un momento difficile, quell’impiego temporaneo è proprio ciò di cui ha bisogno. Ma quando un giorno dimentica nella villa il manoscritto del romanzo che sta scrivendo, Andy non resiste alla curiosità e rimane affascinato dalla storia, che sembra perfetta per essere adattata per il grande schermo.

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Malanima
Di Rosita Manuguerra

Malanima è la storia di due ragazze in cui riverbera e si compie il racconto di emancipazione delle loro madri, una storia capace di scavare a fondo nel cuore di tutti noi e di rammentarci che le mete di partenze e ritorni, di arrivederci e addii, non sono altro che luoghi dell’anima.

«Sapevo che l’isola può farti ammalare: sia che ti imponga di restare sia che ti costringa ad andar via.»

Sull’isola non tutti vanno e vengono allo stesso modo. Ci sono quelli che arrivano con il sole di maggio e ripartono con le prime piogge di settembre. C’è chi fa avanti e indietro ogni giorno, senza più chiedersi a quale riva appartenga davvero. E poi ci sono quelli che, messi dalla vita davanti a un bivio, hanno dovuto scegliere se restare o imbarcarsi per una partenza che può valere un addio. Entrambe le scelte lasciano un segno invisibile e profondo. Mia lo ha imparato da bambina attraverso la storia della sua famiglia – la madre Teresa è rimasta, nella convinzione che l’isola fosse l’unica realtà possibile, mentre la zia Nietta è andata via appena ha potuto – e continua a vivere questi conflitti da adolescente insieme a Giulia, Anna e Nello, gli amici di sempre. Adesso però a portare scompiglio è arrivata Marina, la ragazza di città che non se ne andrà con le piogge di settembre. Così diversa e a tratti scostante, Marina attira su di sé sentimenti contrastanti: dalla curiosità al disprezzo, dall’attrazione all’invidia. Mia, invece, in lei vede soprattutto il fascino di chi proviene da un altrove lontano. Eppure Marina si trascina dietro legami ancestrali – sua madre Lia è legata a filo doppio con l’isola da un trauma e dall’antica amicizia con Teresa – e sembra destinata a riportare a galla segreti inconfessabili. Con una prosa avvolgente e un ritmo solenne, Rosita Manuguerra ha scritto un romanzo di formazione luminoso, che a partire dall’ambientazione in una piccola isola è in grado di esplorare temi universali.

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L'anniversario
Di Andrea Bajani

Libro vincitore del Premio Strega 2025
Libro vincitore del Premio Strega Giovani 2025

L’anniversario è prima di tutto un romanzo di liberazione, che scardina e smaschera il totalitarismo della famiglia. Ci ferisce con la sua onestà, ci disarma con il suo candore, ci mette a nudo con la sua verità. È lo schiaffo ricevuto appena nati: grazie a quel dolore respiriamo.

«Dieci anni fa, quel giorno, ho visto i miei genitori per l’ultima volta. Da allora ho cambiato numero di telefono, casa, continente, ho tirato su un muro inespugnabile, ho messo un oceano di mezzo. Sono stati i dieci anni migliori della mia vita.»

«Ci si può liberare dai propri genitori? Dal male che ci hanno fatto? Senza ritorno e senza appello? È una domanda scandalosa. Andrea Bajani la affronta da scrittore, in un libro scandalosamente calmo.» – Emmanuel Carrère

«Facciamo sempre, e solo, quello che ci sembra possibile. A volte nulla, a volte troppo, a volte pochissimo ma tutto il possibile. Le tre sole parole concesse, per esempio. Che libro. Quanta gratitudine, nel leggerlo» – Concita De Gregorio, La Repubblica

«Di molte famiglie si può decidere se raccontare i momenti belli e nascondere quelli brutti oppure mettere insieme quelli brutti, allucinanti, in una costellazione. Questo è quello che fa il romanzo.» – Luca Mastrantonio, 7 – Il Corriere della Sera

«Una furia che si è placata attraverso la scrittura, l’autoanalisi, lo scavo in un’interiorità da parte di un uomo che non teme di ascoltarsi.» – Gloria Ghioni, Critica Letteraria

«Il dolore è raccontato ovunque, la sua trasformazione in letteratura è una rarità.» – Francesco Longo, Rivista Studio

 

Si possono abbandonare il proprio padre e la propria madre? Si può sbattere la porta, scendere le scale e decidere che non li si vedrà più? Mettere in discussione l’origine, sfuggire alla sua stretta? Dopo dieci anni sottratti al logoramento di una violenza sottile e pervasiva tra le mura di casa, finalmente un figlio può voltarsi e narrare la sua disgraziata famiglia e il tabù di questa censura “con la forza brutale del romanzo”. E celebrare così un lacerante anniversario: senza accusare e senza salvare, con una voce “scandalosamente calma”, come scrive Emmanuel Carrère a rimarcarne la potenza implacabile. Il racconto che ne deriva è il ritratto struggente e lucidissimo di una donna a perdere, che ha rinunciato a tutto pur di essere qualcosa agli occhi del marito, mentre lui tiene lei e i figli dentro un regime in cui possesso e richiesta d’amore sono i lacci di un unico nodo. L’isolamento stagno a cui li costringe viene infranto a tratti dagli squilli di un apparecchio telefonico mal tollerato, da qualche sporadico compagno di scuola, da un’amica della madre che viene presto bandita. In questo microcosmo concentrazionario, a poco a poco si innesta nel figlio, e nei lettori, un desiderio insopprimibile di rinascita – essere sé stessi, vivere la propria vita, aprirsi agli altri senza il terrore delle ritorsioni. Con la certezza che, per mettersi in salvo, da lì niente può essere salvato.

Proposto da Emanuele Trevi al Premio Strega 2025 con la seguente motivazione:
«È una storia eccezionale, quella di Bajani, che infrange un vero e proprio tabù: nelle prime pagine del libro incontriamo il protagonista che ci racconta dell’ultima volta che ha visto i suoi genitori, prima di voltare le spalle per sempre alla sua famiglia, disgregata dalla violenza del padre-padrone e dalla muta, disperata sottomissione della madre. Per delineare un’immagine credibile di questo inferno domestico e della fuga senza ritorno del protagonista, il narratore ricorre alle risorse del romanzo per mettere ordine nei dati dell’esperienza, spiccando quel salto mortale capace di condurlo dall’informità del “reale” alla consistenza e alla leggibilità del “vero”. Ed è solo così che una vicenda singola si trasforma in uno specchio in cui tutti i lettori possono intravedere qualcosa che non conoscevano direttamente, eppure li riguarda. L’anniversario è un romanzo avvincente e originalissimo, che colpisce chi legge come un pugno nella testa e nella pancia. Bajani non sente il bisogno né di condannare, né di perdonare, e ci racconta quanto sia impervia e necessaria la via del riscatto.»

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I gatti dal cuore d'ambra
Di Nilanjana Roy

In un misterioso quartiere della vecchia Delhi, in India, vivono i Selvatici, un piccolo clan di gatti che domina quel labirinto di vicoli e rovine da tempo immemore: Miu-Miu, una saggia e anziana siamese; Katar, amato dai suoi seguaci e temuto dai suoi nemici; Hulo, il grande guerriero; Beraal, la bella regina, veloce e mortale quando sfidata; Mancino, il gattino dalla sconfinata curiosità che lo mette sempre nei guai… Liberi e indomiti, i Selvatici non temono nessuno, vanno dove vogliono e fanno quello che vogliono. Sono impavidi come i loro cuori d’ambra, la pietra simbolo di vitalità e coraggio, lasciano vedere a chiunque li incontri, siano essi Piedoni, come i gatti chiamano gli umani, o i nemici della loro specie, i temibili Ferini. Finché un giorno, una cucciola arancione dagli occhi verdi di nome Mara attira la loro attenzione. Lei vive comodamente in una bella casa, e non ha alcuna intenzione di immischiarsi nelle loro faccende. Ma è dotata di un eccezionale potere, di cui non è ancora consapevole, che mette tutti in subbuglio. Perché secondo le leggende feline, il suo arrivo è presagio di eventi straordinari che minacciano di annientare il loro mondo e tutto ciò a cui tengono. Il tempo dei cuori d’ambra sta per arrivare.

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Nostra signora che sei nell'attico. Ricordati di santificare le feste
Di Federica Bosco

Federica Bosco reinterpreta il comandamento “Ricordati di santificare le feste” con una commedia brillante, cinica e commovente sull’ipocrisia di oggi. Una storia irresistibile su una famiglia in cui ridere è l’unico modo per non impazzire.

Simon, Lia e Valerio sono tre fratelli con un talento innato per i fallimenti. Vivono insieme in un minuscolo appartamento alla periferia di Milano e in trent’anni hanno già collezionato parecchie porte chiuse in faccia: una mamma fuggitiva, tre padri diversi di cui si sono perse le tracce, e una nonna imprenditrice spietata, ben lontana da quelle delle favole. Franca (guai a chiamarla nonna!), dietro la sua mise sobria e il crocefisso sempre in vista, è in realtà un distillato di pura cattiveria, avidità e perfidia. La “Signora”, avara come un personaggio di Dickens, ha come sport preferito vessare i propri impiegati, il personale di servizio, ma soprattutto i nipoti che a turno, ogni settimana, si immolano a trascorrere con lei la domenica e a sopportare ogni sorta di angherie nella speranza di un’eredità. Tutto cambia il giorno in cui Simon riceve da Franca un incarico insolito: andare a Marsiglia per recuperare un quadro. Ma quello che dovrebbe essere un “lavoretto facile facile” si trasforma presto in una rocambolesca serie di disastri a catena tra piani pasticcioni, ricatti maldestri e bugie assurde nell’ingenuo tentativo di raggirare la nonna.

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L'oro e la patria. Storia di Niccolò Introna, eroe dimenticato
Di Federico Fubini

Federico Fubini ha avuto accesso alle circa ottantamila pagine di documenti, in parte riservati, che il funzionario accumulò per tutta la vita, e ricostruisce per la prima volta, in modo inoppugnabile, l’appropriazione di denaro pubblico da parte di Mussolini e tutta la sofferta vicenda dell’oro della Banca d’Italia. La storia di Introna, le sue lotte antifasciste, la sorda e caparbia ostilità dei suoi molti nemici trasmettono un monito che arriva con forza all’Italia di oggi.

Il 20 settembre 1943 alle quindici e trenta un manipolo di ufficiali nazisti varca la soglia di palazzo Koch, elegante sede della Banca d’Italia. Fra loro c’è il tenente colonnello delle ss Herbert Kappler, comandante dello spionaggio hitleriano. I tedeschi presentano le loro richieste al governatore Vincenzo Azzolini: vogliono l’oro della Banca d’Italia, tutto l’oro. In quel momento, nei suoi caveau, l’istituto di via Nazionale ne custodisce quasi 120 tonnellate. Un solo uomo, all’interno della banca centrale, decide di opporsi e organizza un sofisticato inganno per impedire ai nazisti di trafugare la ricchezza degli italiani. Si chiama Niccolò Introna, è un dirigente di settantacinque anni, un fervente valdese che tiene sermoni alle comunità di fedeli nei giorni di festa. Durante il fascismo, Introna aveva combattuto in segreto la corruzione e il sistema cleptocratico attorno a Mussolini, documentando le operazioni del duce per trafugare il denaro pubblico. Un servitore dello Stato. Eppure, il suo nome, per le vicende finora mai raccontate e portate alla luce in questo libro, verrà volutamente cancellato e dimenticato.

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Stronze si nasce
Di Felicia Kingsley

Allegra Hill è brillante, onesta altruista. Ma anche un’eterna seconda. Fin dagli anni della scuola c’è sempre qualcuno che la precede. Sempre. E senza dimenticarsi di umiliarla anche un po’. Chi è costei? Ma la classica stronza! Quella di Allegra si chiama Sparkl Jones. Non solo la vita di Sparkle perfetta, ma la biondissima e splendente ragazza riesce a ottenere sempre tutto ciò che vuole. Ma il tempo passa e a ventisei anni Allegra ha finalmente una casa tutte per sé e un lavoro nell’agenzia immobiliare più prestigiosa di Londra. Il passato, però, non sembra volerla dimenticare e mette di nuovo Sparkle Jones sulla sua strada. Questa volta le cose sembrano andare diversamente e la nemica di una vita le appare sotto un’altra luce. E tutto questo proprio quando l’incontro con un bellissimo imprevisto dagli occhi verdi come smeraldi sembra in grado di sparigliare le carte. Tra feste, intrighi e cene non proprio a lume di candela, in corsa tra le strade di una Londra magnifica, forse, per Allegra è arrivato il momento di scoprire se davvero quello che vuole è la felicità. Questa volta non può lasciare l’ultima mano alla sua adorabile, odiata stronza numero uno!

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La radice del male
Di Adam Rapp

Adam Rapp indaga le piccole crepe che segnano il destino di una famiglia perbene; solchi che possono diventare abissi o aprirsi alla luce, se si trova il coraggio di chiedere aiuto.

Questo libro è per chi conserva ancora le figurine della sua infanzia, per chi aspetta con trepidazione una nuova stagione di Monster, per chi teme i pensieri che si risvegliano con la luce del giorno, e per chi seguendo il suono di una voce amata viaggia con la mente oltre le pareti di casa, sempre più lontano, fino agli azzurri oceani dell’infinito.

«Un romanzo magistrale che scruta il cuore oscuro dell’America, con una grazia e una sagacia impareggiabili.» – Richard Ford

Elmira, New York, estate 1951. Myra Larkin, tredici anni, dopo la messa accetta un passaggio da un ragazzo affascinante che dice di essere Mickey Mantle, la giovane promessa degli Yankees. Quella notte, i vicini di casa di Myra vengono brutalmente assassinati, e i sospetti ricadono su uno sconosciuto molto simile al suo nuovo amico. È il primo di una serie di episodi di cronaca nera che incrociano la vita dei Larkin, mentre ognuno di loro insegue a suo modo il sogno americano. Myra, che cresce da sola il figlio Ronan dopo che il marito ha avuto una crisi psicotica, è l’unica a tenere i contatti con la famiglia: con Lexy, donna in carriera, e Fiona, eterna ribelle e attrice mancata a Broadway; e con Alec, ombroso e sfuggente, tormentato dai fantasmi di un’infanzia segnata dagli abusi e dall’indifferenza della madre, la cattolicissima Ava. E quando proprio Ava inizia a ricevere inquietanti cartoline anonime, presagio di eventi terribili, soltanto Myra, con l’aiuto del figlio, avrà la forza di affrontare quel male oscuro che sta inghiottendo la sua famiglia. La radice del male racconta un’America dove la quotidianità è intrisa di violenza, e la casa è insieme rifugio e pericolo.

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Stella di mare. I canti del male, 6
Di Piergiorgio Pulixi

In questo noir in cui i personaggi, attraverso i loro chiaroscuri, prendono vita come in un’antica tragedia, Piergiorgio Pulixi indaga il senso più controverso della giustizia, fa breccia negli indelebili legami di sangue e interroga le colpe dei padri.

Certi luoghi sono maledetti. E le persone che ci abitano condannate a un destino che non meritano. Lo sa bene Stella, diciassette anni, l’estate negli occhi e addosso l’esuberanza di chi è giovane. Tutti a Sant’Elia, un quartiere popolare di Cagliari affacciato sul mare, la conoscono, la desiderano e la invidiano: perché lei è splendida, impunita. Speciale. Ma un giorno in cui il maestrale infuria rabbioso, viene trovata morta su una spiaggia, il volto sfregiato come a cancellare la sua bellezza leggendaria. Stella era pronta a lasciarsi alle spalle i palazzoni di Sant’Elia, ma il destino, o meglio, un assassino, ha scritto diversamente il suo futuro. È un’indagine difficile, questa, in cui si moltiplicano i sospettati e le piste: il vicequestore Vito Strega, insieme alla sua squadra di ispettrici, dovrà districarsi nei segreti di un quartiere impenetrabile per la polizia. E, fin da subito, dovrà fare i conti con i fantasmi della gente del posto e anche con i propri, che sperava di aver sepolto per sempre e invece tornano ad affiorare più forti che mai.

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Tutta questa felicità
Di Roberto Emanuelli

Si può credere ancora nell’amore dopo che ci hanno fatto a pezzi il cuore?

«Prima di aprire lo sportello Marta si volta un attimo, ha gli occhi lucidi. Trattengo i fiato, distolgo lo sguardo. Riprendo a respirare solo quando sento il motore accendersi. Mentre guardo la sua auto allontanarsi penso che questa volta forse tra noi è davvero finita.»

 

Gabriele ha quarant’anni, una figlia piccola di nome Alba e un lavoro da insegnante che ha sempre vissuto come una vocazione. Ora, dopo una parentesi in un liceo del centro che è coincisa con una relazione finita male, è tornato a insegnare nella periferia romana dove è nato e cresciuto, con un velo di malinconia e disincanto. La tormentata storia sentimentale, culminata con un tradimento, gli ha lasciato cicatrici profonde perché si tratta della madre di Alba. A Gabriele adesso resta una figlia da crescere da solo, un entusiasmo sbiadito per l’insegnamento e una sfiducia verso l’amore che gli impedisce di vivere a pieno nuove relazioni: come quella con Marta, cresciuta nel suo stesso quartiere e maestra di danza di Alba, per cui la bambina stravede.

Noemi invece è una ventenne che nell’amore ancora ci crede. È nata nella parte Nord della città, un contesto tutt’altro che umile, anche se a tratti non c’è niente che la faccia sentire più a disagio di quell’ambiente: tra le asfissianti aspettative dei genitori, gli atteggiamenti giudicanti delle amiche e un fidanzato, Edoardo, che però a volte sembra riempirla di finte attenzioni senza mai comprenderla davvero. Per fortuna c’è Christian, il ragazzo di periferia con cui Noemi ha stretto un’amicizia segreta. All’apparenza distante anni luce dal suo mondo, Christian è forse l’unico in grado di capirla. Ad avvicinarli è la passione per la scrittura, un fuoco che si portano dentro come urgenza espressiva e ricerca della felicità.

Gabriele e Noemi, due vite che scorrono parallele sfiorandosi in maniera impercettibile ma non per questo trascurabile. Succede spesso, in quel sottile e continuo gioco fra le nostre scelte e il destino: infinite e apparentemente insignificanti porte che scorrono, che si chiudono, che si aprono, che aprono mondi, e ne chiudono altri… Proprio sopra questo filo magico e invisibile – fatto di coincidenze che non sembrano tali, di segni che arrivano quando siamo pronti a vederli – le esistenze di Gabriele e Noemi finiranno per incrociarsi in modo straordinario. Un incontro che rappresenterà l’occasione di ritrovare se stessi. Di tornare ad amare. Di essere felici.

È difficile credere nell’amore dopo che ci hanno fatto a pezzi il cuore. Ma a volte, se sappiamo ascoltarlo, è il destino a credere in noi.

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Scandalo a Hollywood
Di Felicia Kingsley

«Queen Felicia resta lì dove l’avevamo lasciata, sulla vetta assoluta.» – Robinson – la Repubblica

«Con Felicia Kingsley il romance si prende il suo spazio.» – Sette – Corriere della Sera

«Un fenomeno editoriale.» – Vanity Fair

Sofia Cortez sogna da sempre di lavorare come giornalista d’inchiesta nella redazione di un grande quotidiano. La dura realtà, però, la costringe alla scrivania di «Hollywood e dintorni», una testata sull’orlo del fallimento che, per non perdere gli sponsor, le chiede di occuparsi di ciò che lei più detesta: il gossip. Hayden West, meglio noto come Wild Wild West, invece, del gossip è il re: tutte le celebrità lo temono, non c’è segreto che gli si possa nascondere, sa sempre tutto prima di tutti e UnHolywood, il suo libro scandalistico, è in testa a tutte le classifiche. Rivali storici dai tempi dell’università, Hayden e Sofia conducono vite opposte e parallele che, però, s’incrociano di nuovo quando si ritrovano a inseguire la stessa notizia: la competizione spietata si riaccende al primo sguardo, scatenando una sfida all’ultimo scoop. Sotto i riflettori di Hollywood, tra un party esclusivo e un’indagine al limite della legalità, Hayden e Sofia potrebbero rendersi conto che allearsi è più utile che combattersi… e che le scintille tra loro rischiano di diventare un incendio.

La piccola libreria ai piedi della montagna
Di Lee Do-Woo

Un romanzo dalle atmosfere incantevoli, un amore delicato e struggente, un luogo speciale capace di aprire i cuori delle persone che lo frequentano, e di ricordare la forza dei legami che si creano intorno ai libri e alle storie che raccontano.

È un inverno freddo a Bukhyeon, un piccolo villaggio ai piedi di una montagna nel cuore della Corea del Sud. Haewon ha deciso di tornare proprio qui, nel luogo in cui è cresciuta, perché di Seul e del suo lavoro di insegnante d’arte non vuole più sentir parlare: troppe delusioni hanno minato la sua fiducia, costringendola a mettere in discussione ogni cosa. Ad accoglierla a Bukhyeon ci sono zia Myeongyeo, con cui ha vissuto durante l’adolescenza, e la piccola pensione Casa di Noce, da tanti anni di proprietà della sua famiglia. Le cose, però, sono cambiate: l’accogliente pensione di un tempo è un edificio ormai fatiscente, zia Myeongyeo è invecchiata e di malumore, e ha definitivamente smesso di scrivere. Haewon trova un rifugio inaspettato nella piccola libreria di Eunseop, un vecchio compagno di scuola: in lui scopre un amico sempre pronto a offrirle una tazza di tè e buona compagnia nei momenti di solitudine. La libreria Goodnight diventa ben presto la sua seconda casa, e i membri dell’improbabile gruppo di lettura che ne anima le serate la sua nuova famiglia: Hyeonji, adolescente arrabbiata e ribelle; il piccolo Seungho, appassionato di fumetti; Jangwoo, impiegato comunale che con le sue numerose iniziative cerca di risollevare l’economia locale; e Sujeong, la migliore amica della nonna di Haewon, avida lettrice di storie romantiche. Eunseop osserva e impara a conoscere Haewon, annotando ogni cosa nel suo diario, pubblicato sul blog della libreria che tiene compagnia ai lettori insonni come lui, mentre lo scenario delle montagne innevate diventa lo sfondo di un amore appassionato. Come nelle migliori storie, i nostri protagonisti cercano il lieto fine: ma il destino della Casa di Noce incombe sulla serenità di Haewon, insieme al mistero legato alla sua famiglia. Anche Eunseop ha i suoi fantasmi da affrontare e un’infanzia che ha minato profondamente la sua tranquillità: insieme, sapranno ricomporre il passato e risolvere i dubbi che li tormentano? E quale futuro attende la piccola libreria e i suoi fedeli clienti?

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L'hotel del tempo perso. Non rubare
Di Ilaria Gaspari

I dieci comandamenti raccontati da dieci grandi scrittrici
Ilaria Gaspari ci regala un irresistibile giallo a tinte filosofiche che omaggia Agatha Christie e le sue atmosfere, e in queste pagine esplora il comandamento “Non rubare” raccontandoci le conseguenze del furto più grave che un essere umano possa subire.

«Esistono al mondo luoghi in cui il tempo si ferma. E, prima o poi, anche chi ha corso all’impazzata tutta una vita si imbatte in un posto del genere. Succede.»

Tauro Pigro, ridente località termale punteggiata di palme. Un hotel dall’eleganza sfiorita – tappeti polverosi, mobilio di mogano tarlato – accoglie dieci ospiti che arrivano alla spicciolata, ognuno col proprio carico di solitudine e aspettative. C’è la socialite d’altri tempi ossessionata dall’età, la bibliotecaria con la testa fra le nuvole, lo storico dell’arte che si ostina a non andare in pensione, la coppia sposata da decenni, lo scrittore incompreso. E poi l’architetto seduttore seriale, il parrucchiere rapato a zero, la capa che tiranneggia la sottoposta senza pietà. Non sono tutti entusiasti di stare lì, qualcuno indossa una maschera di malumore poco adatta a quel luogo di riposo, ma senza saperlo hanno in comune qualcosa. Poco dopo il loro arrivo, nell’hotel si manifestano piccoli inconvenienti: i corridoi sembrano non finire mai, gli orologi segnano l’ora sbagliata e la cena tarda a essere servita. Presto diventa chiaro che c’è un motivo per cui quella compagnia di viandanti si trova lì. Ognuno di loro nasconde un segreto e nessuno può dirsi davvero innocente. Ilaria Gaspari ci regala un irresistibile giallo a tinte filosofiche che omaggia Agatha Christie e le sue atmosfere, e in queste pagine esplora il comandamento “Non rubare” raccontandoci le conseguenze del furto più grave che un essere umano possa subire.

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Una testa piena di ricci
Di Raffaella Case

Una storia sul valore delle radici per chi è alla ricerca di sé

Zhenga, dodicenne milanese curiosa e smart, con un «cespuglio» di capelli ricci afro dotato di personalità propria – per tutti in famiglia Bao, da Baobab – vive a Milano con la madre Anna e il padre Solomon. Insieme a loro l’eccentrico nonno Arturo, con il quale passa la maggior parte del tempo. Un quotidiano collaudato, scandito dai drammi tipici dell’età. Un giorno, però, la professoressa di italiano chiede ai ragazzi di disegnare l’albero genealogico della propria famiglia. Zhenga, complice la logorrea del nonno, che ama confezionare storielle ai confini dell’inverosimile su parenti e amici, sa tutto del suo lato materno, ma quasi nulla di quello paterno. Solomon, infatti, è fuggito dal Ruanda da bambino durante la guerra civile e da anni ha interrotto ogni rapporto con la madre e le sorelle, benché vivano anche loro in Italia. La sua famiglia, adesso, sono la moglie e la figlia. Il padre rifiuta di raccontarle del suo passato ma Zhenga, che si sente sempre a metà, né bianca né nera, né italiana né ruandese, né grande né piccola, ha bisogno di risposte. Decide così di scappare di casa, per mettersi sulle tracce della nonna paterna, in un viaggio attraverso l’Italia che è un viaggio alla scoperta di sé. A farle compagnia una caustica drag queen, che con lei tirerà fuori un inaspettato lato materno, una tiktoker attivista, che alterna filippiche #blacklivesmatter a orazioni in difesa del riccio afro e Sabato, professione «traghettatore di anime» nell’inferno del caporalato, con una passione per l’Heavy Metal e i puzzle. Un percorso a ostacoli, come in un videogame, ma grazie all’entusiasmo e alla sua determinazione, Zhenga riuscirà a trovare le risposte che cerca, insegnando agli adulti che, per diventare grandi, i figli hanno bisogno di radici.

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Perduto è questo mare
Di Elisabetta Rasy

Libro incluso nella cinquina finalista del Premio Strega 2025

Presentato da Giorgio Ficara nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2025.

Un libro in cui esperienze e ricordi riaffiorano dolci ma taglienti, mentre Elisabetta Rasy si interroga: è possibile reinventarsi una paternità ideale, altrove? E ancora: nella memoria incontriamo davvero di nuovo le persone amate e scomparse? E i conti finalmente tornano?

«Ero entrata nel regno senza padri. Senza sapere che, in quel regno, l’ombra del padre si nasconde ovunque.»

«Una prova di stile che rasenta la perfezione. Un lavoro di scavo nella sua storia e la costante attitudine a interrogare le proprie radici, senza mai accontentarsi delle risposte più facili ed evidenti.» – Emanuele Trevi, Corriere della Sera

«Perduto è questo mare è fatto di questa materia sottile, in tutte le sue possibili declinazioni: sonno, sogno, ricordo, rimpianto.» – Gabriele Pedullà, Domenica-Il Sole 24 Ore

 

«Tra memoir, romanzo biografico e autobiografico al tempo stesso, Perduto è questo mare di Elisabetta Rasy sfugge alle comuni etichette di genere per i contenuti. E vi sfugge anche per lo stile: raffinato e nostalgico nella cura lessicale per il dettaglio, è invece moderno nella sintassi svelta, perlopiù asindetica. I quadri di vita qui rappresentati coniugano così l’arte del cesello antico e l’iconicità della cinematografia moderna.» – Critica Letteraria

 

“Napoli, anni Cinquanta. Una città tanto piena di luce da sembrare quasi fatata. Ma anche devastata dalla guerra e dimenticata dalla storia. Da lì, all’improvviso, una ragazzina viene portata via, lasciando per sempre il padre nell’ombra di una casa elegante e fatiscente. Lei crede di dimenticarlo ma, molti decenni dopo, la morte di un amico e maestro amato, lo scrittore napoletano Raffaele La Capria, fa riemergere dal fondo della memoria l’immagine di lui. Della stessa generazione, i due uomini hanno avuto un diverso destino: l’uno realizzato nei suoi libri, l’altro murato nella sua solitudine. Eppure entrambi sono stati ammaliati e respinti da quella città di incanto e desolazione, entrambi scossi e feriti da intimi segreti. Così sullo sfondo dei loro desideri e tormenti comincia un viaggio nella terra straniera del passato, e si snoda la storia di quella ragazzina che cresce e si forma sotto il segno della diversità, in un’Italia poco accogliente per le donne che non si adeguano alle regole del gioco femminile. “”Perduto è questo mare”” è un romanzo profondo ed emozionante su un difficile affetto filiale e su un potente sentimento d’amicizia, un’immersione nel regno remoto dei padri, costellato di amori intensi, abbandoni, allegrie e malinconie, che rimanda a echi lontani: da Enea sceso negli Inferi per cercare Anchise, a Kafka con la sua lettera al genitore carica di risentimento.

 

Proposto da Giorgio Ficara al Premio Strega 2025 con la seguente motivazione:
«La definizione stessa di “romanzo”, in effetti, appare insufficiente per descrivere un libro straordinariamente composito in cui l’arte del ritratto, l’affresco memoriale e la riflessione (sottilissima) su un’epoca difficile, si legano in un dettato originale. Due personaggi, un padre sognatore, allegro, sventato, inconcludente, evanescente, e a suo modo funesto, e un amico famoso e intelligentissimo, Raffaele La Capria, tengono la scena. Se il padre – aviatore sotto il fascismo, poi avvilito fainéant nella Napoli del dopoguerra – rappresenta una specie di fatale sottrazione nella vita della figlia, l’amico scrittore, uno dei sommi del nostro tempo, è il “di più” di spirito, stile e ispirazione cui ogni vita ambirebbe. La forma stessa del libro si piega con grande naturalezza ora alla vicenda del padre, progressivamente tortuosa, ora al magnifico ritratto, per quadri pressoché slegati e fermi, di La Capria: un uomo affascinato dalla “riposante superficie della vita” come dai suoi abissi; uno scrittore-filosofo che osserva il dolore nelle cose stesse; un camminatore, come Palomar, tormentato dalla nostalgia del “paesaggio perduto”… Perduto è questo mare contiene sullo stesso piano narrazione e meditazione, e memoria classica, appunti, sospensioni critiche, come in un vero romanzo. Particolarmente prezioso oggi, nel tempo della sua (decisiva?) reductio all’unum della cronaca e del resoconto.»

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Il sentiero degli incontri segreti
Di Karen Swan

Dall’autrice del bestseller Un diamante da Tiffany, Puoi tornare a fidarti della persona che ti ha spezzato il cuore?

Quando hai vent’anni e tutto procede a gonfie vele ti senti invincibile. Per Tara Tremain, brillante studentessa di Medicina a un passo dal matrimonio, era proprio così. Non avrebbe mai potuto immaginare che il suo fidanzato Alex, timido studente di Biologia, le avrebbe spezzato il cuore. Non avrebbe mai potuto immaginare che quella felicità perfetta fosse solo un’illusione… Sono passati dieci anni da allora, e Tara si è rifatta una vita a Londra. Si è gettata anima e corpo nella carriera che ama, diventando un medico di successo, senza mai voltarsi indietro. Fino al giorno in cui torna in Costa Rica per partecipare a una grande festa organizzata dalla sua famiglia. Nonostante sia intenzionata a ripartire il più in fretta possibile, lasciandosi alle spalle il suo Paese d’origine e i brutti ricordi, un imprevisto la trattiene: un bambino gravemente malato ha urgente bisogno di cure, ma i medicinali scarseggiano e l’unico rimedio è una pianta che si trova a qualche giorno di cammino nel cuore della giungla. Il destino ha strani modi per farsi beffe di noi: l’unico che può accompagnare Tara in quel viaggio avventuroso è proprio Alex…

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Per un'ora d'amore. I canti del male, 7
Di Piergiorgio Pulixi

Sullo sfondo di una Milano crepuscolare, violenta e indifferente, spazzata dalla pioggia e dal vento, Pulixi tratteggia un noir denso di umanità, pathos e dolcezza: un dramma famigliare che si riflette sulle vite dei singoli poliziotti, risvegliando in loro fantasmi che avevano sperato di essersi lasciati alle spalle.

Il legame tra un padre e una figlia è qualcosa di sacro che niente e nessuno dovrebbe spezzare. Maria Donata aveva promesso al suo, Italo, che, per quanto fosse andata lontano da casa, avrebbe sempre trovato un modo di ritornare. Quando però viene uccisa, con indosso un abito da sposa che non le apparteneva, è Italo ad abbandonare la pace delle sue vigne nel sud della Sardegna e volare a Milano, dove la vita aveva portato Maria Donata, per prendersi cura del nipotino Filippo “Pippo” di due anni e scoprire cosa possa essere accaduto alla figlia. Dopo otto mesi di indagini infruttuose, l’omicidio però rischia di essere archiviato e Italo ha un’unica speranza: il criminologo Vito Strega. Già dai primi accertamenti, la sua squadra ha il sospetto che questa morte sia collegata a una serie di femminicidi che stanno scuotendo la città: un disegno criminale più ampio e oscuro, nel quale nessuna donna sembra essere al sicuro.

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Tutto troppo segreto
Di Anna Premoli

Misteri, amore, ironia: una commedia romantica imperdibile, dall’autrice bestseller numero 1 in classifica

«Una narrazione ironica e leggera.» – Vanity Fair

«Una delle penne più amate in Italia.» – D Repubblica.it

Dopo aver condiviso un’avventura spericolata, Violante e Amedeo sono diventati soci e lavorano nello stesso studio fiscale. Visti i loro trascorsi, a Milano si sono fatti una certa fama non solo come fiscalisti, ma anche come investigatori. Così, quando Alfredo Nittis, un loro cliente storico nonché antiquario di dubbio successo, scompare in circostanze misteriose, la moglie pensa di rivolgersi proprio a Violante e Amedeo per ritrovarlo. A differenza di quanto crede la polizia, la donna non pensa affatto che il marito si sia allontanato di sua spontanea volontà. Così, i due fiscalisti si mettono all’opera, ma l’indagine prende una piega inaspettata quando una pista li conduce a un fatto doloroso avvenuto vent’anni prima, che coinvolge il padre di Violante. Divisa tra passato e presente, Violante si appoggia ad Amedeo, che ormai è diventato la sua roccia, l’unico di cui riesce a fidarsi davvero e da cui si sente attratta con tutta sé stessa. Tra libri antichi, viaggi rischiosi e fughe rocambolesche, Violante e Amedeo riusciranno a svelare i segreti dell’antiquario? E soprattutto a capire cosa provano l’uno per l’altra?

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La mia ultima storia per te
D Sofia Assante

Libro vincitore del Premio Viareggio Opera Prima 2025

Al suo esordio, Sofia Assante mette a punto una voce narrante ironica e irresistibilmente romantica, che omaggia esplicitamente alcuni grandi narratori americani, da Salinger a Fitzgerald a Dylan, ed è capace di far sorridere e al tempo stesso commuovere. E racconta una storia piena di segreti e sorprese narrative, attraversata da una domanda che tutti ci siamo fatti almeno una volta nella vita: possiamo davvero dire di conoscere le persone che abbiamo accanto?

«Quante cose ci sono dentro questo bel romanzo d’esordio: l’amicizia assoluta e lo spleen dell’adolescenza ma anche i misteri e le colpe di ogni famiglia e di ogni amore.» – Daria Bignardi

«Un libro denso, profondo, commovente, ironico. Sofia Assante è puro talento.» – Antonio Manzini

«Andrea ed Elettra si cercano e si lasciano: l’esordio di Sofia Assante omaggia Salinger e Fitzgerald.» – Ursula Beretta, La Lettura

Andrea sta camminando per le strade di New York, in piena notte, quando riceve una telefonata. Riconosce subito la voce di Elettra, anche se non la sente da dieci anni. È lei la ragione per cui è scappato da Roma, la sua città, ed è proprio lei, ora, a chiedergli di tornare… Andrea ed Elettra si sono conosciuti a dodici anni, il giorno in cui lei si è trasferita nel palazzo del centro di Roma in cui Andrea è cresciuto. A parte l’indirizzo di casa, non hanno nulla in comune. Lui è il figlio di un ristoratore schivo e taciturno e d’estate lavora nella trattoria di famiglia, Da Amilcare. Lei fa parte dell’aristocrazia romana e i suoi genitori, gli Alfieri della Scala, sono colti, eleganti e amorevoli. Entrambi appartengono a una Roma che sta tramontando: Elettra a quella della nobiltà che ancora si incontra nelle stanze di Palazzo Borghese; Andrea alla Roma delle taverne del centro, come quella fondata dal nonno, sui cui tavoli giocavano a scopone Fellini, Scola e Monicelli. Sono ancora bambini quando, convinti che nulla potrà dividerli, sognano di morire insieme come Filemone e Bauci, trasformati da Zeus in una quercia e in un tiglio, uniti per il tronco. Ma l’idillio si rompe all’improvviso durante una vacanza nella villa sul lago degli Alfieri: la madre di Elettra viene coinvolta in un incidente d’auto e i due ragazzi trovano per sbaglio una lettera che instilla in loro un dubbio insostenibile. Quel dubbio e il segreto a cui li costringerà li terranno lontani per anni. Fino a questa telefonata, che è destinata a riaprire tutto ciò che era stato bruscamente interrotto e, forse, a regalare una seconda possibilità a quel primo amore mancato.

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Piomba libera tutti
Di Marco Malvaldi

Marco Malvaldi ci consegna un giallo spiazzante e spassoso che trascina il lettore tra i tavoli del BarLume a condividere con i vecchietti la suspense del delitto e la malinconia del ricordo.

«Non sentitevi in colpa se vi scappa da ridere. Impossibile resistere.» – Miriam Massone, Tuttolibri

«Svago, leggerezza, intrattenimento, intrigo. Cosa si può chiedere di più a una lettura estiva? Forse che parli anche un po’di noi e degli altri, di chi siamo e di chi sta attorno, insomma che racconti i problemi di tutti i giorni. E quale tema più universale e insieme quotidiano dei rapporti con i vicini di casa?» – Severino Colombo, La Lettura

È inizio estate a Pineta e un po’ tutti sono alle prese con importanti novità. La figlia di Massimo, la piccola Matilde, cresce e ha scoperto la parola «no». La madre di Massimo invece è andata in pensione e torna ad abitare in pianta stabile a Pineta: Massimo se la ritrova dappertutto. È vero che nel bar è rimasta una sedia vuota, una sedia piccola, ma il vuoto di quella sedia toglie il respiro a tutti. È morto in primavera Aldo, investito sulle strisce pedonali da una bicicletta. I vecchietti hanno perso un compagno, ma al BarLume Aldo è più vivo che mai nei ricordi sempre allegri dei suoi compari di briscola. Massimo, oltre che unico erede insieme a Tiziana, è stato nominato esecutore testamentario: compito più bizzarro, trovare un acquirente per la sterminata collezione di cd e vinili di Aldo. Per risollevare i vecchietti dalla nostalgia per l’amico scomparso, il vicequestore Alice Martelli li coinvolge, con la dovuta cautela, nella sua ultima indagine. Giada Meini, sessant’anni, impiegata delle poste, è stata strangolata nel parcheggio del suo condominio in centro a Pisa. Tutti gli inquilini del palazzo la detestavano per una serie di ripicche condominiali e perché, voci corrono per l’androne, pare che la megera fosse incline al ricatto. Tra dicerie, reticenze, false piste, rancori sepolti, la cacia all’assassino si rivela un’impresa davvero ardua. Soprattutto se i vecchietti iniziano con le loro illazioni e pure Aldo, dall’altra vita, ci mette lo zampino. Tra i condomini sospettati c’è anche Viola Stefanelli, collezionista di cd e vinili che Massimo ha incontrato per la vendita della collezione ereditata.

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La felicità nei giorni di pioggia
Di Imogen Clark

Un romanzo di straordinaria intensità emotiva, una toccante lezione di vita, che testimonia che il segreto della felicità non è un’esistenza perfetta, ma riuscire a spremere gocce di splendore anche dai giorni di pioggia.

Tutti riescono a brillare quando il sole splende. Il segreto, figlia mia, è riuscire a spremere gocce di splendore dai giorni di pioggia.

«Rimarrà a lungo nei cuori dei lettori.» – Booklist

C’è un mondo in attesa in ciascuno di noi, dove sono custoditi i nostri sogni più veri. Romany ha da poco compiuto diciott’anni ed è sul punto di muovere i primi passi nell’età adulta quando si ritrova improvvisamente sola senza sua madre, Angie, l’unico genitore che abbia mai conosciuto, portata via da un male repentino. Nella sua lettera di commiato, consegnata a un avvocato, Angie ha incaricato i suoi più cari amici di prendersi cura della figlia durante il suo ultimo anno di scuola superiore. Ognuno dei quattro tutori possiede una visione della vita che la donna vuole lasciare a Romany come eredità: c’è Tiger, l’eterno giramondo; Leon, timido e pratico, con il suo genio musicale inesplorato; e Maggie, brillante e sicura di sé, che si identifica a tutto tondo con la sua professione. Tutti loro si conoscono fin dai tempi dell’università. Ma la quarta tutrice, Hope, è invece un mistero di cui non avevano mai sentito parlare prima… È l’inizio di un viaggio in cui ciascuno dovrà fare i conti con il dolore della perdita, con l’incredulità, con fantasmi del passato da affrontare e misteri da dipanare. E mentre ognuno sfida le proprie paure, a volte vincendole, a volte scendendoci a patti, Angie, quella che vedeva più lontano di tutti, insegna loro che ci vuole una tribù per crescere, se stessi e pure una bambina.

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La levatrice
Di Bibbiana Cau

Una storia di coraggio, riscatto e libertà.

Sardegna, 1917
Mallena è una donna indomita, caparbia, e non si tira mai indietro per aiutare chi ha bisogno.
Quando sarà lei a trovarsi in difficoltà, le donne del paese non esiteranno a battersi per renderle giustizia.

«A leggere La levatrice di Bibbiana Cau si ha l’impressione non di ascoltare la storia di una donna, ma di un’epoca, di una pratica antica, di un mondo di relazioni umanissime che meritavano un romanzo.» – Sara Ricotta Voza, Tuttolibri

«L’esordio di Bibbiana Cau scala le classifiche narrando l’incrocio di modernità e sapere antichi.» – Patrizia Violi, La Lettura

Custode di un sapere antico, una donna lotta per far nascere il futuro. Non è una di loro, Mallena. Un giorno di sedici anni prima è arrivata a Norolani insieme con Jubanne, cui è bastato un attimo per innamorarsi e che l’ha sposata per proteggerla da un destino che gravava su di lei come una condanna. Eppure, per gli abitanti di quel paese dove il maestrale porta il respiro del mare, ormai è diventata un punto di riferimento. Perché Mallena è unallevadora che, mettendo in pratica il sapere antico tramandatole dalla madre, assiste tutte le partorienti, anche quelle delle famiglie più umili, senza mai pretendere nulla in cambio. Ma tutto precipita nel settembre 1917, quando Jubanne torna dal fronte ferito nel corpo e nell’anima. Per pagargli le cure necessarie, Mallena chiede a gran voce al consiglio comunale di essere remunerata per il suo lavoro e, ancora una volta, quel sussidio le viene negato. Come se non bastasse, in conformità a un decreto regio, viene assunta un’ostetrica diplomata, destinata a sostituirla. Arriva dal continente, Angelica Ferrari: nonostante la giovane età, per essere lì ha combattuto a lungo, sfidando le convenzioni sociali e la disapprovazione del padre, che voleva relegarla tra le mura domestiche, sposata con un buon partito. E adesso deve lottare contro la diffidenza delle donne del paese, che la vedono come un’estranea e rifiutano le sue cure. Dovrebbero essere rivali, Mallena e Angelica, invece sono le due facce della stessa medaglia, entrambe spinte dal desiderio di libertà e indipendenza, entrambe tradite dalle persone che avrebbero dovuto proteggerle e vittime della quotidiana ingiustizia che il mondo sa riservare soprattutto alle donne. Tuttavia, quando la situazione si farà insostenibile e i fantasmi del passato torneranno a bussare alla porta di Mallena, sarà proprio l’intera comunità di Norolani a pretendere che, per una volta, si faccia davvero giustizia. Una grande storia al femminile che, attraverso la lingua, i profumi, la poesia e la ruvidezza della vita quotidiana nella Sardegna d’inizio Novecento, narra di gente umile e schiva, ma unita da un profondo senso di comunità. E di una protagonista che, grazie a una saggezza ancestrale e alla solidarietà delle altre donne, matura in sé una nuova e luminosa consapevolezza.

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La porta delle parole
Di Linda Montecchiani

Tre voci si alternano e si sovrappongono nel racconto di una particolare esperienza di vita: la scoperta da parte di una dei protagonisti di essere affetta da Sclerosi Multipla e la successiva convivenza con la malattia. Linda, 44 anni, ex attrice di prosa, è la moglie di Nanni e la madre di Ludmilla, avuta da una precedente relazione, adolescente. I tre protagonisti, ciascuno con la propria voce narrante, raccontano l’impatto che la Sclerosi Multipla di Linda ha avuto sulle loro vite. Vengono ricostruite le fasi fondamentali di questo viaggio, dalla diagnosi alla progressione della malattia, fino ad oggi. La storia, un vero inno all’amore, diventa anche l’occasione per una riflessione sulla gioia familiare, quella di cui gli autori riescono a godere nonostante l’evoluzione della malattia imponga continui cambiamenti, rinunce e sacrifici. Ad ogni nuova tappa del viaggio, Linda, Nanni e Ludmilla scoprono modi nuovi per celebrare la vita stessa nel segno della consapevolezza dell’adesso. Prefazione di Elena Mearini.

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Luisa
Di Paola Jacobbi

Libro incluso nella sestina finalista del Premio Bancarella 2025

Attingendo agli archivi della famiglia Spagnoli, Paola Jacobbi intreccia l’ascesa visionaria di Luisa con le sue coraggiose vicende private, sullo sfondo della grande Storia – dalle rutilanti speranze di inizio Novecento ai cupi venti fascisti –, restituendoci la complessità di una donna che non ha mai avuto paura di andare controcorrente.

«La Luisa di Paola Jacobbi si muove sullo sfondo potente di una Perugia da cartolina, con i suoi saliscendi, la via Alessi dove acquista la prima confetteria, la storica azienda di Santa Lucia e le ipocrisie di una piccola città “dove si sentiva giudicata senza appello, sapeva cosa pensava la gente di lei, ma sapeva di avere abbastanza potere per godersi lo spettacolo”.» – Corriere della Sera

Il banco in legno e ottone, le alzatine colme di dolciumi e l’inconfondibile aroma di zucchero e mandorle. Quando Luisa scopre che la confetteria nel centro di Perugia è in vendita, la sente subito sua. Poco importa che il marito Annibale sia lontano, che lei sia prossima al parto e non sappia nulla di pasticceria. Imparerà. Per una ragazza che è cresciuta tra le difficoltà, non esistono ostacoli insormontabili: il nuovo secolo le ha promesso un sogno, ed è pronta ad afferrarlo. Ma neppure lei può immaginare fin dove la porterà: dal vecchio negozio nascerà la Perugina, e dalle sue mani le caramelle e i cioccolatini che hanno accompagnato generazioni. Come il Bacio, che nel cuore di Luisa occupa un posto speciale perché suggella lo scandaloso amore con Giovanni Buitoni, più giovane di quattordici anni. Instancabile, trasformerà un semplice hobby – l’allevamento dei conigli – nell’Angora Spagnoli, che diventerà poi un’importante azienda di abbigliamento che ancora oggi porta il suo nome. Esempio di indipendenza allora come oggi, sarà Luisa – che ha assunto le donne in fabbrica, ha inventato gli asili aziendali, ha volato sopra pettegolezzi e convenzioni – a ispirare anche Marina Vasconcellos, nipote di un’ex dipendente Perugina che, leggendo i quaderni scritti dalla nonna Ida, riuscirà a trovare la propria strada.

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In guerra e in amore
Di Ildefonso Falcones

Un mondo alle soglie di una nuova epoca. Una grande storia di amore, lealtà e vendetta sullo sfondo di una Napoli rinascimentale ricca di fascino.

Il grande ritorno di Arnau Estanyol

«Devo dire che Napoli rende davvero possibile un viaggio nel tempo. Ci sono luoghi che ti trasportano direttamente nel Quindicesimo secolo, e anche la planimetria, la configurazione delle strade aiutano. Come pure la pavimentazione scura, nera, di origine vulcanica. Nell’epoca che racconto, tra la fine del Medioevo e l’inizio del Rinascimento, molta vita avveniva per strada.» – Ildefonso Falcones, La Lettura

«Falcones trova il modo di affondare la sua narrazione in quei decenni complessi senza lasciarsi sedurre dalla tentazione di rendere contemporanei certi dialoghi, di modernizzare ruoli e figure, di abbandonarsi al cliché secondo cui “il romanzo storico parla di noi oggi.”» – Annachiara Sacchi, La Lettura

«È impossibile riassumere l’intricata trama di questo feuilleton fantasioso e ricchissimo di dettagli storici, che procede al ritmo impressionante di un colpo di scena ogni poche pagine.» – Laura Pezzino, Tuttolibri

Regno di Napoli, 1442. Arnau Estanyol, conte di Navarcles, compagno d’armi e di caccia del re, è tra i conquistatori di Napoli e tra i membri più in vista della corte aragonese trasferitasi nella città conquistata. Nello sfarzoso palazzo che ha scelto come sua nuova casa, Arnau ascolta con grande attenzione le parole di Sofia, vedova abilissima nel tessere le trame della politica e nel camminare sul filo sottile dei rapporti tra gli spagnoli e l’antica aristocrazia napoletana ostile agli invasori, ne segue gli scaltri consigli e si abbandona all’affetto paterno per la figlia di lei, Marina. Ma nelle ombre che il sole di Napoli non riesce a dissipare, il fratellastro di Arnau, Gaspar, ricco e subdolo, sta congiurando contro il fratello per portargli via tutto, proprio a partire dalla fedele Sofia. Arnau lo conosce bene, ha già sperimentato la ferocia delle sue azioni, ma non riuscirà comunque a impedire che violenza e crudeltà si abbattano rovinosamente sulla sua nuova casa in terra straniera. Intanto anche a Barcellona le trame ostili contro la sua casata si infittiscono, e il nobile Arnau dovrà fare ricorso a tutte le sue arti per impedirne la rovina…

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Verrà l'alba, starai bene
Di Gianluca Gotto

Un racconto profondo e quanto mai attuale, arricchito dagli insegnamenti millenari dell’ayurveda, la scienza della vita, che ci invita a partire da noi, da chi siamo veramente, per sciogliere i nodi e tornare a stare bene.

«Non puoi fare solo le cose che sai già come andranno a finire. Concediti la possibilità di sbagliare, di cambiare idea, programma, opinione, frequentazioni, abitudini. Meno rigidità, più improvvisazione, più spontaneità.»

Cosa succede quando il dolore è troppo? Qualcuno ci sprofonda dentro, altri si arrendono, c’è chi chiede aiuto, chi tenta di affrontarlo. Veronica, invece, sceglie di lasciare tutto e tutti per ricominciare una nuova vita dall’altra parte del mondo. Spinta dalla necessità di darsi sempre da fare, così da non sentire né ricordare, riesce a costruirsi da zero una carriera di successo, che le permette di vivere in una delle zone più trendy di Melbourne ed essere vista come una donna di trent’anni indipendente, in splendida forma, realizzata. Una workaholic, sì, ma brillante e impeccabile. Eppure, quando la porta del suo appartamento si chiude e si ritrova intrappolata nel silenzio della sua solitudine, il dolore del passato riemerge con prepotenza e l’unico modo che lei conosce per gestirlo è attraverso un controllo maniacale di ogni aspetto della sua vita, dall’attività fisica all’alimentazione al lavoro, fino a ogni minuscolo gesto quotidiano. Proprio quando lo stress e le sue ossessioni la spingono sull’orlo di una crisi autodistruttiva, un evento inatteso la costringe prima a fermarsi e poi a cercare l’ennesima fuga da se stessa. Ma è proprio a causa di questo tentativo maldestro e disperato che il destino la porterà in una terra lontana, dove l’incontro con un’altra anima smarrita come la sua segnerà l’inizio di un percorso per affrontare il proprio dolore e rinascere. Il nuovo libro di Gianluca Gotto è un romanzo intenso e autentico, che intreccia i temi della solitudine, della salute mentale e della perdita con quelli dell’accettazione di sé, dell’amicizia e della guarigione.

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Un colpo al cuore. I canti del male, 4
Di Piergiorgio Pulixi

Tra la Sardegna e Milano, tre poliziotti dovranno mettere in gioco tutto per affrontare un imprendibile nemico dai mille volti e misurarsi ciascuno con i fantasmi del proprio passato.

«Un pugno nello stomaco, la trasposizione romanzata di una realtà che viviamo ogni giorno» – Tuttolibri

 

Il Giustiziere è un serial killer che ha deciso di riparare i torti del sistema giudiziario rapendo, torturando ed eliminando i criminali che l’hanno fatta franca in tribunale. Indossa una maschera demoniaca e si fa annunciare ogni volta da un video intitolato “La Legge sei tu” in cui chiede alla gente di pronunciarsi tramite votazioni anonime e irrintracciabili. A colpi di clic il richiamo alla giustizia sommaria diventa virale. L’indagine sul caso che sta scuotendo l’Italia è affidata al vicequestore Vito Strega, criminologo dall’intuito infallibile, affiancato dalle ispettrici Mara Rais ed Eva Croce. Le due formano una coppia d’eccezione: i modi bruschi e l’impulsività di Mara sono compensati dall’acutezza e dal riserbo sfuggente di Eva. Tra la Sardegna e Milano, i tre poliziotti dovranno mettere in gioco tutto per affrontare un imprendibile nemico dai mille volti e misurarsi ciascuno con i fantasmi del proprio passato.

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La scelta dei buio. I canti del male, 2
Di Piergiorgio Pulixi

Alcune persone nascono col buio dentro. Altre, nel buio, ci devono entrare per catturare chi ha deciso di vivere nell’oscurità.

Il commissario Vito Strega è rientrato in servizio operativo dopo che una commissione disciplinare interna lo ha reintegrato. Strega deve fare luce sul suicidio di un ispettore della Omicidi e nota da subito delle incongruenze. Conosceva la vittima, avevano condotto un’indagine insieme, anni prima. Non crede che il collega si sia suicidato e inizia a indagare alle spalle dei superiori. Presto scoprirà di averci visto giusto, e si troverà a fronteggiare l’incubo più grande per qualsiasi poliziotto. Vito Strega è un investigatore che ha fatto dello studio e della lotta al Male la sua ragione di vita. Un uomo geniale, ma dall’animo spezzato.

Dopo aver vinto con Il canto degli innocenti il Premio Franco Fedeli, i Corpi Freddi Awards 2015, il Premio Grotte della Gurfa 2016, il Premio Garfagnana in Giallo 2016 e il Premio Serravalle noir 2016, Pulixi torna con una nuova storia – candidata al Premio Scerbanenco 2017 – che spazia dal thriller psicologico al poliziesco più nero.

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Il mio nome non è Wendy
Di Wendy Uba con Paola Monzini

“Scrivere questo libro mi ha permesso di raccontare la mia storia e dunque di fare un po’ di ordine, o forse di ricreare un necessario disordine. La mia intenzione era di far conoscere ad altri, che non sanno, come succedono certe cose, come si comprano e si vendono le persone, e far vedere che c’è un altro modo, per chi arriva da solo in un paese straniero, di guadagnare. Non c’è solo la prostituzione. E poi, anche se quello che mi è successo mi ha provocato un danno enorme, mi piace poter pensare e dire che ne ho tratto anche forza e che ho imparato moltissimo. Finora ho dovuto sempre nascondere tutto. Ora capisco invece che raccontare è anche una liberazione.”

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Crash
Di J. G. Ballard

Ad accomunare le vite del narratore, James Ballard, e dello scienziato televisivo e psicopatico Robert Vaughan è la passione morbosa per gli incidenti stradali con il loro strascico di morte, deformazione e mutilazione dei corpi, commistione di tecnologia e carne, lamiere e sesso. Entrambi sono reduci da scontri che hanno modificato la loro percezione di cose e persone. Attorno a loro si muovono le figure di Catherine, la moglie di James, con la sua attrazione omoerotica per Karen, la dottoressa Helen Remington, il cui marito è morto nello schianto con l’automobile di James, e altri individui a loro volta presi nelle spire del fascino perverso della tecnologia e del suo impatto sulla vita umana. Il tutto descritto con algido, clinico distacco. Si spiana così la strada, come ha detto lo scrittore, “a tutti i nostri piaceri più concreti e delicati – quelli delle delizie del dolore e della mutilazione; del sesso come arena perfetta, come brodo di coltura di sterile pus, per tutte le veroniche delle nostre perversioni; della libertà morale di attendere alla nostra psicopatologia come a un gioco; dell’apparente illimitatezza delle nostre capacità di concettualizzazione. Ciò che i nostri figli hanno da temere realmente non sono le autostrade del domani, bensì il nostro sottile piacere nel calcolare i più eleganti parametri delle loro morti”

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La crepa del silenzio
Di Javier Castillo

Javier Castillo torna a tenere in ostaggio i lettori con una nuova indagine di Miren Triggs, la protagonista della Ragazza di neve e Il gioco dell’anima.
Un thriller che non dà tregua, in cui le vecchie ferite riaffiorano come segreti mai svelati: una sinfonia oscura e vibrante, squarciata dalla forza dolorosa e liberatoria della verità.

Staten Island, 1981. La bicicletta di Daniel Miller viene trovata abbandonata vicino a casa sua. Ma del bambino, nessuna traccia. Trent’anni dopo, la reporter investigativa Miren Triggs segue una pista che la porta alla terrificante scoperta di un corpo con le labbra sigillate. Insieme a Jim Schmoer, suo ex professore di giornalismo e ormai più che un amico, cerca di scoprire cosa collega i due casi; nel farlo, aiutano Ben Miller, il padre di Daniel, un ex ispettore dell’FBI che non si è mai arreso a quel vuoto straziante, a ricostruire per l’ultima volta la scomparsa del figlio, addentrandosi in un enigma in cui l’eco del passato risuona negli errori del presente e i ricordi diventano inganni. Solo il silenzio rimane il rifugio intoccabile di quell’innocenza tradita, ma l’istinto di Miren coglie una crepa da inseguire a ogni costo prima che si richiuda.

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Sangue marcio
Di Antonio Manzini

Sangue marcio è un romanzo magnetico che scava nella psicologia dei personaggi, costringendo il lettore a confrontarsi con il lato oscuro dell’essere umano. È l’esordio di Antonio Manzini, pubblicato vent’anni fa che torna finalmente in libreria.

Pietro e Massimo sono due bambini privilegiati. La loro è una famiglia facoltosa e hanno tutto quello che si può desiderare: una villa con piscina, un campo da tennis privato, i primi videogiochi. Un’infanzia felice, sospesa in un sogno borghese. Finché, un giorno d’autunno del 1976, il mondo crolla. La polizia irrompe in casa e il padre viene arrestato. I giornali, pochi giorni dopo, lo ribattezzeranno “il mostro delle Cinque Terre”. Quasi trent’anni più tardi, i due fratelli non potrebbero essere più diversi. Pietro è cresciuto in un istituto a Torino ed è diventato un cronista di nera. Massimo, affidato a uno zio, è un commissario di polizia. A unirli di nuovo è una scia di delitti, firmati da un serial killer spietato. Il tempo li ha cambiati. Massimo, un ragazzino impulsivo che metteva tutti in riga con il suo motto «Vatti a nascondere in Tibet» oggi è un uomo svuotato, con troppe ombre e troppi Martini in corpo. Pietro ha un carattere introverso, incapace di lasciarsi accostare dagli altri. Ma il passato non si dimentica. E così, mentre il killer continua a colpire, i due fratelli si riavvicinano, tanto da ritrovarsi ad affrontare una resa dei conti, indietro fino al giorno in cui è crollato il mondo.

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I cieli di Philadelphia
Di Liz Moore

Michaele Fitzpatrick è un’agente di polizia. Vive da sola e tra mille difficoltà si prende cura del figlio Thomas, un bambino dolce e intelligente. Pattuglia le strade di Kensington, il quartiere di Philadelphia dove è cresciuta e dove l’eroina segna il destino di molti, perché vuole tenere d’occhio l’amata sorella Kacey, che vive per strada e si prostituisce per una dose. Un giorno, Kacey scompare da Kensington, proprio nel momento in cui qualcuno comincia a uccidere le prostitute del quartiere. Michaela teme che sua sorella possa essere la prossima vittima e con l’aiuto del suo ex partner, Truman, inizierà a cercarla con fiera ostinazione, mettendo in pericolo le persone più care, e rivelando una verità che lei stessa prova a negare con tutte le sue forze. Tra detective story e saga familiare, Liz Moore costruisce un romanzo in cui passato e presente si intrecciano e si illuminano componendo il ritratto di una donna vulnerabile e coraggiosa, tormentata da scelte sbagliate e fedele al suo senso di giustizia, e racconta un quartiere ai margini del sogno americano, ma cuore pulsante di un’umanità genuina e desiderosa di riscatto.

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Voci dalla luna
Di Andre Dubus

Quando sono sola la notte – e mi piace esserlo – guardo fuori dalla finestra e capisco. Il nostro compito non è vivere grandi vite, il nostro compito è capire e portare avanti le vite che abbiamo. Vedo che sorridi ancora. E hai ancora gli occhi umidi. Asciugateli in fretta, prima che le mie amiche pensino che è successo qualcosa di brutto.

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L'ingenua libertina
Di Colette

Pubblicato nel 1909, “L’ingenua libertina” fonde insieme due romanzi precedenti di gran successo, imperniati sulla figura di Minne. Il romanzo segna peraltro l’emancipazione di Colette dalla tirannica influenza di Willy, marito e agente letterario, contribuendo anche a rendere l’autrice la più famosa donna di lettere della prima metà del Novecento. Una figura cruciale nella cultura francese, che ha più volte destato scandalo per i suoi comportamenti oltre le righe, come nel 1907 al Moulin Rouge nello spettacolo dal titolo Rêve d’Égypte, durante il quale diede un prolungato bacio lesbico. Questa la trama del romanzo: una brava ragazza di famiglia parigina, Minne, si scopre profondamente annoiata dal suo ambiente quotidiano fatto di comodità esteriori e nessuna sorpresa. Lei è una grande appassionata delle gesta di un gruppo di banditi, di cui legge sul giornale di nascosto dalla madre. Una sera però, stanca di fantasticare, Minne prende in mano il proprio destino e s’imbarca nottetempo alla volta di Parigi. Pochi anni dopo quella fuga Minne ha ormai sposato il cugino Antoine, senza riuscire a trovare molta felicità tranne che nello svagarsi con ripetute relazioni extraconiugali. Gli amanti occasionali della moglie non danno ad Antoine alcuna noia o fastidio, sicuro com’è che lei presto si rassegnerà a condurre una vita del tutto prevedibile e noiosa tra le sue braccia. Ma la felicità inaspettatamente può toccare anche Minne. Da questo libro nel 1950 è stato tratto il film “Minne, l’ingénue libertine”. Postfazione di Luca Scarlini.

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Iniziò tutto con un bacio
Di Miranda Dickson

Romily lavora come autrice di musiche per la pubblicità e nel weekend si esibisce con una band ai matrimoni. Pochi giorni prima di Natale, dopo essersi lanciata in una disastrosa dichiarazione d’amore al suo migliore amico, incontra un affascinante sconosciuto tra le bancarelle del mercatino di Birmingham. Tutto accade in un attimo: i loro occhi si incrociano e, senza una ragione apparente, i due si scambiano un bacio appassionato. Un minuto dopo, l’uomo scompare e Romily, sopraffatta dall’emozione, non ha neppure il tempo di chiedere il suo nome. I mesi passano, ma per lei è impossibile dimenticare quel bacio. Così, con l’aiuto e il sostegno degli amici, decide di dedicare il suo ventinovesimo anno alla ricerca di chi, con un solo bacio, l’ha stregata. Per poter condividere i suoi pensieri e i suoi sentimenti crea un blog che, con il passare del tempo, ha sempre più successo, così come la sua carriera di cantante. Ma, nonostante le affannose ricerche, l’uomo del bacio sembra essersi dissolto nel nulla. Romily, ormai scoraggiata, ha quasi deciso di abbandonare il sogno di ritrovarlo, ma proprio in occasione di un importante matrimonio, tra la folla intravede l’affascinante sconosciuto, con un abito davvero elegante… Possibile che sia arrivata troppo tardi? I grandi amori non dovrebbero resistere a tutti gli scherzi del destino? O forse la risposta è un’altra e il vero amore è sempre molto più vicino di quanto si creda.

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Il gioco dell'anima
Di Javier Castillo

New York, 2011. Una ragazza di quindici anni viene trovata crocifissa in un quartiere di periferia. Poco dopo Miren Triggs, una giovane giornalista investigativa delManhattan Press, riceve una strana busta. Dentro trova la polaroid sfocata di un’altra adolescente imbavagliata, con una sola annotazione: «Gina Pebbles, 2002». Sulla busta, in una grafia irregolare, c’è scritto: ‘vuoi giocare?’ Un invito inquietante che Miren accetta immergendosi senza riserve nell’indagine sulla scomparsa della ragazza, con l’aiuto del suo ex professore di giornalismo, Jim Schmoer. Gina è ancora viva? Che legame c’è con l’altro macabro omicidio? Ma soprattutto: chi sono i Corvi di Dio? Difficile stabilire il confine tra un gruppo di adolescenti annoiati e una setta di pericolosi fanatici, tra una sfida provocatoria e un rito sanguinario. Dopo “Ragazza di neve”, da cui è stata tratta la serie Netflix, Javier Castillo torna con un thriller che trascina il lettore in un gioco fatale, in cui si lanciano i dadi della fede, della passione e dell’inganno. In palio un oscuro segreto che, se scoperto, può cambiare tutto.

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Il dio dei boschi
Di Liz Moore

Vincitore del Goodreads Choice Award 2024 nella categoria Mystery & Thriller

Dall’autrice di Il peso e I cieli di Philadelphia, un romanzo incalzante, dalle tinte noir: la storia di una ragazzina scomparsa e della sua ricca famiglia, già segnata in passato da una simile tragedia. Un libro corale, su segreti e ambizioni, conflitti sociali e potere, rimpianti e seconde possibilità.

«Se all’inizio non riesci a smettere di leggerlo, da pagina 200 in poi ti sarà impossibile.» – Stephen King

«Un gioiello raro, un thriller letterario appassionante.» – Paula Hawkins

È l’estate del 1975 quando Barbara Van Laar, adolescente problematica, scompare da Camp Emerson, il campo estivo fondato dalla sua ricca famiglia nel parco delle Adirondack. La notizia fa subito scalpore: anni prima anche suo fratello Bear è sparito nei boschi in circostanze misteriose, e non è mai stato ritrovato. La giovane investigatrice Judyta Luptack comprende subito che tutti nascondono qualcosa: gli uomini della famiglia, che ai tempi di Bear hanno tardato a chiamare i soccorsi; la madre dei ragazzi, incapace di riprendersi dal dolore; il capitano della polizia, che ancora una volta ha fretta di trovare un colpevole, e Tracy, l’unica amica di Barbara al campo e l’unica a conoscere i suoi movimenti segreti. Mentre le indagini procedono, passato e presente si intrecciano, mettendo in luce tradimenti, menzogne, conflitti e giochi di potere. In questo sontuoso romanzo, Liz Moore mescola thriller e dramma familiare, raccontando una comunità dove ricchezza e benessere diventano gabbie che imprigionano affetti, desideri e ambizioni. Con uno stile limpido e ammaliante, Il dio dei boschi si addentra nelle contraddizioni umane come nel folto di una foresta impenetrabile, e ci consegna un ritratto memorabile della giovinezza, dell’amicizia e delle seconde possibilità che la vita concede quando si ha il coraggio di cambiarne le regole.
Questo libro è per chi affida un desiderio inconfessato a una stella cadente, per chi ha amato Dio di illusioni di Donna Tartt, per chi durante una tempesta ha trovato rifugio tra i rami di un abete, e per chi ricorda con affetto quel momento della vita che è come prendere fiato prima di parlare: un’ultima, dolce pausa prima di rivelare al mondo la propria natura.

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Il peso
Di Liz Moore

Questo libro è per chi legge negli occhi di una persona tutto il suo passato, per chi non può fare a meno di tifare per la dolce Olive di Little Miss Sunshine, per chi trova nel proprio nome un indizio prezioso per conoscersi meglio, e per chi ha vissuto una vita intera seduto in disparte, finché non ha incontrato qualcuno capace di rompere l’incantesimo e aprire la porta del futuro.

Dall’incontro di due solitudini nasce una storia di libertà e riscatto.

La vita di Arthur Opp, ex professore di Letteratura, è disegnata dai confini del suo corpo. Incapace di governare la fame di cibo, di amore, di rispetto, Arthur non esce più dalla sua casa di Brooklyn. L’unica persona che gli sta a cuore è Charlene, una ex allieva con cui ha mantenuto per anni una corrispondenza tenera e profonda, ma che da qualche tempo non sente più. Finché un giorno Charlene lo chiama per chiedergli di aiutare negli studi il figlio Kel, giovane promessa del baseball. Arthur prova a contattare il ragazzo senza riuscirci: Kel è in crisi, ha grandi aspirazioni ma poche risorse, e non tollera di vedere sua madre consumarsi nell’alcol e nella depressione. Poco alla volta, attraverso piccoli gesti e umanissime coincidenze, l’amore di Charlene avvicinerà Kel e Arthur, liberandoli dal peso del proprio dolore, e darà loro la possibilità di mostrarsi agli altri senza più disperazione né vergogna. Con una scrittura limpida, Liz Moore parla dei vuoti d’amore e di felicità che la vita può scavare nei corpi, vuoti da riempire a ogni costo. E racconta del desiderio di cura e di affetto capace di avvicinare le generazioni, creare famiglie, e scacciare per sempre la solitudine.

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La piccola libreria sul Tamigi
Di Frida Skyback

Immersa in un’ambientazione romantica e senza tempo, una storia tenera e piena di speranza, animata da buffissimi personaggi, che ci racconta la magia dei libri e delle seconde possibilità.

Cosa fare quando perdi l’amore della tua vita? Charlotte, ancora giovane, ha cercato rifugio nella campagna svedese e si è buttata a capofitto nel lavoro, ma le giornate scorrono tutte uguali. Fino a quando non riceve la notizia di un’inaspettata eredità: una zia di cui conosce a malapena il nome, Sara, la sorella della madre ormai scomparsa, le ha lasciato una libreria con tanto di appartamento nel centro di Londra. Charlotte decide di partire con l’intenzione di vendere tutto al miglior acquirente, dato che il negozio è sull’orlo della bancarotta. Ma al suo arrivo viene accolta con imprevisto calore da un gruppo di eccentrici personaggi: Martinique, la libraia, una donna di mezza età laureata in letteratura, Sam, l’impiegata part-time, che vanta un tacito diritto di prelazione per uscire con i clienti più carini, e Tennyson, un affettuoso gattone norvegese. Senza dimenticare William, l’affascinante e burbero scrittore in piena crisi creativa che vive proprio lì accanto. Nonostante le resistenze iniziali, Charlotte avverte un’inesorabile attrazione verso quella polverosa libreria, e adesso ha un motivo in più per restare. Il ritrovamento di una lettera che Sara ha scritto in passato alla madre porta infatti alla luce domande rimaste in sospeso: perché Charlotte non ha mai conosciuto la zia? Cosa è successo di così imperdonabile tra le due sorelle? Forse è proprio qui, sulle rive del Tamigi, che verrà svelato il mistero della sua famiglia. Immersa in un’ambientazione romantica e senza tempo, una storia tenera e piena di speranza, animata da buffissimi personaggi, che ci racconta la magia dei libri e delle seconde possibilità.

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Pensa se non ci avessi provato. L'autobiografia
Di Valentino Rossi

Con la sua solita schiettezza, il “dottor Rossi” confessa i risvolti più gustosi di una vita intensissima. La sublime follia del passaggio alla Yamaha “alla ricerca di qualcosa che si chiama motivazione”, con tanto di tormenti interiori e retroscena esilaranti. Le rivalità pepate con gli altri piloti, e poi il modo in cui nascono le gag, i pensieri prima e dopo le gare, il rapporto con gli amici, con i fan e con i giornalisti, l’amore per la notte e quello, viscerale, per la moto.

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La ragazza di neve
Di Javier Castillo

Un thriller perfetto che ribalta le regole del genere.
Da questo libro la serie Netflix omonima

«E sarete davvero grati per aver incontrato questo scrittore e questo libro.» – Donato Carrisi

«Javier Castillo è senza dubbio il nuovo fenomeno della letteratura europea.» – Joël Dicker

«La ragazza di neve cattura il lettore dal primo istante.» – El País

1998, New York, parata del Giorno del Ringraziamento: Kiera Templeton, tre anni, sparisce. Succede tutto in un attimo: il padre perde la presa calda e leggera della mano di sua figlia e improvvisamente non la vede più, inghiottita dalla folla che si spintona. Inutile chiamarla, chiedere aiuto e disperarsi. Dopo lunghe ricerche, vengono ritrovati solo i suoi vestiti e delle ciocche di capelli. 2003, cinque anni dopo, il giorno del compleanno di Kiera: i suoi genitori ricevono uno strano pacchetto. Dentro c’è una videocassetta che mostra una bambina che sembra proprio essere Kiera, mentre gioca con una casa delle bambole in una stanza dai colori vivaci. Dopo pochissimo lo schermo torna a sgranarsi in un pulviscolo di puntini bianchi e neri, una neve di incertezza, speranza e dolore insieme. Davanti al video c’è anche Miren Triggs, che all’epoca del rapimento era una studentessa di giornalismo e da allora si è dedicata anima e corpo a questo caso. È lei che conduce un’indagine parallela, più profonda e pericolosa, in cui la scomparsa di Kiera si intreccia con la sua storia personale in un enigmatico gioco di specchi…

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Gli assassini dell'alba
Di Michel Bussi

A Guadalupa si verificano degli strani omicidi: tutti seguono uno schema definito, come se fosse un rituale mistico. L’ispettore Kancel e i suoi assistenti cominciano una corsa contro il tempo per fermare l’assassino: un’indagine in cui i confini tra magia nera e macchinazione diabolica si confondono.

Maestro dell’illusione e della manipolazione, Michel Bussi torna con un thriller coinvolgente e affascinante.

Guadalupa, dipartimento francese delle Antille, un paradiso tropicale di fondali marini, spiagge incantevoli e foreste lussureggianti. Un paesaggio da sogno scosso brutalmente dall’omicidio di un ricco costruttore, trafitto da una fiocina di fucile subacqueo e ritrovato sulla Scala degli schiavi, luogo simbolo dell’isola. Per il comandante di polizia Valéric Kancel è l’inizio di un incubo: insieme ai suoi assistenti, si lancia alla ricerca di un assassino che sembra non lasciare tracce se non intenzionalmente simboliche. Un serial killer che agisce sempre con lo stesso rituale e che a quanto pare sa molte cose di lui, di Valéric. Gli omicidi si susseguono, le indagini ristagnano. L’unico che sembra saperne qualcosa è il vecchio Évariste, per molti un ciarlatano, per molti altri un mago. Magia nera o macchinazione diabolica? Per il comandante Valéric Kancel e i suoi due collaboratori comincia allora una corsa contro il tempo in un’isola sull’orlo del caos.

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Non abitiamo più qui
Di Andre Dubus

Con la precisione di un chirurgo, Dubus affronta la complessità del matrimonio, scegliendo di ripercorrere la vita di due giovani coppie indissolubilmente legate. Tre racconti, quattro punti di vista a comporre un’unica storia di amori imperfetti.

Hank e Jack sono amici dai tempi della scuola e tuti i pomeriggi si trovano a correre insieme dopo il lavoro. Hank non ha mai creduto nella monogamia e vive a modo suo il matrimonio con Edith; Jack ha sposato Terry, la ragazza più carina che avesse mai visto, ma ora crede di non amarla più. Anche per Edith e Terry il matrimonio non si è rivelato all’altezza delle aspettative. Per tutti i protagonisti di queste storie il tradimento sembra la via di fuga più facile, ma quella che inizia come un’eccitante evasione trascina con sé un intricato groviglio di dubbi, ripicche e gelosia. Dal racconto Non abitiamo più qui è stato tratto il fortunato film di John Curran I giochi dei grandi, vincitore del Sundance Film Festival.

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Il canto degli innocenti. Canti del male, 1
Di Piergiorgio Pulixi

Con Il canto degli innocenti, primo capitolo della serie dei “Canti del male”, Piergiorgio Pulixi ci trascina in un’indagine che sconvolge coscienze e affetti, lasciandoci sull’orlo dell’abisso tra colpa e innocenza: un viaggio nel buio, dove l’unica speranza è la volontà di resistere al Male.

«Il male si insinuava in ogni fibra del suo corpo, mischiandosi al suo sangue. Sentiva il dolore e la disperazione delle vittime, e il loro canto, nella sua mente, adesso era un coro assordante»

In una città senza nome, l’omicidio efferato di una giovane studentessa getta la polizia nel caos: a colpirla è stata un’adolescente di appena tredici anni. E non è l’unico caso. Una scia di delitti, compiuti da ragazzini dal volto angelico e lo sguardo imperscrutabile, mette in ginocchio chi dovrebbe garantire giustizia. L’unico capace di risolvere l’enigma è Vito Strega, commissario geniale e tormentato, sospeso dal servizio per aver sparato a un collega in circostanze misteriose. Con la perizia di chi ha studiato psicologia, filosofia e legge, e l’istinto di chi non accetta verità di comodo, Strega indaga sottotraccia, sorretto solo dall’amica Teresa Brusca. Ma ogni pista svela un intreccio più oscuro: chi ha armato la mano di questi ragazzi? Quale “burattinaio” si nasconde dietro la loro furia? Tra debolezze personali, rimpianti amorosi e un’ostinazione che lo porta a varcare più volte il confine tra giustizia e male, Strega insegue la verità come un’ossessione.

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L'ultima cosa bella sulla faccia della terra
Di Michael Bible

Michael Bible è un giovane scrittore ma ha già un mondo e una voce, che modula con sapienza per prestarla alle sue creature dolenti, dando vita a una ballata visionaria, calibratissima, carica di poesia concreta e di accenti biblici, con la quale sembra essersi già guadagnato un posto fra i grandi narratori del Sud americano.

Mentre tutti sono raccolti in preghiera, dall’ultima fila Iggy avanza verso il centro della chiesa. Trema, e la benzina che ha portato con sé per darsi fuoco – come quei bonzi che ha visto in rete – si rovescia. Il fiammifero acceso gli cade di mano. Nel rogo muoiono venticinque fedeli. Diciotto anni più tardi gli abitanti di Harmony, una cittadina del Sud degli Stati Uniti, ancora si portano dentro quel lutto, ancora – come un antico coro – si interrogano e commentano l’accaduto. La loro versione si alterna a quella di altre figure direttamente coinvolte o appena sfiorate dalla tragedia, mentre su tutto si impone, ipnotico e straziante, il racconto del colpevole, rinchiuso nel braccio della morte. Ora che l’esecuzione si avvicina, a Iggy resta solo il rifugio nel sogno – o nel ricordo – di un’altra vita, di mille altre vite. Da dove è scaturita quella decisione estrema e inconsulta? Che cosa gli ha sconvolto la mente? Gli antidolorifici che sniffava, l’alcol e l’eroina? L’amore «selvaggio, cosmico e strano» per Cleo, o quello per Paul, l’amico scomparso «come un temporale che passa sopra la campagna e si dilegua in un batter d’occhio»? O piuttosto quel dolore segreto, quel tedio insopportabile, quello sgomento di fronte a un universo infettato da un oscuro morbo di cui solo loro tre sembravano avere consapevolezza?

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La fila alla poste
Di Chiara Valerio

Dopo Chi dice e chi tace, Chiara Valerio ritorna a Scauri per raccontare i desideri nascosti e la provincia attraente e oscura.

«Che era poi ciò che pensavo io, illazioni, deduzioni e mezze verità si somigliano.»

«Si scopre tanto dell’essere figlie e dell’essere madri, dell’essere compagni e dell’essere amici, rivali oppure complici, in questo romanzo di Chiara Valerio che ha la struttura di un giallo, ma è in realtà un caleidoscopio di esistenze e di emozioni». – Annalisa Cuzzocrea, Repubblica

«La fila alle poste è un romanzo di commozione pura, sulla nostalgia e sul ritorno, sulle persone che abbiamo perso ma non ci lasciano.» – Marco Missiroli

«Chiara Valerio ci racconta con veloce eleganza una città che, fingendosi morta, vive: Scauri. Una città carica di misteri e di quotidiane amare dolcezze. La narrazione ci incanta con le fantasmagorie e le piccole realtà della vita di provincia.» – Dacia Maraini

«Le frasi di Chiara Valerio sono finestre piene di pezzetti di specchio, e chi legge si trova lì, a cercare di distinguere tra il resto del mondo e se stesso.» – Marco Malvaldi

«Sembra un giallo, è una storia d’amore.» – Ermanno Paccagnini, La Lettura

Fine novembre a Scauri, tra Roma e Napoli. La spiaggia è quasi deserta, vuoti gli stabilimenti. Da qualche settimana le vongole lasciate nei secchi a spurgare sul bagnasciuga spariscono nel nulla. E non è colpa del mare. Tre anni prima è morta Vittoria, una donna che è entrata nella memoria del paese e delle persone, e ha cambiato per sempre la vita dell’avvocato Lea Russo, due figlie e un marito, molti impegni e molte inquietudini. Vittoria è forse arrivata troppo tardi nei pensieri di Lea, ma è riuscita a mettere in moto un’energia improvvisa, uno squarcio di vita nuova, un’ossessione. L’ultimo lunedì del mese, quando Lea compie quarantatré anni, arriva una brutta notizia. È morta una bambina, è morta ammazzata, e nessuno sembra avere dubbi su chi l’abbia uccisa. Eppure si stagliano ombre profonde, a Scauri tutti sanno tutto, ci si conosce da sempre, non si è mai davvero sorpresi da quanto accade. Ma poi c’è una bambina assassinata, mentre la madre prepara la zuppa di pesce. Lea Russo ama il marito, le figlie, il suo lavoro, ha tutto per essere felice, eppure è piena di dubbi. L’assenza di Vittoria, la sua luce che agita i sogni, ha svelato in lei un’altra felicità, un’eccitazione che va cercata altrove. Lea sente il bisogno di mettersi in discussione, di dover difendere la madre assassina, e di tornare a scavare nelle proprie fantasie, negli enigmi degli altri, nella scura e attraente materia che Vittoria le ha lasciato dentro. La storia di Lea è come un romanzo d’amore poliziesco, in cui il crimine da risolvere è quello di un desiderio nascosto, che sempre più travolge e conquista la mente della protagonista. A partire dal precedente “Chi dice e chi tace”, Chiara Valerio ha inventato un mondo letterario che sembra racchiuso, circoscritto, e che invece non smette di estendersi e diventare ricco e complesso sotto i nostri occhi. La scrittrice conosce così bene i suoi personaggi che alla fine risultano familiari anche per noi. Ma come tutto ciò che è familiare, quel mondo e quei caratteri rimangono, in fondo, insondabili.

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L'avvelenatrice di uomini
Di Cathryn Kemp

Una storia di veleno, emancipazione e ribellione

Pervaso di atmosfere e ambientazioni suggestive, questo romanzo dà voce a una figura storica controversa la cui fama ha attraversato i secoli, un’eroina enigmatica e sfaccettata, legata alla sua epoca eppure modernissima, che ha lottato per riscattare sé stessa e tutte le donne dal giogo di ua società ingiusta.

Assassina o vendicatrice?

Palermo, 1632. Escono di notte, Giulia e sua madre Teofania. Percorrono i vicoli bui perché nessuno le veda intrufolarsi nel retro di un convento, dove preparano con diabolica maestria l’Acqua, un veleno tanto micidiale quanto irrintracciabile, che le donne possono somministrare di nascosto a mariti o padri, fratelli o amanti, per sottrarsi così alle loro violenze e sopraffazioni. Giulia ha appena tredici anni, eppure aiuta la madre a consegnare la pozione alle donne che la richiedono, durante la messa o nel chiuso delle case o dei bordelli. Fino a quando non è lei stessa a doversene servire… Roma, 1656. In città imperversa la peste. Le vittime sono così numerose che, a lungo, sono passate inosservate le morti di decine, forse centinaia, di uomini, spirati senza contrarre febbri ed esibendo un aspetto addirittura più florido di quando erano in vita. Ma Giulia sa di essere in pericolo. E con lei anche la figlia Girolama e la cerchia di donne che fino a adesso l’hanno aiutata e protetta. La sua Acqua tofana – come ormai è conosciuto in città quel veleno potentissimo – è fin troppo richiesta. E infatti la morte sospetta di un cardinale, fraterno amico del papa Alessandro VII, scatena i segugi dell’Inquisizione: l’ignobile commercio dev’essere fermato, la tela d’intrighi e inganni sgominata. Per Giulia è arrivato il momento di affrontare con coraggio il proprio destino…

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Io che ti ho voluto così bene
Di Roberta Recchia

Un romanzo carico di grazia sulla possibilità di rinascere e di saper perdonare, con un protagonista che ci conquista e ci commuove da subito: perché la sua voce ci arriva con tutta la pienezza dei silenzi e delle verità sussurrate.

«Guardava il pavimento della banchina, l’aria di uno che non si decideva a venire giù, come se da quello scalino lo aspettasse un salto nel vuoto per cui non si sentiva pronto.»

«Al pari del romanzo precedente, Recchia scava negli anfratti del dolore, della vergogna, della solitudine e del senso di colpa, ma apre uno spiraglio sul valore dell’accettazione e del perdono, il solo capace di lenire la sofferenza e schiudere un’ipotesi di futuro.» – Marzia Fontana, La Lettura

Luca non ha neanche quattordici anni, ma ha una sensibilità silenziosa che lo rende diverso dai coetanei. Con i genitori e il fratello maggiore abita in una località di mare, dove tutto sembra immutabile: un posto sicuro che con la bella stagione si popola anno dopo anno. Un’estate una ragazza piena di vita diventa il suo primo sogno d’amore. Quando però lei scompare, e i carabinieri bussano alla loro porta, l’esistenza di Luca e dei suoi viene segnata per sempre. Per sottrarre lui, con la sua innocenza di bambino, all’ombra che si propaga inesorabile sulla famiglia, la madre gli riempie in fretta una valigia e lo mette su un treno con un biglietto di sola andata: al Nord lo aspettano lo zio Umberto, professore al liceo, e la zia Mara con le cugine. In un mondo diverso, lontanissimo da quello della sua infanzia, Luca prova a ricostruirsi, cresce e mette nuove radici, cercando di restituire un senso a parole come fiducia e appartenenza. A sostenerlo ci sono lo zio Umberto, che per lui dà tutto se stesso, e Flavia, una ragazzina determinata a fargli ritrovare la speranza nel futuro. Con la sua penna delicata e profonda, Roberta Recchia mette in scena relazioni intense, dialoghi vibranti, e una storia che ci tiene stretti fino all’ultima pagina.

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Le certezze del dubbio
Di Goliarda Sapienza

Un romanzo irrequieto e radioso, sul senso della libertà e dell’amicizia.

Una provocazione, un furto in casa di conoscenti, ecco l’evento che apre a Goliarda Sapienza le porte del carcere romano di Rebibbia. Accolta con sospetto dalle compagne di cella per i mocassini alla moda e la camicetta di seta che indossa, la scrittrice comprende presto, però, che in prigione, dove ipocrisie e illusioni vengono meno, può finalmente essere se stessa. Ben più amara è la scoperta di quanto sia difficile tornare alla vita quotidiana, quando poche settimane dopo viene rilasciata, a un mondo che non capisce il diverso e non perdona gli errori. Romanzo di febbre e d’intelligenza, “Le certezze del dubbio” racconta, attraverso una scrittura corporea, il passaggio a quel nuovo mondo che è la città, e insieme la rivelazione che la solidarietà, l’amicizia e il calore sono possibili anche al di fuori delle mura circondariali.

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La guerra contro Gesù
Di Antonio Socci

I cristiani sono oggi la comunità più perseguitata del pianeta e contro la Chiesa è socialmente permesso un odio che sarebbe ritenuto intollerabile verso qualunque altro gruppo religioso, etnico o sociale. Questo è un fenomeno ormai noto e denunciato in Occidente anche da parte laica. Ma proprio in Occidente dilaga da duecento anni un’ideologia che attacca il cuore della fede: la figura di Gesù, l’attendibilità storica delle cronache evangeliche, la credibilità dei testimoni oculari, quindi le fondamenta stesse della Chiesa. Esistono seri motivi scientifici per negare i resoconti dei Vangeli e le ragioni della fede in Gesù di Nazaret? Antonio Socci ha passato in rassegna tutte le argomentazioni critiche smontandone la fondatezza storica e la metodologia, ma soprattutto trovandole confutate dalle scoperte archeologiche, storiche e documentarie degli ultimi decenni. Ne è nato un saggio appassionante che porta alla luce i motivi che sono alla base dell’ideologia anticristiana, e ci mostra che le moderne acquisizioni scientifiche confermano la credibilità dei testimoni oculari e la veridicità dei fatti evangelici, compresi i miracoli di Gesù e la sua resurrezione.

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L'isola delle anime. Canti del male, 3
Di Piergiorgio Pulixi

Quando vengono confinate nel limbo della sezione Delitti insoluti della questura di Cagliari, le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce non sanno ancora quanto può essere feroce l’ossessione per i cold case, i casi senza soluzione. Entrambe, però, hanno imparato quanto può essere dura la vita: Mara non dimentica l’ingiustizia subita del trasferimento punitivo; Eva, invece, vuole solo dimenticare la tragedia che l’ha spinta a lasciare Milano e sbarcare in Sardegna con un biglietto di sola andata. L’irruenza e l’istinto della prima e l’acume e il dolore della seconda formano una miscela esplosiva che le porterà a indagare su una serie di omicidi di giovani donne accaduti parecchi anni prima, il giorno dei morti, in alcuni siti nuragici dell’isola. Ma quando il killer torna a colpire, da fredda, la pista diventa all’improvviso rovente. Così Eva e Mara dovranno misurarsi con i rituali di un culto antico e selvaggio, e ingaggiare un duello mortale con i propri demoni. Interrogando il silenzio inscalfibile che avvolge la sua Sardegna, Piergiorgio Pulixi spinge il noir oltre se stesso, guidando il lettore nel mistero cupo di un’isola mai così sconosciuta.

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Delitto di benvenuto. Un'indagine di Scipione Macchiavelli
Di Cristina Cassar Scalia

Dalla Roma della «dolce vita» alla quieta provincia siciliana degli anni Sessanta, un salto che il commissario Scipione Macchiavelli avrebbe evitato volentieri. Ma il trasferimento è stato imposto dall’alto, e lui sa bene il perché. Peccato non abbia nemmeno il tempo di ambientarsi: subito si trova per le mani una vicenda intricata, che lo mette alla prova come mai era successo.

Con Delitto di benvenuto Cristina Cassar Scalia ci regala un nuovo, irresistibile personaggio.

Dicembre 1964. Scipione Macchiavelli, giovane funzionario di Pubblica sicurezza, viene trasferito dal commissariato romano «Via Veneto» a Noto, in Sicilia. Ad accoglierlo, oltre a un ambiente per lui quantomeno inusuale, c’è un’indagine assai più complessa di quelle a cui era abituato. Nella capitale ha avuto a che fare con casi non troppo impegnativi; appena arrivato nell’estremo Sud della penisola gli tocca occuparsi della misteriosa scomparsa di un notabile del luogo. Per fortuna può contare su una squadra di ottimi elementi, come il maresciallo Calogero Catalano e il brigadiere Francesco Mantuso. E sull’intuito di un’affascinante farmacista, Giulia Marineo, che raccoglie le confidenze dell’intera città e dalla quale Scipione è attratto sin dal primo momento.

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L'ora di greco
Di Han Kang

Dall’autrice Premio Nobel per la Letteratura 2024

Libro finalista del Premio Gregor Von Rezzori 2024 – Narrativa straniera.

Scritto dopo La vegetariana e definito dalla stessa autrice «quasi un suo lieto fine», L’ora di greco si insinua − avvolto in un bozzolo di apparente semplicità − nella mente del lettore, come un «assurdo indimostrabile», una voce limpida e familiare che arriva da un altro pianeta.

«Un romanzo eccelso che diventa più profondo a ogni lettura.» – The Guardian

«Onirica, e con una capacità da sensitiva di scorgere e raccontare gli indizi minimi delle emozioni è la scrittura di Han Kang, già apprezzata nei romanzi La vegetariana, Convalescenza e Atti umani». – Sabina Minardi, L’Espresso

«Il collasso del linguaggio incarna il senso di smarrimento dei personaggi messi a confronto con il dolore di una perdita. Un cedimento che porta entrambi ad abbracciare il silenzio, meritevole se non altro di potenziare il rigoglio dello scorrere del tempo. Ed è proprio il quel momento, spogli e privi di qualsiasi sovrastruttura, che riescono nell’impresa più difficile. Accettarsi.» – Alice Ledronio

«L’impressioniamo viscerale di Han Kang nell’Ora di greco ci mette di fronte alla dimensione tattile del linguaggio». – Pablo Maurette, Robinson

In una Seoul rovente e febbrile, una donna vestita di nero cerca di recuperare la parola che ha perso in seguito a una serie di traumi. Le era già successo una prima volta, da adolescente, e allora era stato l’insolito suono di una parola francese a scardinare il silenzio. Ora, di fronte al riaffiorare di quel mutismo, si aggrappa alla radicale estraneità del greco di Platone nella speranza di riappropriarsi della sua voce. Nell’aula semideserta di un’accademia privata, il suo silenzio incontra lo sguardo velato dell’insegnante di greco, che sta perdendo la vista e che, emigrato in Germania da ragazzo e tornato a Seoul da qualche anno, sembra occupare uno spazio liminale fra le due lingue. Tra di loro nasce un’intimità intessuta di penombra e di perdita, grazie alla quale la donna riuscirà forse a ritornare in contatto con il mondo.

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Never flinch. La lotteria degli innocenti
Di Stephen King

Un romanzo che esplora le ombre della giustizia, la rabbia che si fa ideologia e la capacità umana di resistere e trasformare il dolore in consapevolezza. Un’opera che fonde suspense, profondità psicologica e grande intrattenimento, confermando, ancora una volta, la maestria di uno scrittore che non ha mai smesso di esplorare ciò che ci rende umani e ciò che ci rende mostri.

«Stephen King propone uno dei suoi vertiginosi intrecci: si parte con una lettera che annuncia una serie di delitti, due donne indagano. Non conta chi può essere il colpevole (il lettore lo sa dall’inizio) ma tutto il resto. Il maestro è tornato.» – Orazio Labbate, La Lettura

Quando il dipartimento di polizia di Buckeye riceve una lettera che minaccia una diabolica missione di vendetta, per l’ispettrice Izzy Jaynes inizia un’indagine oscura e pericolosa. Per fermare chi promette di «uccidere tredici innocenti e un colpevole» come riscatto per «l ‘ inutile morte di un innocente», c’è bisogno della detective Holly Gibney. Nel frattempo, Kate McKay, attivista carismatica, simbolo di una nuova ondata di femminismo, inizia un tour di conferenze che attraverserà diversi Stati. Mentre le sale si riempiono di sostenitori e detrattori, qualcuno trama nell’ombra per metterla a tacere. All’inizio si tratta solo di piccoli sabotaggi, ma presto il pericolo si fa reale. Holly accetta di fare da guardia del corpo a Kate, tra la difficoltà di difendere chi non accetta protezione e l’accanimento di uno stalker rabbioso che agisce nel nome di una verità distorta. Le due storie si rincorrono e si intrecciano, tra personaggi nuovi e volti noti, come la leggendaria cantante gospel Sista Bessie e un assassino che ha fatto della violenza il suo culto, in un finale stupefacente che solo un maestro come Stephen King poteva concepire. Never flinch – La lotteria degli innocenti è una delle prove narrative più intense di Stephen King.

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Il mio nome è Emila del Valle
Di Isabel Allende

A quarant’anni da La casa degli spiriti un nuovo tassello si aggiunge alla saga famigliare dei del Valle

Una storia di amore e guerra, di scoperta e redenzione, raccontata da una giovane donna coraggiosa che affronta sfide monumentali, sopravvive e si reinventa.

«Emilia Del Valle non può sapere cosa succederà in futuro, quindi la sua è una memoria che non include l’oggi, eppure si riflette con forza sul domani. Volevo raccontare la sua storia e lasciare che il lettore tragga le sue conclusioni.» – Isabel Allende, Tuttolibri

«Dopo i morti, il carcere, il dolore, perfino l’eccentrica Paulina del Valle […] corre in suo aiuto. Ma solo dopo un ultimo viaggio, nel luogo magico dove affondano le sue radici, Emilia potrà ricominciare.» – Il Venerdì

Emilia del Valle Walsh nasce a San Francisco nel 1866. Sua madre, Molly Walsh, è una suora irlandese sedotta da un aristocratico cileno. Emilia cresce nel cuore di un umile quartiere messicano, diventando una giovane donna brillante e indipendente che sfida le norme sociali per perseguire la sua passione per la scrittura. Da giovanissima, inizia a scrivere romanzi d’avventura sotto lo pseudonimo di Brandon J. Price, ma la sua carriera decolla quando diventa editorialista al San Francisco Examiner. Emilia convince il suo editore a mandarla in Cile per coprire una guerra civile con interessi economici e politici statunitensi. Così, nel 1891, si ritrova a Santiago, una città sull’orlo del baratro. Ospite della (già nota ai lettori) mitica Paulina del Valle, vive gli scontri in prima linea, s’innamora e riprende contatto con il padre biologico in punto di morte. Emilia dovrebbe tornare a San Francisco, anche per coronare il suo amore, ma decide prima di voler vedere una piccola proprietà terriera, l’unica eredità lasciatale dal padre, nei pressi del lago Pirihueico, in una zona disabitata di inviolata bellezza naturalistica.

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Il pappagallo muto. Una storia di Sara
Di Maurizio De Giovanni

Una nuova, attesissima indagine di Sara Morozzi, l’ex agente dei Servizi segreti più amata dai lettori.

Al parco, seduti su una panchina vicino ai bambini che giocano, potrebbero sembrare due innocui vecchietti, Sara Morozzi e Andrea Catapano. Nessuno indovinerebbe che sono stati per anni i migliori agenti sulla piazza. A sorpresa, ora, i Servizi hanno di nuovo bisogno della donna invisibile e del cieco dalle straordinarie doti investigative. Si tratta di un’operazione in cui non possono usare mezzi tecnologici, solo l’intercettazione personale alla vecchia maniera, che i due maneggiano come nessun altro. Decidono di accettare: se hai fatto quel lavoro, ti resta nel sangue, non riesci a tirarti indietro nemmeno dopo anni. Ma Sara e Andrea capiscono presto di aver sbagliato a rimettersi in attività. L’incarico potrebbe portarli a rischiare grosso, stretti in un ingranaggio troppo più grande di loro. Per fortuna non è sola, Mora: Teresa è sul piede di guerra, e ci sono i fidatissimi Pardo e Viola, oltre al Bovaro del Bernese Boris, a vegliare sul suo destino incerto e su quello di Andrea, in un’indagine che rivelerà, una svolta dopo l’altra, un intricato groviglio di interessi segret

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Indagine su Gesù
Di Antonio Socci

Chi è Gesù? Perché nessuno, dopo duemila anni, si sottrae al suo fascino? Anche i “lontani” non sanno nascondere lo stupore, l’ammirazione e l’incanto per quest’uomo misterioso, potente e buono, unico al mondo, “il più bello fra i figli degli uomini”: da Marx a Renan, da Rousseau a Nietzsche, da Borges a Kafka, da Camus a Salvemini, da Kerouac a Pasolini, da un “persecutore” come Napoleone a una personalità come Gandhi, fino al libro dell’Islam, il Corano. Come e perché in soli tre anni di vita pubblica egli ha potuto capovolgere la storia umana? Lo affermano anche pensatori laici come Benedetto Croce: “il Cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l’umanità abbia mai compiuto”. Ha portato nel mondo la libertà, la dignità di ogni persona (a partire dai più derelitti), le nozioni di diritti dell’uomo e di progresso, un oceano di carità. Ha spazzato via la schiavitù, ha salvato la cultura antica, ha dato nobiltà al lavoro ricostruendo un’Europa devastata, inventando la tecnologia, le università, la scienza, gli ospedali, l’economia, l’arte, la musica. Il libro di Antonio Socci ricostruisce questa straordinaria rivoluzione e indaga sul mistero di Gesù, preceduto da duemila anni di attesa e seguito da altrettanti di amore. Circa trecento profezie messianiche, nelle Sacre Scritture, con secoli di anticipo hanno tracciato il suo perfetto identikit: data e luogo di nascita e di morte, le sue opere, addirittura il supplizio della crocifissione.

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Le camelie invernali
Di Ermal Meta

Le camelie invernali è la storia di un conflitto viscerale tra due famiglie legate da segreti inconfessabili e da una tradizione oscura e ancestrale. E segna il ritorno di un narratore che ha stupito il mondo con il suo romanzo d’esordio, “Domani e per sempre”, con una storia potente e un affresco storico di grande fascino.

«Chi rimane racconta sempre di quelli che se ne sono andati, che hanno cambiato vita, come se una parte di loro fosse rimasta ancora lì, in una vecchia strada, nell’angolo in cui ci si dava appuntamento, su una panchina che non usa più nessuno, da qualche parte. Chi se ne va, invece, vuole dimenticare, fino a quando quella parte di vita diventa solo un racconto dettagliato che appartiene a qualcun altro e nulla di più.»

Albania. 2025. Lara, una giornalista italiana, di genitori albanesi, fa ritorno in Albania per intervistare un uomo di cui non sa il nome, che vive rinchiuso nella sua abitazione da trent’anni, dal 1995. Non sa cosa la aspetta, non sa che questo incontro cambierà la sua vita. Albania. 1995. Due famiglie. Halil e Rozafa hanno perso la figlia, Nina, scomparsa nel nulla e mai più ritrovata. Sono rimasti con il figlio maggiore, Uksan. Zek è un uomo violento, picchia sua moglie Odeta e il loro figlio Samir. Samir e Uksan sono coetanei, amici per la pelle, con la vita davanti, anche in una terra senza futuro. Un equivoco, una banale lite e Halil, padre di Uksan, picchia a morte Zek, padre di Samir. Scatta il Kanun, la riparazione del delitto. Samir, ora, è obbligato dalla sua famiglia a preservarne l’onore, vendicare il sangue versato, uccidere il suo amico fraterno Uksan. L’amicizia tra i due ragazzi, il desiderio di libertà sarà più forte della vendetta. E Lara chi sta andando a incontrare?

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L'amore mio non muore
Di Roberto Saviano

Questo è un romanzo. Racconta una storia impossibile. Una storia vera.

«Ho deciso di scrivere questo libro per raccontare la storia d’amore più drammatica e potente in cui mi sia imbattuto. Quella di Rossella Casini, giovane piena di vita, vittima di ’ndrangheta. È una storia che raccoglie tutti i colori dell’umano sentire: l’ingenuità e lo slancio, la devozione e l’ossessione, l’amicizia, il desiderio, il coraggio, la delusione, il tradimento, lo schifo, la tragedia. Eppure, per Rossella, la certezza che proprio nell’amare risieda l’unica possibilità di verità e di senso non viene mai meno. L’amore non muore».
Roberto Saviano

Rossella Casini ha poco più di vent’anni, è di Firenze, ha un padre e una madre affettuosi che non le fanno mancare nulla. La sua è un’esistenza tranquilla, anche se siamo nell’Italia del ’77, le piazze sono animate dalle contestazioni politiche, nelle strade si riversano rabbia, violenza, molta eroina. Ad agitare la vita di Rossella, da un giorno all’altro, ci pensa Francesco: lui è uno studente calabrese fuori sede. Il sentimento che nasce fra loro è qualcosa che nessuno dei due aveva mai provato. Trascorsi i primi mesi spensierati, Rossella scopre che la famiglia di Francesco è legata a una potente ’ndrina della Piana di Gioia Tauro. Durante una vacanza a Palmi, dove ha portato anche i genitori, assiste allo scoppio di una faida: un vortice di violenza che travolge tutto e tutti, dal quale Rossella sceglie di non scappare, almeno non senza Francesco. È convinta che il loro amore sia così potente da fermare la mattanza. Che sia il lievito necessario per cambiare il corso delle cose. Il 22 febbraio 1981 Rossella Casini sparisce misteriosamente dopo aver annunciato il proprio rientro a casa. Nessuno la rivedrà più. Sebbene il corpo non sia stato ritrovato, è riconosciuta dallo Stato come vittima di ’ndrangheta. Roberto Saviano ha scritto il romanzo della sua storia, un’avventura umana che strazia, ricolma d’amore, di violenza e di coraggio.

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Il gioco del potere
Di Federico e Jacopo Rampini

Un thriller dal ritmo serrato, in cui l’innovazione tecnologica può determinare le sorti del pianeta, ma anche la storia di un padre e di un figlio, divisi da incomprensioni e silenzi, che nel caos degli eventi troveranno un modo per riavvicinarsi. Al centro, lo spietato gioco del potere, in cui le alleanze si spezzano, i principi si piegano e la lealtà si vende al miglior offerente. L’unica regola è vincere.

Nel 2027 il mondo è sull’orlo di una guerra: la Cina stringe d’assedio Taiwan e gli Stati Uniti preparano una risposta. Nel cuore di questo scontro planetario, un’azienda italiana diventa una preda ambitissima: NaviTech, leader nella produzione di microchip avanzati, possiede segreti industriali che potrebbero cambiare i destini del mondo. E tutti li vogliono. Ma quella tra Cina e Stati Uniti non è l’unica guerra che l’azienda dovrà affrontare. Ottavio De Luca, il visionario fondatore, non ha mai designato un erede. Si prepara quindi una violenta lotta per la successione. La favorita sembra essere la figlia maggiore, Caterina, che ha affiancato Ottavio per tutta la vita, con ottimi risultati. Ma il nipote, Stefano, l’attuale CEO, è disposto a tutto pur di mantenere il potere. Di certo nessuno darebbe credito al figlio minore, Gregorio, considerato da sempre la pecora nera, che per uscire dall’ombra del padre si è trasferito a New York e ha inseguito il sogno di diventare fotografo. La sua carriera, però, non è mai decollata e, con l’avvicinarsi dei quarant’anni, il peso del fallimento accende in lui un desiderio di riscatto. Federico e Jacopo Rampini scrivono un romanzo in cui le grandi questioni geopolitiche si intrecciano con le relazioni familiari.

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Tra lei e me
Di Giampaolo Simi

Due uomini, l’omicidio di una donna, la notte interminabile prima di un interrogatorio e un narratore di razza che inchioda il lettore in una rete ambigua, una storia di ribaltamenti e colpi di scena nella quale è assai arduo decidere da che parte stare.

«Simi analizza i rapporti tra esseri umani in maniera implacabile in un’epoca come la nostra in cui l’egoismo sembra essere dominante ovunque. Nei tradimenti, negli omicidi, nei colpi bassi e anche nell’amore.» – Simone Innocenti, La Lettura

Pietro Valvassori fa l’avvocato e gira su una bici nera con i freni a bacchetta e le borse di pelle. I capelli gli si sono ingrigiti a trent’anni, l’orecchino se l’è messo quando ha detto addio a una onesta ma anonima carriera da rugbista. Ora ha superato i cinquanta e porta cravatte bizzarre. Non è un principe del foro ma ha fama da difensore dei deboli. È diventato anche l’avvocato di riferimento per donne vittime di violenza. Qualche volta, anzi troppe, lavora pro bono. Poi, un giorno, l’avvocato delle giuste cause fa una specie di inversione a U, per la prima volta accetta di difendere un indagato per omicidio, per un femminicidio: Lorena, agente immobiliare di un certo successo, è stata strangolata in un immobile che trattava in esclusiva. Solo poche ore dopo aver salutato il compagno Leandro. Le indagini della polizia virano proprio su Leandro che invece, con determinazione, si dichiara innocente e affida a Valvassori la difesa. La notte prima dell’interrogatorio l’avvocato incontra il suo assistito. Chi è veramente Leandro, chi era Lorena? Qual era il loro rapporto, quali crepe nascondeva, cosa ha in mano la polizia per sospettare del compagno della vittima? L’avvocato fa di tutto per minare la sicurezza dell’indagato, trascinandolo su un ring in cui non si risparmiano colpi proibiti e la realtà dei fatti si rivela un gioco di specchi infranti. Da cui emergerà non solo la verità sulla morte di Lorena ma soprattutto l’enigma delle relazioni sentimentali, della dinamica dell’amore, dal fervore appassionato al disagio dell’assuefazione. In cui una sottile, incorporea crudeltà accomuna chi si insegue e si desira e chi ha smesso di desiderarsi. Giampaolo Simi ci consegna forse il suo romanzo più teso. Una lunga notte, un palcoscenico in cui serpeggia una doppia tensione: credere a un uomo accusato di aver ucciso la compagna o al suo avvocato che pretende dall’assistito una sincerità che sembra coincidere solo con una piena confessione? Alla fine, dopo il buio, sarà l’alba a portare finalmente la luce.

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Quel posto che chiami casa
Di Enrico Galiano

Vera non è mai stata sola. Da quando è bambina, una voce l’accompagna ovunque: la sveglia di notte, la incalza, la consola. È la voce di suo fratello Cè, morto quando lei aveva quattro anni. È una voce ironica e tagliente, capace di regalarle pensieri stravaganti come: «Non esiste un sinonimo di sinonimo» o «La neve è la prova che non hai bisogno di urlare per farti vedere». Ma è anche un giudice severo, che la mette alle strette con una semplice domanda: «Sei davvero Vera?». Ma chi era Cè? Per i genitori è stato il figlio perfetto, e Vera ha vissuto ogni giorno nella sua ombra. Ogni scelta è un confronto impossibile, persino quella di studiare giurisprudenza: Vera lo fa per sé stessa o per inseguire un fantasma? Per fortuna con lei c’è Gin, la sua migliore amica, che trova sempre il modo per farla ridere e sentire meno strana. Poi accade qualcosa di inspiegabile. Vera sa che non dovrebbe dare ascolto alla voce di Cè. Eppure, un giorno, decide di mandare tutto all’aria e di inseguire una coccinella dietro i cancelli di una clinica. Qui incontra Francesco: un ragazzo che sembra conoscerla più di chiunque altro. Forse è lui l’unico che può aiutarla a scoprire il segreto che la sua famiglia tiene nascosto da anni. Perché Francesco le insegna una cosa semplice, ma difficilissima da accettare: Vera non è pazza. È soltanto viva. Ed essere vivi, a volte, non è poi così diverso dall’essere pazzi.

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Il giorno dell'ape
Di Paul Murray

Libro vincitore del Premio Strega Europeo 2025
Libro vincitore dell’Irish Book Award 2023

Incluso nella shortlist del Booker Prize
Incluso nella longlist del Premio Gregor Von Rezzori 2025

Un irresistibile romanzo famigliare di desideri, solitudini e macerie senza fine ma, forse, con un inizio preciso.

«Il passato è così, vero? Credi di essertelo lasciato alle spalle, poi un giorno entri in una stanza e lo trovi lì ad aspettarti».

«Il giorno dell’ape di Paul Murray conferma la vitalità del genere romanzesco e la sua capacità di pietas per le debolezze e le sventure umane.» – Sandro Veronesi, La Lettura

«Una grande promessa che con questo romanzo diventa una grande certezza». – Stefania Vitulli, Il Giornale

«Il giorno dell’ape di Paul Murray è un’apocalisse quotidiana: non ci sono fiamme ma tormenti, apparentemente leggeri. Una puntura che arriva all’improvviso.» – Roberto Saviano

«Le pagine de Il giorno dell’ape brulicano di vita, rabbia, amore. Se poggi le mani sulle parole, si staccano dalla carta e diventano vere. Che magia.» – Antonella Lattanzi

La famiglia Barnes è nei guai. La concessionaria di Dickie sta per fallire, ma lui, invece di affrontare la situazione, trascorre le giornate costruendo un bunker a prova di apocalisse. La moglie Imelda, nel frattempo, si è messa a vendere i gioielli su eBay, la figlia adolescente Cass, ex prima della classe, sembra voler sabotare la sua carriera scolastica e PJ, il figlio dodicenne, sta allestendo un piano per scappare di casa. Che cosa è andato storto per i Barnes, al punto da mandare tutto in rovina? Al tempo stesso affresco famigliare e ritratto della contemporaneità, “Il giorno dell’ape” è un indimenticabile tour de force pieno di umorismo e calore umano.

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Vita di Gesù. Con il commento di Papa Francesco
Di Andrea Tornielli

Chi era davvero Gesù di Nàzaret? In questo volume, Andrea Tornielli accoglie la sfida di raccontare la sua storia, la sua vita terrena, dalla nascita a Betlemme, con una mangiatoia come prima culla, fino alla morte sulla croce, nell’estremo sacrificio, e alla resurrezione.

Un racconto della vita di Gesù di Nàzaret basato su studi storici e capace di mantenere l’immediatezza e la semplicità della testimonianza offerta dai discepoli. «L’incontro con Gesù, oggi come duemila anni fa, è una questione di cuore, di sguardi, di commozione che prende fin nelle viscere: è più nella sua persona che nella sua dottrina.» Chi era davvero Gesù di Nàzaret? In questo volume, Andrea Tornielli accoglie la sfida di raccontare la sua storia, la sua vita terrena, dalla nascita a Betlemme, con una mangiatoia come prima culla, fino alla morte sulla croce, nell’estremo sacrificio, e alla resurrezione. Lo fa unendo in un’unica narrazione i testi dei quattro Vangeli – le testimonianze degli amici di Gesù, degli apostoli, dei testimoni oculari che lo hanno seguito per tre anni lungo le strade della Galilea e della Giudea – e li alterna a un personale tentativo di ricostruire con l’immaginazione, e con l’aiuto dei più autorevoli studi storici, tutto ciò che gli evangelisti non hanno scritto. L’autore permette in questo modo ai lettori di “entrare” nel Vangelo per incontrarne il Protagonista, “vederlo” parlare, commuoversi, soffrire, diffondere la sua Parola e compiere miracoli. Intessuti nella narrazione, i commenti e le riflessioni di Papa Francesco ci accompagnano di episodio in episodio, riportandoci spesso al momento attuale, per ricordare che Gesù continua a vivere tra la gente ed è sempre possibile incontrarlo, oggi come un tempo sulle rive del lago di Tiberiade, scorgendolo sul volto degli altri, dei poveri, di chi soffre, di quegli uomini e donne a cui il Nazareno non ha mai negato il proprio sguardo d’amore.

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Triste tigre
Di Neige Sinno

Libro vincitore del Premio Strega Europeo 2024

Vincitore del Prix Goncourt des lycéens 2023 e del Prix Femina 2023

Un libro, che usa la scrittura come un martello, attraversato da una domanda: colui che ha creato l’agnello ha creato anche la tigre?

Io ho voluto crederci, ho voluto sognare che il regno della letteratura mi avrebbe accolta come una delle tante orfane che vi trovano rifugio, ma neppure attraverso l’arte si può uscire vincitori dall’abiezione. La letteratura non mi ha salvata. Io non sono salva.

«Leggere Triste tigre è come calarsi in un abisso con gli occhi aperti. Ti costringe a vedere, a vedere davvero, cosa significa essere un bambino abusato da un adulto, per anni. Tutti dovrebbero leggerlo. Soprattutto gli adolescenti». – Annie Ernaux

«Ricordate questo nome: Neige Sinno. Ha scritto un libro che è un evento». – Les Inrockuptibles

«Sinno moltiplica i punti di vista per non rimanere sola di fronte alla catastrofe». – Libération

«Triste tigre è un’opera potente, meditativa, impressionante, che alterna dolcezza, tormento, pacificazione, rabbia». – Télérama

Doveva avere sette anni, forse nove, non lo ricorda con esattezza Neige quando il suo patrigno ha cominciato ad abusare di lei. A parte il momento esatto in cui tutto ha avuto inizio (il trauma ha alterato per sempre la cronologia dei fatti), i ricordi sono perfettamente incisi nella mente e nel corpo della donna che Neige è diventata. La decisione a diciannove anni di rompere il silenzio, la denuncia, il processo pubblico, il carcere per lo stupratore, la vita nuova molto lontano dalla Francia. E quella donna si è interrogata a lungo se scrivere il libro che stringete tra le mani, perché trovava solo motivi per non farlo. Fino al giorno in cui il passato l’ha raggiunta e l’impossibilità di scrivere è diventata impossibilità di non scrivere. Questa che leggerete non è «soltanto» la storia di una bambina che è stata violentata per anni da un adulto; è la ricerca pervicace degli strumenti per dire di quell’altro luogo, il paese delle tenebre dove vivono tutti quelli come Neige; è il rifiuto netto della retorica delle vittime (nessuna resilienza, nessun oblio, nessun perdono); è la necessità di trovare semplici parole precise che dichiarino l’irreparabilità del danno; è l’urgenza di rendere testimonianza, sì, ma collettiva. Perché l’abuso si consuma in una dimensione separata di omertà e solitudine, una dimensione che è fisicamente la stessa in cui si svolge il resto della vita, ma che si sovrappone come un doppio di intollerabile nitore. Triste tigre è il viaggio in questa dimensione, è il dialogo necessario con i grandi della letteratura che questa dimensione l’hanno interrogata, e che hanno fornito all’autrice gli strumenti per tutto questo.

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Il ballo
Di Irène Némirovky

Antoinette ha quattordici anni e vive con i genitori a Parigi. La sua è una famiglia dalla ricchezza improvvisata, gretta e ipocrita: il padre, senza scrupoli, è riuscito ad accumulare una fortuna; la madre, frivola e arcigna, sogna un giovane amante che la faccia sentire ancora viva. Desiderosi di essere accettati a pieno titolo dall’alta società parigina, i signori Kampf decidono di organizzare un gran ballo nella loro lussuosa dimora. Ma ad Antoinette viene vietato di partecipare, anzi, la madre trasforma la sua stanza nel bar, obbligandola a dormire per quella notte in uno sgabuzzino: non può accettare che la figlia, nel fiore dell’età, oscuri il suo debutto in società. E per questo la giovane decide di vendicarsi con uno smisurato e istintivo gesto di ribellione che avrà conseguenze crudeli, drammatiche e irresistibilmente grottesche. Un classico breve e perfetto, scritto in uno stile essenziale, ricco dell’ironia fulminante e mordace che ha fatto di Irène Némirovsky una dei più grandi e amati narratori del Novecento.

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M. La fine e il principio
Di Antonio Scurati

Nell’ultimo pannello della saga di M, Antonio Scurati ci mostra il fascismo repubblichino e lo scempio di piazzale Loreto come mai era stato fatto prima e, mettendo in campo tutta la potenza e la pietas della letteratura, ci racconta la tragica fine del dittatore.

Il cadavere tornerà, io tornerò perché i morti non pesano soltanto, i morti sopravvivono.

«È la pagina più nera, delle pagine nere, la più terribile tra tutte le pagine nere del fascismo… ed è la pagina forse più dimenticata.» – Antonio Scurati a Che tempo che fa

All’indomani della seduta del Gran Consiglio che lo depone, il 28 luglio 1943 Benito Mussolini viene deportato a Ponza. Ma su quell’isola dove il regime ha confinato decine di dissidenti il Duce rimane giusto il tempo per celebrare, solo, il suo sessantesimo compleanno; poi viene spostato a Campo Imperatore, in cima al Gran Sasso. Ha perso tutto, non spera più niente. Liberato con un blitz dei paracadutisti del Führer, ricongiunto a una famiglia di cui fa parte uno dei suoi traditori, Galeazzo Ciano, Mussolini viene posto da Hitler a capo di uno Stato fantoccio immobile e plumbeo come le acque del lago di Garda da cui dovrebbe governarlo: la Repubblica sociale italiana. Ma la bestia ferita tenta il suo ultimo colpo di coda. Sono i seicento giorni, dal settembre del 1943 all’aprile del 1945, in cui il nostro Paese conosce la sua ora più buia: è l’ora della violenza più bassa e vile, della Legione Muti e della banda Koch che portano il terrore nelle città, della caccia agli ebrei, dei bombardamenti, della guerra civile. Siamo all’ultimo atto della tragedia del fascismo e della guerra. È la fine dell’impero, della monarchia, la fine dell’uomo che più di ogni altro ha marchiato a sangue il corpo della nostra storia, Benito Mussolini. È la fine di tutti i coprotagonisti, i cortigiani, i conniventi, quelli che fuggono e quelli che rimangono accanto al Duce fino all’ultimo, quelli che cercano “la bella morte” e quelli che hanno continuato a vivere nel dopoguerra cambiando pelle. Ancora una volta non c’è niente di inventato nel dramma di cui si compie l’atto finale.

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La strada giovane
Di Antonio Albanese

Ispirato a una storia familiare, La strada giovane è il primo romanzo di Antonio Albanese, che rivela un talento per la narrazione tesa, a tratti drammatica, venata di tenerezza. Nino è un protagonista struggente e vero, di cui è impossibile non innamorarsi.

«Addentandolo, Nino non riuscì più a trattenere il pianto, perché quello, per quanto secco, era pane vero, il primo che mangiava da settimane, da mesi, da prima di finire internato. Non sapeva ancora di casa, quel pane, ma almeno non sapeva di cenere.»

«È un omaggio ai ragazzi, alla loro forza, al loro potenziale ignorato. Non spaventatevi davanti alle porte chiuse. Apritele.» – Antonio Albanese, La Lettura

«E si capisce, leggendo questo libro, anche qualcosa di più del teatro di Antonio, il suo teatro comico dalla fisicità straripante, nel quale nessuna parola ha il diritto di rimanere in scena se non diventa corpo.» – Michele Serra, Robinson

«Tensione, drammaticità e tenerezza convivono nel primo romanzo di Antonio Albanese.» – Ansa

Nino, giovane panettiere siciliano, viene catturato dopo l’8 settembre. Dell’armistizio non ha capito granché, credeva che i tedeschi lo rispedissero a casa dalla sua famiglia, nelle Madonie, invece quel treno lo ha portato in un campo di prigionia in Austria, a patire fame, freddo e paura. Nino è un IMI, un internato militare, senza nemmeno i diritti di un prigioniero. Qualche conforto gli viene dall’amicizia con Lorenzo, un giovane toscano colto e spigliato, che con lui lavora nelle cucine governate dal Piemontese, un gigantesco macellaio. Insieme, i tre colgono l’occasione dello scompiglio per i festeggiamenti di capodanno del ’44 per fuggire. Ma fuori il freddo, la fame e la paura non mordono meno: orientarsi non è semplice, trovare cibo e riparo è un’impresa, e la gente è terrorizzata e feroce. La Sicilia sembra irraggiungibile e Nino lascia sul terreno, chilometro dopo chilometro, innocenza e giovinezza. Eppure, a sorreggerlo nel suo interminabile viaggio attraverso i territori occupati dai nazisti, dove combattono le bande partigiane e continuano i bombardamenti, e poi nella devastazione di un Sud martoriato dall’avanzata degli Alleati, c’è il ricordo della bellezza, il calore degli affetti. Mentre si nutre con le lumache rosse che emergono dal terreno dopo la pioggia, emergono anche le sue memorie: la festa del Santo a Ferragosto, il profumo di burro e vaniglia dei biscotti preparati dal padre, il sapore dei babaluci in umido, l’emozione della Targa Florio, la celebre corsa automobilistica. E il calore dei baci di Maria Assunta che, forse, lo sta ancora aspettando e che lui desidera riabbracciare a ogni costo.

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Per fortuna ci siamo persi. L'arte del viaggio imprevedibile
Di Maurizio Serafini

Venti avventure pirotecniche attraverso il globo, per regalare un sorriso e una lacrima a tutti i giramondo.

Che si tratti di partire al seguito di una carovana di saltimbanchi e artisti per attraversare il Sahara, affrontare pirati malesi e isole proibite in preda a reminiscenze salgariane, oppure realizzare un fotoromanzo satirico durante una spedizione in Himalaya, Maurizio è pronto a godersi gli imprevisti. Le storie surreali e verissime di un globetrotter che esce spesso dalla strada segnata, e con un pizzico di azzardo e di poesia ci offre un inno allo spirito libero, e un po’ folle, del viaggiatore.

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Spera. L'autobiografia
Di Papa Francesco

Libro vincitore del Premio Bancarella Unicum 2025

Ricco di rivelazioni, di aneddoti, di illuminanti riflessioni, un memoir emozionante e umanissimo, commovente e capace di umorismo, che rappresenta il “romanzo di una vita” e al tempo stesso un testamento morale e spirituale destinato ad affascinare i lettori di tutto il mondo e a incarnare il suo lascito di speranza per le generazioni future. Il volume è arricchito da alcune straordinarie fotografie, anche private e inedite, provenienti dalla disponibilità personale di papa Francesco.

«Non c’è niente che mi rallegri oggi quanto incontrare i bambini: se da fanciullo ho avuto i miei maestri del sorriso, ora che sono vecchio spesso sono i bambini i miei mentori. Sono gli incontri che mi emozionano di più, che più mi fanno stare bene. E poi quelli con i vecchi: gli anziani che benedicono la vita, deponendo ogni risentimento, che hanno la gioia del vino che si è fatto buono negli anni, sono irresistibili. Hanno la grazia del pianto e del riso, come i bambini. Quando li prendo in braccio, nelle udienze in piazza San Pietro, il più delle volte i bambini sorridono; altri invece, vedendomi tutto vestito di bianco, credono che io sia il dottore che viene a fargli l’iniezione, e allora piangono. Sono campioni di spontaneità, di umanità, e ci ricordano che chi rinuncia alla propria umanità rinuncia a tutto, e che quando ci diventa difficile piangere seriamente o ridere appassionatamente è allora che è davvero iniziato il nostro declino. Diventiamo anestetizzati, e gli adulti anestetizzati non fanno bene né a se stessi, né alla società, né alla Chiesa.»

Per volontà di papa Francesco questo eccezionale documento avrebbe dovuto in un primo momento vedere la luce solo dopo la sua morte. Ma il nuovo Giubileo della Speranza e le esigenze del tempo lo hanno risolto a diffondere ora questa preziosa eredità. “Spera” è la prima autobiografia mai pubblicata da un papa nella storia. Un’autobiografia completa, la cui stesura ha impegnato gli ultimi sei anni, che procede dai primi del Novecento, con le radici italiane e l’avventurosa emigrazione in America Latina degli avi, per svilupparsi attraverso l’infanzia, gli entusiasmi e i turbamenti della giovinezza, la scelta vocazionale, la maturità, fino a coprire l’intero pontificato e il tempo presente. Nel raccontare con intima forza narrativa le sue memorie (non tralasciando affatto le proprie passioni), Francesco affronta senza alcuna dissolvenza anche i nodi cruciali del pontificato e sviluppa con coraggio, schiettezza e profezia i più importanti e dibattuti temi della nostra contemporaneità: guerra e pace (compresi i conflitti in Ucraina e Medio Oriente), migrazioni, crisi ambientale, politica sociale, condizione femminile, sessualità, sviluppo tecnologico, futuro della Chiesa e delle religioni.
A cura di Carlo Musso

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Le vite parallele. Un nuovo inizio per il Commissario Casabona
Di Antonio Fusco

Un letto vuoto. Una bambina scomparsa nella notte. Un commissario con un pensiero fisso: riportarla a casa

Mentre sulla cittadina toscana di Valdenza si addensa una coltre di nubi cariche di neve, il commissario Casabona, di passaggio in questura per sistemare le ultime cose, ha un unico pensiero: tornare quanto prima in ospedale a fianco della moglie Francesca, le cui condizioni di salute lo hanno spinto a chiedere un incarico meno impegnativo. Ma la sua determinazione sta per essere spazzata via da un caso che ha sconvolto i suoi uomini e l’intera provincia: una bambina di tre anni letteralmente svanita nel nulla; una madre in lacrime che, entrando nella cameretta dove l’ha lasciata la sera prima, trova il letto vuoto. Quando l’ispettore Proietti gli mostra la foto di Martina, con il suo caschetto biondo e lo sguardo limpido e fiducioso, Casabona riesce a stento a conservare la sua fermezza. Può davvero sottrarsi al grido di aiuto di quegli occhi e lasciare la sua squadra senza una guida? Ben presto i sospetti si concentrano su un balordo cocainomane da cui la madre ha ricevuto esplicite minacce, e con il quale intratteneva rapporti piuttosto torbidi. Una soluzione servita su un piatto d’argento, eppure qualcosa non quadra, e Casabona sente per istinto che la madre non è l’unica fra le persone vicine a Martina ad avere dei segreti. È il momento di prendere in pugno l’indagine e scavare molto più a fondo. Una ricerca che trascinerà Casabona in un mondo popolato di maschere e vite parallele, abilmente nascoste dalla facciata della pubblica virtù… Che cosa è successo alla piccola Martina? Qualcuno l’ha portata via, oppure è uscita da sola per poi smarrirsi nei boschi? E soprattutto: ha ancora senso, dopo tanti giorni, aggrapparsi alla speranza di ritrovarla viva?

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I sette corvi
Di Matteo Strukul

Una leggenda riecheggia tra le montagne e le tinge di sangue.
Un autore da oltre un milione di copie.
Una leggenda che si scaglia come una maledizione e delle strane morti che potrebbero celare una mano diversa da quella umana.

«Una verve narrativa straordinaria. Strukul è nato sapendo scrivere.» – Giuseppe Scaraffia

Gennaio 1995. A Rauch, minuscolo paese della Val Ghiaccia, gola sperduta in una delle più remote lande delle Alpi Venete, quasi al confine con il Friuli, viene ritrovato il cadavere della giovane insegnante Nicla Rossi. Il volto, escoriato, è stato privato degli occhi, come se qualcuno glieli avesse strappati. La polizia di Belluno incarica l’ispettrice Zoe Tormen e il medico legale Alvise Stella di recarsi sul luogo, poiché le dinamiche dell’omicidio fanno pensare a un potenziale serial killer. I due non potrebbero essere più diversi: Zoe ha trent’anni, è figlia della montagna e sembra uscita dalla copertina di un disco di musica grunge; Alvise, invece, è un uomo di città, ama i completi, la musica classica e gli scacchi. Anche se i loro mondi sembrano destinati a collidere, dovranno unire le forze, perché nella morte di Nicla niente è come sembra. A Rauch si annida un male profondo che neanche la neve è riuscita a spazzare via; un male che affonda le sue radici nella sete di giustizia e in un’antica leggenda. Il passato è diventato presente e forse non è un caso che proprio Zoe sia giunta a Rauch…

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Il tallone da killer
Di Alessandro Robecchi

Due killer in azione in una Milano malavitosa. Un noir esilarante intriso di acida ironia e sferzante denuncia sociale.

«Arguto e pungente, graffiante e ironico, capace di far ridere amaro. Il tono dominante è uno humour ora agrodolce, ora di denuncia sociale, ora cinico, ora esilarante, ora tutte queste cose assieme.» – Severino Colombo, La Lettura

Il Biondo e Quello con la cravatta sono due soci ben affiatati, artigiani meticolosi e molto richiesti: sono killer che eliminano la gente a pagamento. Si comportano secondo un’etica del lavoro calvinista, guidati dalla razionalità dell’imprenditore previdente, alle prese con la concorrenza, le insidie del mercato, le spese di gestione, attenti alla sicurezza sul lavoro. Un giorno al Biondo e a Quello con la cravatta capita un incarico che richiede un salto di qualità. Non si tratta stavolta di servire la solita clientela media: l’obiettivo è un arcimilionario, un esponente dell’altissima finanza che vive in una favolosa non-zona sospesa tra Londra e Milano. Una preziosa occasione – riflettono i due soci –di passare dalla gestione ordinaria agli omicidi di alta gamma, perché «il comparto che non conosce crisi è quello del lusso, quindi conviene di più ammazzare i ricchi». Serena Bertamé, un sogno di signora che vuole morto l’amante Andrea De Carli, padre naturale di suo figlio, pare la cliente ideale per un riposizionamento sul mercato e un sostanzioso adeguamento delle tariffe. Incassato l’anticipo, però, piovono le complicazioni, i contrattempi, le difficoltà impreviste, in un ottovolante di equivoci, colpi di scena, incidenti, avventure e sconvolgimenti vertiginosamente intrecciati, in ambienti esclusivi ed extra lusso dove si mischiano fondi di investimento e realtà inconfessabili. Con i suoi killer dalla battuta pronta, già comparsi in un romanzo e in alcuni racconti, Alessandro Robecchi crea una commedia esilarante e nerissima, intrisa di acida ironia e di una sferzante denuncia della disperazione sociale dei nostri tempi.

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La profezia del povero Erasmo
Di Andrea Vitali

In una strepitosa tragicommedia dal ritmo serrato, Andrea Vitali dà vita a una coppia di sfaccendati Bonnie e Clyde di provincia, irresistibili nella loro scelleratezza. Li racconta con l’arguzia e il gusto per l’assurdo che lo hanno reso uno degli autori più amati in Italia: trascinandoci insieme verso il baratro, con il sorriso.

Anni Trenta. Un corpo senza identità ritrovato sulla riva di un lago non è mai un buon segno, ma quello che Ariella Achermann ritrova in una nebbiosa mattina di novembre porta con sé più di un mistero. Tre anni prima, a Bellano, dopo il funerale dell’onesto fruttivendolo Erasmo Siromalli, l’annoiato e gaudente figlio Cletto non ha alcuna intenzione di prendere in mano il negozio del padre: non si sente fatto per la monotona esistenza di un bottegaio, in quel paesino di poche case affacciato sul lago. Sembra destino quando, durante un viaggio a Lecco per stringere un accordo con un losco rivenditore, incontra per caso Gioietta Vendoli, operaia col sogno di Cinecittà che farebbe di tutto per sfuggire alla madre Castica. Cletto, quasi per gioco, si finge un prospero grossista, mentre anche lei millanta una posizione sociale più elevata. È solo l’inizio di una serie di bugie, fraintendimenti e imbrogli che porteranno i due giovani, in un’escalation comica e terribile, a una fuga rocambolesca con conseguenze funeste per i malcapitati che incroceranno il loro cammino…

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Atti umani
Di Han Kang

Han Kang, con il terso, spietato lirismo della sua scrittura, scruta tante vite dilaniate, racconta oggi l’indicibile, le laceranti dissonanze di un passato che si voleva cancellato.

Una palestra comunale, decine di cadaveri che saturano l’aria di un “orribile tanfo putrido”. Siamo a Gwangju, in Corea del Sud, nel maggio 1980: dopo il colpo di Stato di Chun Doo-hwan, in tutto il paese vige la legge marziale. Quando i militari hanno aperto il fuoco su un corteo di protesta è iniziata l’insurrezione, seguita da brutali rappresaglie; “Atti umani” è il coro polifonico dei vivi e dei morti di una carneficina mai veramente narrata in Occidente. Conosciamo il quindicenne Dong-ho, alla ricerca di un amico scomparso; Eun-sook, la redattrice che ha assaggiato il “rullo inchiostratore” della censura e i “sette schiaffi” di un interrogatorio; l’anonimo prigioniero che ha avuto la sfortuna di sopravvivere; la giovane operaia calpestata a sangue da un poliziotto in borghese. Dopo il massacro, ancora anni di carcere, sevizie, delazioni, dinieghi; al volgere del millennio stentate aperture, parziali ammissioni, tardive commemorazioni. Han Kang, con il terso, spietato lirismo della sua scrittura, scruta tante vite dilaniate, racconta oggi l’indicibile, le laceranti dissonanze di un passato che si voleva cancellato.

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Follie di Brooklyn
Di Paul Auster

Con un matrimonio fallito e una brutta malattia alle spalle, Nathan Glass torna a Brooklyn con l’intenzione precisa di cercare un buon posto per morire. Ma il caso ha in serbo per lui ancora molti avvenimenti, incontri ed emozioni.

Quando hai vissuto a lungo come me tendi a pensare di aver ascoltato di tutto, di non poterti piú stupire di nulla. Ti viene pure voglia di vantarti della tua esperienza del mondo e poi, ogni tanto, ti ritrovi di fronte a qualcosa che ti catapulta fuori dal bozzolo di goduta superiorità, ricordandoti da capo che della vita non capisci un bel niente.

Raggiunta ormai l’età della pensione, Nathan Glass ritorna a Brooklyn, la città dov’è nato e che ha lasciato quasi sessant’anni prima. Ha un solo e preciso desiderio, quello di cercare un buon posto per morire. Ma il caso ha deciso per lui diversamente. Gli amori infelici del nipote Tom, le avventure del libraio-falsario Harry Brightman, l’apparizione improvvisa della piccola Lucy, che rifiuta di svelare dove si trova sua madre, sorella di Tom. Nathan pensava di dedicarsi a un progetto, la scrittura di un Libro della follia umana, ma le follie sono lí, appena fuori dalla porta, nel piú vivo e colorato angolo di New York. Una commedia dalla trama apparentemente spensierata. Una commedia che termina però la mattina dell’11 settembre 2001, data oltre la quale i lieto fine diventeranno di colpo piú amari e difficili.

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La fabbricante di stelle
Di Mélissa Da Costa

Mélissa Da Costa torna con una storia dolce e commovente e, con la sua solida leggerezza, dimostra ancora una volta che per curare le ferite più profonde non esiste rimedio più potente dell’amore e che la capacità di inventare storie è lo strumento più straordinario che abbiamo.

«La mamma aveva sempre sostenuto che l’immaginazione fosse la qualità più bella del mondo. Piantava semi che un giorno sarebbero germogliati.»

Arthur ha cinque anni quando sua madre Clarisse gli rivela un gran segreto: tra non molto dovrà partire per un lungo viaggio con destinazione Urano. E lì, racconta Clarisse, sul pianeta ghiacciato dalle ventisette lune, popolato da lumache con il guscio azzurro che mangiano niveo prezzemolo polare, da alberi-cervo con sonore campanelle appese ai rami e da tante altre creature straordinarie, proprio lei avrà il compito di disegnare le stelle che notte dopo notte illuminano l’universo. Molti anni dopo Arthur, ormai adulto, aspetta che la sua compagna dia alla luce la loro prima figlia, e si trova a ripensare alla madre e a quella favola. Lui ovviamente sa che l’universo magico così ben descritto da Clarisse è stato l’espediente che la donna ha voluto usare per spiegare al figlio un imminente distacco, definitivo e tragico. Una bugia meravigliosa che ha permesso a un bambino di sognare e di immaginare, invece di dover soltanto guardare negli occhi la realtà, almeno per un po’ di tempo. E solo in quel momento Arthur comprenderà davvero il gesto di sua madre.

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Il Grande Bob
Di Georges Simenon

Una immersione retrospettiva nei lati oscuri di un uomo che a tutti sembrava l’immagine stessa della gioia di vivere.

«Negli ultimi tempi aveva un modo particolare di guardarsi allo specchio dietro le bottiglie. Quando un uomo come lui comincia a scrutarsi negli specchi, mi creda, non è un buon segno».

Una riflessione, questa del padrone del bistrot dove il suo amico Bob, morto da pochi giorni, andava a giocare a carte, che colpisce profondamente il dottor Charles Coindreau. Non appena ha saputo che quella di Bob non è stata una morte accidentale, come sulle prime si credeva, bensì un suicidio, ha deciso di condurre una sorta di indagine, e di interrogare chiunque l’abbia conosciuto, a cominciare dalla moglie e dall’ultima delle numerose amanti. Perché lui, come tutti, ma più di tutti gli altri, si arrovella sul motivo che ha indotto a togliersi la vita uno come Bob: sempre allegro, e allegramente sfaccendato, sempre pronto alla battuta, gran giocatore di belote e gran consumatore di «bianchini» a qualunque ora del giorno – non per caso lo avevano soprannominato il Grande Bob. Nella casa di Montmartre dove abitava insieme alla sua polposa, esuberante, forse un po’ volgare ma radiosa moglie Lulu, la porta era sempre aperta, e vi si potevano incontrare persone di ogni estrazione sociale, e «ognuno era libero di comportarsi o di parlare a suo piacimento, con la certezza di non scandalizzare nessuno». Così come nessuno si scandalizzava del fatto che Lulu accettasse i tradimenti di Bob: le bastava che lui fosse felice. Scavando nel passato dell’amico, immergendosi nei lati oscuri di un uomo che a tutti sembrava l’immagine stessa della gioia di vivere, e persino, a volte, sovrapponendosi a lui, Coindreau finirà per scoprire la verità sulla morte di Bob – ma soprattutto qualcosa su sé stesso.

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Una morte perfetta
Di Angela Marsons

Il laboratorio di Westerley non è un posto per i deboli di cuore. Si tratta di una struttura che studia i cadaveri in decomposizione. Ma quando la detective Kim Stone e la sua squadra scoprono proprio lì il corpo ancora caldo di una giovane donna, diventa chiaro che un assassino ha trovato il posto perfetto per coprire i suoi delitti. Quanti dei corpi arrivati al laboratorio sono sue vittime? Mentre i sospetti di Kim si fanno inquietanti, una seconda ragazza viene aggredita e rinvenuta in fin di vita con la bocca riempita di terra. Non c’è più alcun dubbio: c’è un serial killer che va fermato il prima possibile, o altre persone saranno uccise. Ma chi sarà la prossima vittima? Appena Tracy Frost, giornalista della zona, scompare improvvisamente, le ricerche si fanno frenetiche. Kim sa bene che la vita della donna è in grave pericolo e intende setacciarne il passato per trovare la chiave che la condurrà all’assassino. Riuscirà a decifrare i segreti di una mente contorta e spietata, pronta a uccidere ancora?

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Insoliti sospetti. Le indagini dei fratelli Corsaro
Di Salvo Toscano

Onofrio Palillo, salumiere di mezz’età, viene scarcerato dopo un periodo di ingiusta detenzione con l’accusa di omicidio. Fabrizio Corsaro, cronista di nera ed ex donnaiolo impenitente, lo contatta per fargli raccontare la sua odissea giudiziaria in un’intervista. Ma quando il giornalista si presenta all’appuntamento con Palillo, lo trova morto in casa sua, ucciso da tredici coltellate.  Per una catena di sfortunate coincidenze, però, gli inquirenti cominciano a sospettare lo stesso Fabrizio di essere il killer. E toccherà al fratello Roberto, avvocato penalista in piena crisi esistenziale alla soglia dei quarant’anni, cercare di tirarlo fuori dall’incubo nel quale la sua vita è sprofondata all’improvviso. Con la complicità del vicequestore Domenico Fisichella, l’ex capo della Omicidi parcheggiato all’ufficio passaporti perché schiavo dell’alcolismo, scaverà infatti nel misterioso passato di Palillo, scoprendo più di un segreto.

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Concerto per cornamusa e giramondo. In viaggio con musicisti ribelli
Di Maurizio Serafini

Gli anni Settanta, la provincia, un ragazzo fuori dagli schemi e un giradischi. Ma mentre i suoi amici si dividono tra i Pink Floyd e i Bee Gees, Maurizio scova, tra i solchi dei vinili, una melodia differente. Inizia così l’avventura che lo porterà a girare il mondo inseguendo le note della musica folk e celtica. Parte diciottenne, a cavallo di una Vespa 125, verso un punto imprecisato della Bretagna; incontra artisti, liutai e ribelli. Si innamora delle cornamuse e si ritrova a suonare ovunque, dai pub d’Irlanda alle oasi del Sahara: non smette più di viaggiare, per la musica e con la musica. Finché un giorno decide di chiamare a sé i compagni di mille concerti e, sugli altipiani dell’entroterra marchigiano, fonda assieme a loro un’intera città nomade: il Montelago Celtic Festival. Tra le pagine poetiche e rocambolesche della propria vita, Maurizio canta la libertà dei sognatori. Con la possibilità di scaricare gli 8 brani originali inediti che compongono la raccolta Suonar lontano. “Furono in molti a partecipare e ad aspettare l’alba, fino a che la banda di cornamuse scozzesi non chiuse il programma sfumando all’orizzonte. Tutti restarono in silenzio, sospesi tra realtà e sogno”.

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Arrampicare. Una storia di rocce, di sfide e d'amore
Di Mauro Corona

Un diario di avventure tra le cui righe scorre la testimonianza di una ricerca continua: della cima, della pace con se stessi, del senso più profondo delle cose.

Mauro ha solo tredici anni e un’attrezzatura a dir poco inadeguata quando per la prima volta arrampica sul monte Duranno, ne ha diciotto quando apre la sua prima via sul monte Palazza, in Val Zemola. Il suo allenamento? La vita di montagna – in cui tutto è salita, dalla raccolta della frutta alle spedizioni per far legna – e i racconti degli alpinisti, in osteria. Spronato dall’audacia della giovinezza e dal talento, Mauro per decenni è in cordata con i più grandi. È tra i più assidui frequentatori del gruppo del Nuovo Mattino, che negli anni Settanta cambia il modo di vivere l’arrampicata in Italia. Partecipa a due spedizioni storiche: una in Groenlandia, dove perde la strada e rischia la vita, e una in California, insieme a Manolo, eccezionale scalatore e amico, in un clima di goliardia e scoperta (e qualche scontro con i ranger). Oggi, chiunque si cimenti con le cime tra cui Mauro ha passato tutta la vita può farlo anche grazie alle centinaia di vie che lui ha aperto, ai chiodi che ha piantato. Grazie alla sua passione, alle sue mani e alla sua storia. Questa storia. In pagine piene di sincerità, ironia, poesia, lo scrittore e alpinista racconta gli aneddoti di una vita di scalate, ma soprattutto ne restituisce con vividezza le emozioni: il tocco della roccia, la ruvida amicizia della cordata, ma anche il dono del legno e la filosofia semplice che accompagna le imprese e i giorni. Un diario di avventure tra le cui righe scorre la testimonianza di una ricerca continua: della cima, della pace con se stessi, del senso più profondo delle cose.

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Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia
Di Gino Cecchettin e Marco Franzoso

Le parole di un padre che ha scelto di non restare in silenzio. Un appello potente alle famiglie, alle scuole e alle istituzioni. Il libro è parte di un progetto più ampio a sostegno delle vittime di violenza di genere.

Dal giorno dei funerali della figlia Giulia, Gino Cecchettin ha scelto di condividere il proprio dolore cercando di affrontarlo e renderlo costruttivo perché possa essere di aiuto alle giovani e ai giovani del nostro Paese. In questo libro, attraverso la storia di Giulia, si interroga sulle radici profonde della cultura patriarcale della nostra società.
«Tu in questi giorni sei diventata un simbolo pubblico», scrive Gino Cecchettin alla figlia Giulia e a quanti vorranno ascoltare le sue sofferte parole di impegno, di consapevolezza e di coraggio. «Sei la mia Giulia e sarai per sempre la mia Giulia. Ma non sei più solo questo. Tu dopo quanto è successo sei anche la Giulia di tutti, quella che sta parlando a tutti. E io sento forte il dovere di manifestare al mondo che persona eri e, soprattutto, di cercare attraverso questo di fare in modo che altre persone si pongano le mie stesse domande».

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Miss Bee e il fantasma dell'ambasciata
Di Alessia Gazzola

Torna Miss Bee, l’irresistibile detective improvvisata nella Londra degli anni Venti con imperdibili atmosfere alla Agatha Christie

«Perché anche Miss Bee ha quel quid in più tipico delle protagoniste di Gazzola, che ingannano con la loro apparente adesione alle regole, ma poi si affidano a quella forza interiore che le porta a evolvere, prima di tutto, verso la realizzazione di loro stesse.» – Jessica Chia, Corriere della Sera

Londra, 1925. Per impedirle di combinare ulteriori guai, Leonida Bernabò individua finalmente la sistemazione ideale per la vivace e scapestrata secondogenita Beatrice: un solido impiego presso l’ambasciata italiana. Miss Bee si trova dunque a barcamenarsi fra impegni segretariali ed eventi prestigiosi, come il ricevimento in onore di una delegazione proveniente proprio da Firenze, la città natia dei Bernabò. Il direttore degli Uffizi e la sua collega archeologa vengono accolti insieme a Edoardo, il figlio dell’ambasciatore italiano, con la fidanzata, Elisa. Non mancano neppure il visconte Julian Lennox – verso il quale Beatrice prova ancora sentimenti più travolgenti di quanto vorrebbe – e la sua promessa sposa Lady Octavia. Ma nei giorni e soprattutto nelle notti successive, in ambasciata accadono fenomeni strani e spaventosi: rumori improvvisi, sussurri nel buio e presenze inquietanti. L’unica spiegazione parrebbe quella più implausibile: un fantasma. Le cose tuttavia si aggravano, tanto da rendere necessario l’intervento della polizia nella persona dell’ispettore capo Archer Blackburn, vecchia e intrigante conoscenza di Beatrice. Ma esiste davvero il fantasma dell’ambasciata? O è all’opera qualche forza di natura ben più concreta e minacciosa? Contrariamente a quanto avrebbe auspicato papà Bernabò, tra amori e tremori sta proprio a Miss Bee scoprirlo.

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La catastrofica visita allo zoo
Di Joel Dicker

La catastrofica visita allo zoo tiene con il fiato sospeso fino alla fine, è un romanzo divertente e a tratti commovente. Un romanzo dalla tensione narrativa a cui ci hanno abituato i romanzi di Joël Dicker, ma che affronta temi di grande importanza, come la democrazia, l’inclusione, i rapporti tra genitori e insegnanti.

«Riconciliare le persone, permettere loro di incontrarsi, di ritrovarsi. È questo il vero potere della letteratura. Con La catastrofica visita allo zoo ho cercato di scrivere un libro che potesse essere letto e condiviso da tutti i lettori, chiunque essi siano e ovunque si trovino.» – Joël Dicker

«Nel suo ottavo romanzo, Joël Dicker fa propria la lezione di Antoine de Saint Exupéry affidando la narrazione a un bambino, riflesso di ciò che lui è stato e di quello che “continua a vivere dentro di noi”.» – Ursula Beretta, La Lettura

 

«Per anni, nella piccola città dove sono cresciuta, è rimasto impresso nella memoria degli abitanti il ricordo degli avvenimenti che ebbero luogo allo zoo locale un venerdì di dicembre, pochi giorni prima di Natale.
E per tutti questi anni, nessuno ha saputo che cosa fosse realmente accaduto. Fino a questo libro.»

Alla vigilia di Natale, una visita scolastica allo zoo si trasforma in una catastrofe. Cosa è successo esattamente? I genitori di Josephine, la bambina che aveva preso parte alla gita, e che sembra saperne molte cose, sono decisi a scoprirlo.
Ma una catastrofe non arriva mai da sola, le apparenze ingannano e la storia prenderà una piega che nessuno avrebbe potuto immaginare…

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Non farmi male
Di Fabrizio Roncine

Un’indagine in una Roma invisibile in cui il male è trasversale e il bene solo apparente, popolata da broker spregiudicati e ministri corrotti, rapinatori spietati e transessuali romantici, feroci usurai, ex sfortunati attori porno e agenti segreti che bevono champagne.

«E quindi?» chiede Paraldi.
«Noemi. Ho paura per lei. Devi trovarla» risponde Giorgia, con un piglio un po’ arrogante, ma complice.
«Guardati intorno: siamo in una vineria, non in un commissariato.»
«Però tua sorella ha detto che facevi il giornalista, che investigavi» insiste lei.
«Ho cambiato vita. E poi adesso ho sete, ho solo voglia di un gin tonic.»

Marco Paraldi è un ex giornalista che ha aperto una vineria dietro Campo de’ Fiori, a Roma. Cinquantenne dai modi spicci e con qualche fissazione – fuma il sigaro, non riesce a iniziare il romanzo giallo che ha in mente di scrivere, tifa per la Roma e adora cucinare per i suoi amici –, vive tra l’entusiasmo per la nuova attività e la nostalgia del vecchio mestiere. Un sabato notte, a Capalbio, di ritorno da una festa in compagnia della sorella Caterina, una strana coppia gli chiede un passaggio: Giorgia, una incantevole minorenne, spericolata e sicura di sé, e Nick, un ricco romano con il suv in panne. Pochi giorni dopo, la giovane va a trovarlo in vineria e gli racconta una storia inquietante su una sua amica, Noemi, sparita nel nulla: per Paraldi è l’occasione di tornare a fare il cronista. Ad accompagnarlo c’è Chicca, una principessa che lo corteggia, non troppo ricambiata: insieme attraversano una Roma invisibile in cui il male è trasversale e il bene solo apparente, popolata da broker spregiudicati e ministri corrotti, rapinatori spietati e transessuali romantici, feroci usurai, ex sfortunati attori porno e agenti segreti che bevono champagne. L’indagine si snoda tra i party esclusivi sulle terrazze del centro storico e le struggenti solitudini dei palazzoni multietnici della periferia, tra squallidi locali di lap dance e il lusso decadente dei Parioli. Quando Paraldi scopre la verità, il lettore si accorge che è forse inutile nutrire speranze di redenzione. E che la giustizia è affidata a uomini di cattiva volontà.

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Il killer di ghiaccio
Di Ross Greenwood

Non c’è pace per il detective John Barton. Appena uscito dal periodo di convalescenza seguito alla sua ultima indagine, si ritrova infatti a dover rimpiazzare il proprio superiore – appena andata in maternità – come ispettore capo. Questo non significa soltanto pile di scartoffie da compilare, ma anche dover controllare i detective più giovani e inesperti. Proprio quando Barton sta cominciando ad abituarsi al nuovo ruolo, la sua squadra viene chiamata sulla scena di un brutale triplice omicidio. Le vittime non sono esattamente le persone più oneste di Peterborough e la tentazione di affidare il caso a qualcun altro è forte; tuttavia, il senso del dovere spinge Barton a prendere in carico l’indagine. Questa decisione lo porterà ad affrontare il caso più difficile della sua carriera, perché quello che sembrava un “semplice” omicidio plurimo nasconde qualcosa di molto più oscuro e intricato. C’è qualcuno, là fuori, che non si fermerà davanti a nulla prima di aver ottenuto la sua truce vendetta…

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Casa Trelawney
Di Hannah Rothschild

Con sferzante humour britannico, e grazie a una prosa vivace, Hannah Rothschild dà vita, attraverso le vicende di un’antica casata sull’orlo del lastrico, a una trascinante commedia sociale. Un romanzo irresistibile che racconta le eccentricità dell’aristocrazia britannica con l’arguzia di Jane Austen e la comicità di Evelyn Waugh.

«Irresistibile… Una storia vivace e divertente». – The Guardian

«Questa arguta commedia di buone maniere è a cavallo tra il mondo dell’alta finanza e quello dell’aristocrazia in declino, intrecciando amori, vendette e crolli del mercato… Un romanzo che delizia dall’inizio alla fine». – The Daily Mail

Per ottocento anni Trelawney Castle – una stanza per ogni giorno dell’anno, undici scaloni e oltre sei chilometri di corridoi – è stato il più maestoso e il più sontuoso castello della contea di Cornovaglia, rappresentando degnamente la famiglia omonima. Ma con l’incespicante trascorrere dei secoli, la mollezza delle abitudini ha smorzato l’ambizione dei signori di Trelawney: gli ultimi otto dei ventiquattro conti si sono distinti per dissolutezza e inettitudine finanziaria, mentre due guerre mondiali, il crollo di Wall Street e le tasse ereditarie hanno finito col dissipare il patrimonio della famiglia. Nel 2008 le finestre sono ormai oscurate dall’avanzata dell’edera e dei rovi, alcuni soffitti parzialmente crollati rivelano gli ambienti soprastanti e gli attuali abitanti del castello tengono a bada il degrado chiudendo le porte a chiave. Jane Tremayne, nuora del ventiquattresimo conte di Trelawney e moglie dell’erede, Kitto, svolge la maggior parte delle mansioni domestiche e accudisce il giardino, gli anziani suoceri e l’ultimo cavallo rimasto nella stalla. Kitto investe in progetti improbabili, con l’inettitudine di chi è consapevole di essere l’ultimo, biasimato superstite di una nobile dinastia. Dei loro tre figli solo il maggiore, Ambrose, frequenta l’ultimo anno a Harrow, mentre le tasse esorbitanti della scuola privata costringono il secondogenito, Toby, e la sorella, Arabella, a frequentare il liceo pubblico locale. E poi ci sono Enyon e Clarissa, conte e contessa di Trelawney, intenzionati a fingere che ogni cosa si sia conservata nello splendore di un tempo, mentre l’eccentrica prozia Tuffy si è barricata in un villino fatiscente in fondo al parco, dedicando la sua esistenza allo studio delle pulci. L’unica che sembra essersi salvata dalla rovina è Blaze, la sorella di Kitto: allontanata da Trelawney Castle per questioni ereditarie, ha rinnegato il passato e fatto fortuna nella finanza a Londra. Ma quando una vecchia amicizia in comune, Anastasia, chiede ospitalità per la figlia diciannovenne, Ayesha, Blaze e Jane, da tempo estranee, dovranno necessariamente riunirsi per salvare quel che resta di Trelawney Castle dal dissesto finanziario, ora che i mercati e le banche sono sull’orlo del tracollo. Un’occasione, forse, per scoprire anche cosa tiene davvero unita una famiglia.

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Tutti i racconti
Di Roald Dahl

Per la prima volta in Italia, vengono raccolti in un unico volume tutti i racconti di Roald Dahl, uno dei grandi maestri della short story, autore di opere di narrativa e di libri per ragazzi di grande successo internazionale.

Enigmatiche e illuminanti, le storie di Dahl sono spesso attraversate da una vena di humour macabro tanto più efficace quanto più ispirata da situazioni del tutto normali, che il gusto raffinato e implacabile dell’autore conduce a esiti imprevedibili e non di rado addirittura cinici (ma di un cinismo sobrio, impeccabile). “I suoi racconti” ha osservato Corrado Augias “sono perfette macchine narrative: la situazione di partenza sembra comune, addirittura banale, ma nel corso della vicenda subentra un piccolo incidente che rovescia in modo sinistro o grottesco i fatti… Dahl ha l’abilità di far diventare la cattiveria una qualità rivelatrice della natura umana.”

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Le due mogli di Manzoni
Di Marina Marazza

Un colpo di fulmine letterario. Una famiglia che pare felice. Ma in amore c’è chi ama sempre di più.

Teresa non si sarebbe mai aspettata di innamorarsi di Alessandro Manzoni ancora prima di incontrarlo di persona. Eppure, non è tipo da perdere la testa facilmente: è una giovane vedova benestante con un figlio, una posizione sociale, una cultura che le permette di brillare nei salotti della Milano ottocentesca. Così quando anche lui rimane vedovo della prima moglie Enrichetta, stroncata dall’ennesima gravidanza, un amico devoto combina un incontro galeotto durante una prima della Scala. Le nozze si celebrano nel gennaio del 1837 ed è un matrimonio fin da subito pieno di passione, ma Teresa si ritrova matrigna di sette difficili figli di primo letto, nuora di una suocera impossibile e moglie di un uomo assai diverso da quello che si aspettava: pieno di nevrosi, problematico e incapace di amare. Un anno dopo l’altro, una delusione dopo l’altra, mentre intorno si compiono gli avventurosi destini dell’Italia da unificare, persino il sentimento forte che la lega ad Alessandro rischia di vacillare. La voce di Teresa che racconta la sua storia è la voce di ogni donna che ama troppo e queste pagine, impeccabili nella ricostruzione storica, trasportano la sua vicenda nella dimensione universale dell’amore che esalta ma che può anche distruggere. Manzoni, svelato in una luce intima e nuova, scende dal piedistallo e ci appare umano, con le sue tenerezze e le sue miserie. Così che in questo romanzo si incontrano e si riconoscono, come in una vertigine, il tempo dei protagonisti e il nostro, la vita e la letteratura.

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Se i gatti potessero parlare
Di Piergiorgio Pulixi

Dall’autore del bestseller La libreria dei gatti neri

Torna Marzio Montecristo, pronto a mettere a frutto anni di letture poliziesche per affrontare un assassino dalla mente brillante, convinto di aver commesso il delitto perfetto.

 

La libreria Les Chats Noirs di Marzio Montecristo è stata scelta come “libreria galleggiante” per un evento esclusivo: il celebre giallista Aristide Galeazzo, uno degli autori più amati e discussi del panorama italiano, scriverà i capitoli finali del suo nuovo romanzo Maestrale di sangue proprio a bordo di una nave da crociera. La casa editrice Polpicella ha organizzato un tour che circumnavigherà la Sardegna, facendo tappa nei principali porti. A ogni sosta, i lettori saliranno a bordo per assistere a presentazioni sotto le stelle e tornare a terra con una copia autografata. Il richiamo ad Assassinio sul Nilo è evidente e il marketing dell’editore ci ricama sopra. Marzio, però, non è per nulla entusiasta – detesta Aristide Galeazzo –, tuttavia la libreria naviga in cattive acque, e questa è un’opportunità da non perdere. Così, il libraio si imbarca nell’impresa, portando con sé l’ispettore Caruso, prossimo membro del club di lettura degli “investigatori del martedì”, e le due mascotte feline, Miss Marple e Poirot. Marzio immagina una vacanza tutto sommato piacevole, ma il viaggio prenderà una piega inaspettata: un omicidio scuote l’atmosfera idilliaca della crociera. Nessuno può lasciare la nave, i sospetti crescono e la tensione si taglia col coltello.

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Il primo cadavere
Di Angela Marsons

All’alba di un buio e freddo giorno d’inverno, la detective Kim Stone scende dalla moto e fa il suo ingresso nella stazione di polizia di Halesowen, pronta a incontrare per la prima volta la squadra che le hanno assegnato. Poco dopo viene ritrovato il cadavere di un giovane mutilato e decapitato, e Kim e i suoi si precipitano sul posto. È l’inizio della loro prima indagine. Stacey Wood, entrata a far parte del gruppo come esperta informatica, scopre un’inquietante somiglianza con un omicidio recente e si convince che tra le due morti ci sia un legame. La chiave di tutto potrebbe essere una residenza per donne abusate. Mentre l’assassino minaccia di mietere altre vittime, i quattro colleghi dovranno imparare al più presto a collaborare. Se la giovane Stacey già si distingue per l’efficienza e il sergente Bryant per la sua affidabilità, l’ambizione di Dawson rischia di mandare all’aria il delicato equilibrio del nuovo team investigativo. Non sarà facile per Kim, nel suo nuovo ruolo di capo, tenere unita la squadra che è chiamata a risolvere il suo primo difficile caso.

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Il canto di Medusa. Il romanzo di un tragico delitto
Di Claire Heywood

Dall’autrice del bestseller Le figlie di Sparta, finalmente la verità nascosta dietro il mito greco.

«Heywood è una maestra nel dar vita a personaggi femminili forti e intelligenti che vivono accanto a uomini vendicativi e distruttivi.» – Publishers Weekly

«Un fantastico retelling. Attraverso la figura di Perseo, Heywood decostruisce abilmente il modello dell’eroismo ellenico, mostrando il lato oscuro di un’icona. Raccontato attraverso le prospettive di tre donne molto diverse tra loro ma ugualmente affascinanti, il secondo romanzo di Heywood è decisamente avvincente.» – Booklist

«Un romanzo che vi travolge nella straziante tragedia delle donne maltrattate da Perseo… Altamente raccomandato.» – Historical Novel Society

Danae è fuggita a causa di una profezia: il figlio che porta in grembo provocherà un giorno la morte del padre, il re di Argo. Sola, incinta e lontana da casa, la principessa dovrà imparare a vivere in un modesto villaggio di pescatori, costruendo una nuova vita per il figlio che porta in grembo, Perseo. Medusa, reclusa nelle profondità dei boschi insieme a un gruppo di donne note come Gorgoni, da sempre evita ogni contatto con il mondo esterno. Ma la sua solitudine è destinata a terminare il giorno in cui incontra nella foresta un uomo ferito: Perseo. Quando una tempesta di sabbia minaccia di distruggere il suo popolo, una tribù nomade del deserto, Andromeda sa che gli dèi esigono un sacrificio per placare la loro ira. È pronta a tutto, ma a scombinare i suoi piani arriva il giovane Perseo. La leggenda del grande eroe è una stella in ascesa nel firmamento, ma ci sono ombre che si nascondono dietro la sua abbagliante fama. Ossessionato dalla conquista della gloria, il viaggio di Perseo porterà violenza e distruzione nella vita di tre donne.

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La foresta del Nord
Di Daniel Mason

In questo audace romanzo, il finalista al Premio Pulitzer racconta la trasformazione della natura per mano dell’uomo: da foresta selvaggia, a orto di alberi da frutto, a prato pettinato, passando da catastrofi ambientali, parassiti e deforestazioni che hanno distrutto il patrimonio forestale americano.

«La foresta del Nord è un’opera di pura genialità. Daniel Mason ha portato alla luce, nella storia secolare di una singola casa del New England, una storia universale di perdita e riscatto: il miglior libro che abbia letto negli ultimi anni». – Anthony Marra

New England, XVII secolo. In principio ci sono un uomo e una donna, in fuga dalla Colonia puritana cui appartengono, braccati da uomini con archibugi e sciabole che vorrebbero trascinarli davanti al giudizio della comunità. Si nascondono, si amano cullati nel verde abbraccio della grande foresta del Nord, nuotano nudi nei torrenti, finché il giovane fuggiasco sceglie una pietra bianca e liscia per posarla in una radura in cui sorgerà una casupola in pietra e legno, il nuovo inizio. Non possono sapere, quei giovani amanti, che la casa nata dalla passione illecita e da un selvaggio ottimismo sarà abitata nei quattrocento anni a venire. Da un soldato inglese destinato alla gloria che abbandona i campi di battaglia del Nuovo Mondo per dedicarsi alla coltivazione delle mele. Da due gemelle nubili che insieme affrontano guerra e carestia, invidia e desiderio. Da un cronista di nera che porta alla luce una fossa comune, solo per scoprire che la terra si rifiuta di svelare i propri segreti. Da un pittore innamorato, un sinistro truffatore e, ancora, un puma famelico e uno scarabeo lussurioso. In quattro secoli, i protagonisti di questa grande storia dell’America si confrontano con la meraviglia e il mistero che li circonda, piccole esistenze lineari rispetto al perenne ciclo della Natura che si rigenera, eppure dirompenti al loro passaggio. La foresta del Nord ne porta i segni indelebili, con i boschi maestosi che si tramutano in radure, coltivi, prati pettinati. Tuttavia, all’ombra di quegli alberi antichi, si sente il passo cadenzato del tempo che avanza, al cui paragone ambizioni, trasgressioni, amori, tradimenti, rimpianti umani appaiono di una vanità struggente, insignificanti contro l’immensità.

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Stai con me in ogni respiro
Di Jay McLean

Chloe e Blake si incontrano, anzi, si scontrano, per caso, una notte. Lui sta fuggendo dalla solitudine e dai propri pensieri. Lei da un tipo che non sembra avere buone intenzioni. Blake la salva e da subito si sente attratto da questa ragazza strana, affamata di vita ma abituata a tenere chiunque a distanza. Eppure, quando sei giovane dovresti afferrare tutto quello che il destino ti offre. Correre incontro al domani, bruciare tappe e traguardi, ubriacarti di emozioni e sogni a occhi aperti. Scoprire e sperimentare ogni cosa che ti circonda, o che hai anche solo sentito nominare. Senza mai fermarti, senza mai smettere di sperare, di desiderare, di crederci… Ma c’è un motivo per cui Chloe non permette a nessuno di avvicinarsi: sulla sua vita c’è un’ombra, una malattia che non lascia scampo. E lei, quando se ne andrà, vuole farlo in punta di piedi, per non ferire nessuno… Il giorno in cui incontra Blake non ha la minima idea che quella sarà la loro svolta, l’attimo capace di sconvolgere le loro esistenze e ribaltare le loro prospettive, per sempre. A mano a mano che lo conosce, però, non riesce più a fare a meno di lui. Per Chloe è il momento di trovare la risposta a una domanda pesantissima: esiste un amore capace di dare senso al dolore più grande?

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Il segreto della monaca di Monza
Di Marina Marazza

Marianna avrebbe voluto sposarsi, avere una famiglia, indossare bei vestiti e andare alle feste. Invece si ritrova, col nome di suor Virginia, a essere la Signora del convento di clausura delle benedettine di Monza, spedita lì a tredici anni e senza vocazione, per servire gli interessi del padre. Nel chiuso della cella, dentro la grigia routine delle preghiere e dei lavori quotidiani, sogna il mondo «di fuori». Che un giorno si materializza nelle vesti del biondo nobiluomo la cui proprietà confina proprio con il convento, il bel Giovan Paolo Osio. Quando suor Virginia lo incontra, tutti i fuochi sopiti nella sua mente e nel suo corpo divampano all’improvviso. La sventurata risponde. È amore, è scoperta, è sesso: solo che in un convento non è solo Dio a vederti, ci sono mille occhi – e mille bocche. E se un segreto così mortale rischia di venir svelato, si è disposti a fare di tutto pur di proteggerlo: anche a macchiarsi di un peccato ben più grave della lussuria, l’omicidio. Ma l’Inquisizione, nella Milano del Seicento, vigila già pronta a colpire, infliggendo castighi peggiori della morte. Marina Marazza raccoglie la celebre eppure misconosciuta vicenda della monaca di Monza e ne fa un sorprendente, modernissimo thriller storico, ricco di atmosfera e di colpi di scena. Nelle stanze e nei giardini del monastero, come su un set cinematografico, si alternano personaggi affascinanti, dalle amiche e complici di Virginia – la lussuriosa suor Ottavia, la piccola musicista suor Candida Colomba – alla severa priora Imbersaga, dalla giovane e astuta serva Caterina al licenzioso e corrotto prete don Arrigone. Un racconto di passione e di morte tra i più potenti e amati della letteratura rivive con una voce nuova, svelando l’umanissimo segreto di una grande peccatrice.

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La grande sete
Di Erica Cassano

Erica Cassano esordisce con una voce potente e profonda, capace di stupire e commuovere, rincuorare e ispirare. La Grande Sete è l’indimenticabile racconto di un piccolo grande mondo, dei suoi silenzi e dei suoi rumori, di un anelito verso qualcosa di più grande che risiede in ognuno di noi.

«Non era quella la sete che dovevo soddisfare. A me non era mai mancata l’acqua. Da quanto non tenevo in mano un pennino, da quanto le mie dita non si sporcavano d’inchiostro? Quasi avevo dimenticato come si traduceva il latino. Rileggevo romanzi di cui già sapevo il finale perché non potevo acquistarne di nuovi o andare in biblioteca. Avevo consumato la grammatica inglese solo perché era l’unico libro che mi permetteva di imparare qualcosa di nuovo. Ecco quello che veramente mi mancava. Leggere, studiare. Vivere.»

«Cassano racconta una storia di resistenza al Sud trascurata dalla memoria nazionale.» – Sara Ricotta Voza, TTL-La Stampa

«Il romanzo d’esordio di una scrittrice di talento.» – Conchita Sannino, Il Venerdì di Repubblica

«Vite private e affresco collettivo convivono così in un romanzo storico e di formazione sull’emancipazione femminile.» – Marzia Fontana, La Lettura

Anna ha sete. Tutta la città ha sete, da settimane. C’è chi li chiamerà i giorni della Grande Sete, e chi le ricorderà come le Quattro Giornate di Napoli. È il 1943 e l’acqua manca ovunque, tranne che nella casa in cui Anna vive con la sua famiglia. Mentre davanti alla Casa del Miracolo si snoda una fila di donne che chiede quanto basta per dissetarsi, lei si domanda come mai la sua sete le paia così insaziabile. Perché quella che Anna sente è diversa: è una sete di vita e di un futuro di riscatto. A vent’anni vorrebbe seguire le lezioni alla facoltà di Lettere, leggere, vivere in un mondo senza macerie, senza l’agguato continuo delle sirene antiaeree. Ma non c’è tempo per i sogni. Il padre è scomparso, la madre si è chiusa in sé stessa, la sorella e il nipote si sono ammalati. Il loro futuro dipende da lei. Così, quando ne ha l’opportunità, Anna accetta un impiego come segretaria presso la base americana di Bagnoli. Entra in un mondo che non conosce, incontra persone che provengono da una terra lontana, piena di promesse, che incanta e atterrisce allo stesso tempo, come tutte le promesse. La cosa più semplice sarebbe scappare, lasciarsi alle spalle gli anni dolorosi della guerra. Ma Anna non vuole che qualcun altro la salvi. Come Napoli si è liberata da sola, anche Anna deve trovare da sola la sua via di salvezza. La grande sete non è facile da soddisfare. Viene da dentro e parla di indipendenza e di amore per il sapere e, soprattutto, parla del coraggio necessario per farsi sentire in un mondo che non sa ascoltare.

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Un viaggio chiamato vita
Di Banana Yoshimoto

La vita è un viaggio, e come tutti i viaggi si compone di ricordi. In questo libro, Banana Yoshimoto raccoglie preziosi frammenti di memoria e ci porta con sé, lontano nel tempo e nel mondo. Dalle emozioni del primo amore alla scoperta della maternità, dalle piramidi egiziane alla Tokyo degli anni settanta. Con la consueta leggerezza della sua scrittura, ricostruisce le emozioni dell’esistenza a partire da un profumo, da un sapore, da un effetto di luce o dal rumore della pioggia e del vento. E così che una pianta di rosmarino ci trasporta da un minuscolo appartamento di Tokyo al tramonto luccicante della Sicilia, e che un contenitore pieno di alghe diventa l’occasione per esplorare il dolore della perdita. I pensieri in libertà di Banana Yoshimoto ci accompagnano fino al centro del suo mondo letterario e lungo il nostro personale “viaggio della vita”, fatto di promesse e di incontri, di stupore e di meraviglia, di malinconia e di sofferenza. Dalle pagine di questo libro, l’autrice ci invita a riappropriarci del nostro tempo e a non perdere mai la fiducia negli altri esseri umani, perché quello che rimane, al termine del più difficile dei viaggi, è il riflesso nella nostra memoria di ogni singolo giorno vissuto.

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Nessuno torna indietro
Di Alba De Céspedes

Accolto fin dal primo apparire, nel 1938, da grande successo, il romanzo d’esordio di Alba de Céspedes esplora la formazione dell’identità femminile nell’Italia fascista senza voler proporre storie esemplari, facendo conoscere da subito l’autrice come una delle grandi voci letterarie del Novecento.

 

Si chiamano Vinca, Valentina, Augusta, Silvia, Xenia, Anna, Milly, Emanuela. Otto ragazze attorno ai vent’anni che si ritrovano tutte al collegio Grimaldi di Roma, tra l’autunno del 1934 e l’estate del 1936. Diverse per origine geografica e familiare, si affacciano alla vita adulta con attese differenti – l’amore, l’emancipazione professionale e intellettuale, il ritorno alle origini, la partenza –, e chiuderanno il loro percorso con scelte altrettanto differenti. Sperimentale nello stile e nei contenuti, Nessuno torna indietro rivoluziona il canone della narrativa di formazione: originale è l’adozione di un punto di vista multiforme, che non si disperde in un coro ma mantiene vive le specificità delle singole voci; inedita è la totale mancanza di giudizio, implicito o esplicito, sui percorsi delle otto protagoniste; del tutto nuova, in particolare, la rottura dell’unità di quell’immagine femminile che aveva dominato la cultura e la società, fino alla “donna nuova” creata dal regime. Accolto fin dal primo apparire, nel 1938, da grande successo, il romanzo d’esordio di Alba de Céspedes esplora la formazione dell’identità femminile nell’Italia fascista senza voler proporre storie esemplari, facendo conoscere da subito l’autrice come una delle grandi voci letterarie del Novecento.

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La famiglia
Di Jo Nesbo

Una storia carica di suspense che vi porterà in una comunità in crisi e vi farà incontrare – o rincontrare – due fratelli tanto discutibili quanto indimenticabili.
Il ritorno dei diabolici Carl e Roy Opgard, già protagonisti de “Il fratello”, uno dei romanzi più straordinari di Jo Nesbø.

Due fratelli pronti a combattere in difesa di ciò che hanno conquistato. Pronti, se occorre, anche a uccidere. Di nuovo. Senza dubbio, i fratelli Opgard hanno avuto successo nella vita. O, perlomeno, ne hanno avuto quanto è possibile in un paesino come Os: un migliaio di anime aggrappate a una montagna, apparentemente dimenticate da Dio e dagli uomini. Carl dirige un lussuoso hotel con spa, mentre Roy ha in mente un progetto ambizioso: un parco dei divertimenti con un ottovolante tra i più alti e paurosi del mondo. E si potrebbe ottenere ancora di più, per esempio ingrandendo l’hotel. Se non fosse che l’Ente nazionale per le strade ha deciso di far scavare una galleria in quella montagna, spostando la statale e ostacolando così il turismo a Os. Nel frattempo un agente rurale vuole indagare sul baratro noto come curva delle Capre e sulle carcasse delle automobili che ci sono finite dentro, spesso grazie a una spinta dei fratelli… Ancora una volta, dunque, Carl e Roy devono cancellare le proprie tracce e sporcarsi le mani, probabilmente di sangue. Ancora una volta, devono essere disposti a tutto, pur di salvare i loro interessi. Un grandioso, esplosivo romanzo sulla lealtà, i legami familiari, la passione e la lotta contro i poteri forti.

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Ti ricordi di Sarah Leroy?
Di Marie Vareille

La storia di Sarah è quella di un gruppo di ragazze che decisero di chiamarsi le “Disincantate”, e che sonda la materia di cui è fatta l’amicizia a quell’età, immediata, potente, costellata di salite e ripide discese; una storia sul cui fondo suonano brani indimenticabili e palpita l’angoscia dei segreti più oscuri mentre davanti si spalanca l’orizzonte immenso del mare.

Anni Novanta. Sarah Leroy e Angélique Courtin si sono conosciute all’età di sette anni al cimitero di Bouville-sur-Mer, piccolo paese sulla Manica. Nel giorno del funerale della mamma di Sarah, Angélique le si era avvicinata, aveva il profumo del mare e della cioccolata calda e il suo abbraccio è stato l’inizio della loro indissolubile amicizia. La solidarietà è l’unica cosa che salva dalle ingiustizie della vita, le aveva detto Angélique. Nel 2001 Sarah è una ragazza discreta e benvoluta da tutti, nuotatrice talentuosa e studentessa modello, che a scuola gode di una certa notorietà proprio grazie all’amicizia con Angélique, semplice e indiscutibile: Angélique è bella, Sarah ricca. Ma un giorno di fine estate Sarah scompare. La notizia tiene la Francia incollata alla tv per settimane, e sebbene il suo corpo non venga mai trovato un uomo finisce in galera con l’accusa di omicidio. E il caso è chiuso. Dopo vent’anni Fanny Courtin, giornalista e sorella di Angélique, parte da Parigi e torna a Bouville insieme alla figliastra, un’adolescente riottosa e combattiva con cui ha un rapporto a dir poco tempestoso. Fanny deve scrivere un reportage sul dramma che ha segnato anche la sua giovinezza, ma l’ostinato, crescente interesse della ragazzina per la storia di Sarah la spinge ad avviare un’indagine personale su quel caso tuttora irto di lacune e non detti.

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Abitiamo tutti qui
Di Jojo Moyes

Abitiamo tutti qui racconta con empatia e humour una storia in cui è difficile non ritrovarsi. È la storia di una famiglia sgangherata, ma è soprattutto una storia d’amore e di nuovi inizi.

«Sì, forse questa è una famiglia. Con tutta la sua folle storia e il suo caos, i cuori spezzati, le battute stupide, i trionfi ridicoli e l’evidente mancanza di tavolini di design, forse questa è la mia famiglia.»

«Saggio, divertente e glorioso. Jojo Moyes non delude mai». – Lisa Jewell

«Il suo ultimo romanzo dimostra che non c’è momento migliore del presente per riscrivere la propria storia». – Jodi Picoult

«Divertente, commovente e pieno di saggezza: Jojo Moyes al suo meglio». – Sophie Kinsella

Benvenuti a casa Kennedy! Lila Kennedy ha scritto un bestseller su come mantenere vivo nel tempo il proprio matrimonio prima di rendersi conto che suo marito la tradiva con un’altra donna, che tra l’altro le tocca incontrare tutti i giorni all’uscita da scuola dei rispettivi figli… Ora è divorziata e single. Bill è il suo patrigno. Si è trasferito da lei dopo che la madre di Lila è morta. È un uomo adorabile e vecchio stile, fissato con l’alimentazione sana. A volte Lila fa un po’ fatica a sopportarlo. Celie, la figlia maggiore di Lila, è in piena crisi adolescenziale e detesta la scuola al punto che spesso non ci va neanche. Peccato che sua madre non lo sappia. Violet, la figlia numero due, ha nove anni e sa un po’ troppe parolacce per la sua età. Canta a squarciagola canzoni rap volgari di cui non capisce neanche il senso. Lila spera tanto che non cambi mai. Truant è il cane di casa. Non si può certo dire che stia al suo posto. Abbaia di continuo e quando è il caso morde pure. Così il giorno in cui compare uno sconosciuto alla porta non si fa pregare. Lo sconosciuto in questione è Gene, il vero padre di Lila, che lei non ha quasi mai più visto da quando trentacinque anni prima se n’è andato negli Stati Uniti a fare l’attore. Ed ecco che, senza farsi troppi problemi, si installa anche lui nella bella casa con giardino della figlia a North London. A questo punto in famiglia tira aria di burrasca. Lila si sente sopraffatta, i due padri si detestano, ma in breve tempo la presenza di Gene cambia le cose in modo inaspettato. Le ragazze sono conquistate dalla sua gioia di vivere, Bill si ammorbidisce e la vita sentimentale di Lila sembra incredibilmente rimettersi in moto.

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L'antico amore
Di Maurizio De Giovanni

Maurizio de Giovanni ci accompagna dentro tre storie parallele, dove i personaggi si rivelano figli di un solo destino, e sembrano cercarsi e riconoscersi, e infine conoscere noi.

«Con L’antico amore De Giovanni firma un libro riuscito e ambizioso, capace di spaccare in due il cuore del suo pubblico. Proprio come sanno fare i grandi scrittori.» – Francesco Musolino, Il Messaggero

Ci inseguirà per tutto il tempo del romanzo. È la voce di un poeta latino del primo secolo avanti Cristo. È la voce di un condannato all’amore di una donna che l’ha straziato e continua a straziarlo rinnovando la smagliante ossessione di un desiderio inesausto. A quella voce sembrano rispondere le vicende di un giovane professore consumato dalla vita coniugale infelice, dalla vita accademica disertata dagli studenti, ma costantemente acceso dalla passione dello studio e, un giorno, dalla lama di luce che riverbera, a sorpresa, negli occhi di una studentessa. E poi ecco la quotidianità di Oxana, la devota badante moldava che si prende cura del Vecchio, e di lui, svagato e pensoso, riconosce il vento felice di una ossessione che lo sorprende, come dovesse tutto a un tratto essere lama di luce, un limpido verso latino, e amore, antico amore.

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Miele
Di Ian McEwan

La prima voce narrante femminile di McEwan dall’epoca di “Espiazione”, Serena Frome, è una figlia degli anni Sessanta senza slogan né rivoluzioni, una figlia borghese cresciuta dal padre vescovo entro i confini protetti di una cattedrale, lontana dalle inquietudini politiche e sociali che sferzano la Gran Bretagna dei primi anni Settanta. La sua iniziazione al mondo si compie attraverso un amante maturo, docente di storia e amico personale del ministro dell’Interno, che a Serena insegna ad accostare il giusto vino al giusto cibo e a contemperare la baldanzosa lettura di Solzenicyn con quella approfondita di Churchill, e che, prima di sparire misteriosamente dalla sua vita, le spezza il cuore e le regala un mestiere: un incarico all’MI5. Che cosa possono volere ai piani alti della prestigiosa agenzia d’intelligence britannica da una bionda ragazza di buona famiglia con una mediocre preparazione matematica faticosamente rimediata a Cambridge e una prodigiosa, ancorché superficiale, rapidità di lettura? Farne una pedina nella cosiddetta “guerra fredda culturale”: Serena parteciperà all’operazione “Miele”, con la quale l’agenzia intende finanziare occultamente scrittori ritenuti affini alla causa dell’Occidente trasformandoli in inconsapevoli agenti della propaganda anticomunista. Il candidato ideale è individuato in Tom Haley, promettente autore di alcuni apprezzati racconti e di qualche articolo critico nei confronti del blocco sovietico.

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L'amore fatale
Di Ian McEwan

Un pallone aerostatico plana su un prato verdissimo tra Oxford e Londra. Un uomo anziano cerca di scenderne, ma rimane goffamente impigliato in una fune. Dai quattro angoli del prato corrono verso il pallone imbizzarrito alcuni soccorritori che tenteranno senza successo di trattenerlo. Uno di loro morirà e agli altri resterà il compito impossibile di farsi una ragione di quella tragedia inutile. In particolare, Joe Rose si troverà invischiato in una storia di ossessione amorosa assurda e grottesca, perseguitato da un altro dei soccorritori, Jed Parry, un giovane che, avendo vissuto insieme a lui quell’avventura terribile, si è convinto di doverlo amare e di doverne essere riamato.

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Meglio di niente. Un'avventura del commissario Bordelli
Di Marco Vichi

«Durante la propria carriera era uscito non poche volte dai binari della Legge, in nome della legge morale del tutto personale ma per lui necessaria. Adesso se ne stava direttamente fuori dai binari… Ma Bordelli non poteva smettere di fare lo sbirro, ne andava della sua salute mentale…»

Franco Bordelli è in pensione da poco più di un mese. Non ha appuntamenti, non ha impegni, non ci sono ladri o assassini da catturare. Il suo lavoro gli manca molto: risolvere un caso intricato, frugare tra le pieghe dell’animo umano, mettere insieme intuizioni e riflessioni per rendere giustizia a chi ha subito un’ingiustizia. Non riesce a rinunciare alla sua passione. Può fare affidamento solo sul giovane vice commissario Piras, suo braccio destro quando era in servizio, che lo coinvolge nelle indagini a rischio di essere scoperto… ma se lo trasferissero? Bordelli non ci si vede proprio a fare l’investigatore privato, a occuparsi di beghe inutili e noiose. Nella sua carriera ha visto stupri, torture e soprusi di ogni tipo su ogni tipo di persona. Naturalmente odia tutto questo, e ha sempre cercato di combatterlo. È il primo ad augurarsi un mondo senza malvagità. Ma dal momento che non è possibile, ogni giorno aspetta con impazienza che il telefono squilli e che Piras gli dica che serve il suo aiuto. In fondo, com’è possibile non fare più lo sbirro? I pittori, i musicisti, gli scrittori vanno forse in pensione? Non si può smettere di fare quello che dà un senso alla propria vita… Arriverà un caso importante al quale potrà dedicarsi?

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Ogni cosa è per Giulia
Di Lucia Tancredi

In queste pagine, Giulia intreccia il suo destino, vissuto o più spesso solo immaginato, a quello di un uomo che non può essere suo perché appartiene alla Storia, sperimentando sulla sua pelle il vento dell’utopia e i disastri dei totalitarismi, le sorprese di una relazione mai veramente vissuta, il desiderio impossibile di essere normale. E nella sua struggente freschezza, lascia affiorare una voce unica, sospesa e dimenticata come quella del suo violino.

Giulia Schucht affronta le trappole del Novecento vestita di bianco, circondata da uno spensierato disordine. Musicista di talento, cittadina di una terra, l’Unione Sovietica, governata da un uomo-acciaio, è una splendida lupa che vive sull’orlo di un baratro. Figlia di Apollon, un rivoluzionario aristocratico devoto a Rousseau, ha tante sorelle, tante speranze, tanti cammini possibili. Ma quando incontra Antonio Gramsci e gli si consegna perdutamente, incappa nel punto cieco dell’amore. Intorno a questo legame appassionato, fatto di assenze e di profonde felicità, fioriscono passeggiate notturne e panchine solitarie, lunghi viaggi in treno e spoglie camere d’albergo, funzionari di partito e lettere dal carcere. E due bambini, spettinati e scalzi, cotti dal sole. Da San Pietroburgo a Roma, da Cagliari a Vienna, da Mosca all’Alto Adige, Lucia Tancredi tesse magistralmente la sua rete dando vita a un personaggio tanto letterario quanto tragicamente reale. In queste pagine, Giulia intreccia il suo destino, vissuto o più spesso solo immaginato, a quello di un uomo che non può essere suo perché appartiene alla Storia, sperimentando sulla sua pelle il vento dell’utopia e i disastri dei totalitarismi, le sorprese di una relazione mai veramente vissuta, il desiderio impossibile di essere normale. E nella sua struggente freschezza, lascia affiorare una voce unica, sospesa e dimenticata come quella del suo violino.

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Per colpa mia
Di Piergiorgio Pulixi

Piergiorgio Pulixi, vincitore del premio Scerbanenco 2019, debutta nel Giallo Mondadori con un noir sulle maschere a cui ricorriamo per preservare le emozioni che ci fanno sentire vivi – anche quando potrebbero esserci fatali.

A volte l’unico modo per voltare pagina è andare via. È quello che si rassegna a fare la vicecommissaria Giulia Riva, decisa a chiudere una storia clandestina con un superiore che le procura soltanto dolore. Ha appena chiesto il trasferimento, che al commissariato di Cagliari si presenta Elisa, nove anni e una richiesta che raggela: ritrovare la mamma scomparsa. Giulia non può tirarsi indietro, anche se Virginia Piras era una moglie e una madre serena, e dunque per sparire così probabilmente è stata uccisa. Ma da chi? E perché? Tutti sembrano essersi dimenticati di lei, compreso l’ispettore Flavio Caruso, il partner e mentore di Giulia, a cui l’indagine è affidata. Caruso però non è più il poliziotto di un tempo, e Giulia capisce che potrebbe aver commesso errori fatali. Così si fa assegnare il caso, nella speranza di risolverlo ed evitare una possibile onta al suo partner. Non immagina che la ricerca la spingerà a interrogarsi anche sui propri errori passati: perché il cuore ha due lati, uno con cui si ama e uno con cui si odia.

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La tristezza degli angeli
Di Jòn Kalman Stefànsson

«L’uomo non può sempre permettersi di rimpiangere e di piangere, a volte deve accontentarsi di vivere, di concentrarsi su quello e nient’altro, di tenere lontana la morte, quell’essere nerastro in costante agguato, solo che qui, in questo posto alla fine del mondo, è sicuramente bianca come uno straccio e per questo si confonde con la neve.»

È la tristezza degli angeli la neve che cade dal cielo illuminando i lunghi inverni d’Islanda, e che le raffiche dei venti trasformano in accecanti bufere. Il postino Jens è scampato a stento alla loro furia quando arriva alla locanda del Villaggio, soccorso dal ragazzo orfano che vi è stato accolto dopo aver perso in mare il suo unico amico. Insieme dovranno affrontare un’ultima, estrema missione per portare la posta nei lontani fiordi del nord, dove il mondo cede il passo all’«inverno eterno». Un uomo e un ragazzo. Un ruvido «gigante muto» con un amore segreto e troppi pesi sul cuore che cerca espiazione tra i ghiacci della brughiera. Un giovane alle prese con la ricerca di sé e la scoperta dei sensi che crede nel potere salvifico delle parole, nella profondità del sentire «che rende l’umanità sublime e maledetta». Due solitudini inconciliabili si uniscono in una marcia epica attraverso l’inferno bianco, una battaglia fraterna per difendere la dignità dell’uomo contro il crudele mistero della natura. Con la voce incantata della poesia e la grazia di una visione che fonde cuore e pensiero, Jón Kalman Stefánsson racconta un viaggio verso l’origine stessa dell’esistenza, dove la più dura costrizione convive con la più vertiginosa libertà, e alla dolce tentazione della morte si oppone quella luce che portiamo dentro e che nonostante tutto rifiuta di cedere alle tenebre, perché «siamo a bordo di una barca che fa acqua», ma «con le nostre reti marce vogliamo pescare le stelle».

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Passi affrettati
Di Dacia Maraini

Lhakpa era la bambina più vivace del suo villaggio in Tibet ma a soli quattordici anni, per scampare alla miseria, si arruola nell’esercito popolare in Cina. L’hanno stuprata, cinque soldati cinesi ubriachi. Sarah, nata in Galles, violentata a sei anni dal nonno e più tardi uccisa da Richard che non voleva il figlio che aveva messo al mondo. Poi c’è Aisha acidificata; Juliette che denuncia il suo uomo ma che per paura ci ripensa; Rahina lapidata; e ancora Carmelina, Maria Teresa, Viollca. Dacia Maraini disegna una geografia tragica e dolorosa di donne vicine e lontane che hanno in comune la fragile condizione della loro femminilità, l’orrore della sopraffazione e della crudeltà del maschio.

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La vita delle ragazze e delle donne
Di Alice Munro

Pubblicato nel 1971, La vita delle ragazze e delle donne è l’unico romanzo di Alice Munro. Ed è anche l’autobiografia, meravigliosamente mascherata, dei suoi anni giovanili. Anni densi di incroci, passioni e delusioni che hanno segnato nel profondo la sua esistenza di donna e scrittrice. Traduzione di Susanna Basso.

«Perché quel che volevo era ogni singola cosa, ogni strato di conversazione e pensiero, pennellata di luce su una corteccia d’albero come su un muro, ogni odore, ogni buca, dolore, fessura, illusione, tenuti immobili, insieme: in un’inestinguibile radiosità»

Del Jordan vive nella campagna dell’Ontario, e l’idea che inizia a farsi delle donne è quella che si può fare una bambina il cui padre alleva e scuoia volpi. Crescendo però frequenta sempre di piú la città, e si avventura tra modelli femminili che sembrano aprire a un mondo di possibilità completamente nuove. Esplora le prime pulsioni adolescenziali e capisce che all’amore segue inesorabile la perdita. E infine scopre la scrittura, ancora di salvezza nel mare di cose e persone che passano e svaniscono.

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Dalla parte di lei
Di Alba De Céspedes

Un sofisticato gioco di specchi dal quale emerge la presa di coscienza di una donna che, in un mondo sempre più dominato dagli uomini, riesce a trasformare la rassegnazione in ribellione.

«La storia di un grande amore e di un delitto»: così l’autrice stessa definì Dalla parte di lei. Narratrice e protagonista è Alessandra Corteggiani che in questo lungo memoriale rievoca le proprie vicende familiari e personali per raccontare – rigorosamente “dalla parte di lei” – la storia italiana degli anni a cavallo tra fascismo, Resistenza e ricostruzione. Spicca in particolare il personaggio della madre, suicida per amore, di cui la figlia rifiuta di ripetere il destino. Mandata dal padre presso i parenti in un remoto paesino dell’Abruzzo con la speranza che faccia suo il dovere della sottomissione, Alessandra cresce invece sempre più consapevole della “questione femminile” e determinata a ottenere per le donne lo stesso rispetto tributato abitualmente agli uomini. L’evento cruciale nella sua vita è l’innamoramento per Francesco, professore antifascista, che sposerà; ma il loro amore è destinato a una fine tragica… Sullo sfondo della guerra e della lotta partigiana, Alba de Céspedes compone un romanzo stupefacente per la varietà delle situazioni, l’esattezza dei ritratti, la ricchezza dei toni.

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Il guardiano della collina dei ciliegi
Di Franco Faggiani

Finalista al Premio Bancarella 2020. Finalista al Premio Asti d’Appello 2020.
Dall’autore de La manutenzione dei sensi, un romanzo profondo e commovente su un uomo che, dopo aver perso tutto, ritrovò se stesso nel silenzio della natura.

«Alla fine la biografia romanzata di Faggiani rivela le sue ambizioni. È l’invito a un esercizio spirituale, alla corsa come forma di preghiera, a una mistica della natura» – Filippo La Porta, Robinson

Il guardiano della collina dei ciliegi, ispirato a una storia vera, ripercorre le vicende di Shizo Kanakuri, il maratoneta olimpico che, dopo una serie di vicissitudini e incredibili avventure, ottenne il tempo eccezionale di gara di 54 anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti e 20 secondi.

Nato a Tamana, nel Sud del Giappone, Shizo venne notato giovanissimo per l’estrema abilità nella corsa. Grazie al sostegno dell’Università di Tokyo e agli allenamenti con Jigoro Kano, futuro fondatore del judo, Shizo ebbe modo di partecipare alle Olimpiadi svedesi del 1912 dove l’imperatore alla guida del paese, desideroso di rinforzare i rapporti diplomatici con l’Occidente, inviò per la prima volta una delegazione di atleti. Dopo un movimentato e quasi interminabile viaggio per raggiungere Stoccolma, Shizo, già dato come favorito e in buona posizione nella maratona, a meno di sette chilometri dal traguardo, mancò il suo obiettivo e, per ragioni misteriose anche a se stesso, sparì nel nulla dandosi alla fuga. Da qui ha inizio la storia travagliata di espiazione e conoscenza che porterà il protagonista di questo libro dapprima a nascondersi per la vergogna e il disonore dopo aver deluso le aspettative dell’imperatore, poi a trovare la pace come guardiano di una collina di ciliegi. Intrecciando realtà e fantasia, il romanzo di Franco Faggiani descrive la parabola esistenziale di un uomo che, forte di una rinnovata identità, sarà pronto a ricongiungersi con il proprio destino saldando i conti con il passato.

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Attraverso la vita
D Sigrid Nunez

Il romanzo su cui è basato il film di Pedro Almodovar, La stanza accanto, vincitore del Leone d’oro al miglior film.

Un ritratto commovente e provocatorio del modo in cui viviamo al giorno d’oggi.

«Ci vuole qualcosa in più dell’intelligenza per essere capaci di scrivere in modo intelligente. Qualsiasi cosa sia, Sigrid Nunez ce l’ha.» – The New York Times

«Impossible smettere di leggerlo… Denso di arguzia e tenerezza.» – People

«Sigrid Nunez è al tempo stesso diretta e incredibilmente sottile nel tracciare le scelte che facciamo.» – The Observer

«Una breve e convincente riflessione sulla vita, sui legami e molto altro. Un libro tanto luminoso quanto profondo.» – The Seattle Times

«Un inventario della quotidianità e dello scorrere del tempo che parla della vita.» – Corriere della Sera

“Una donna racconta diversi incontri che si snodano nella quotidianità della sua vita: un ex in cui si imbatte per caso durante un evento pubblico, un host di Airbnb incerto su come interagire con i propri ospiti, uno sconosciuto che cerca aiuto per confortare l’anziana madre, un’amica di gioventù ricoverata in ospedale con un cancro terminale. In ognuna di queste persone riconosce un bisogno comune: l’urgenza di parlare di sé e di trovare qualcuno cui raccontare la propria esistenza. La narratrice orchestra questo coro di voci come un interlocutore passivo, finché non riceve una richiesta inusuale, che la trascinerà in un’esperienza intensa e di profondo cambiamento. In Attraverso la vita, Nunez combina intelligenza, umorismo e intuito nel descrivere i rapporti umani e la natura mutevole delle relazioni nei nostri tempi. Una storia sorprendente sull’empatia e sui modi insoliti in cui due persone possono offrirsi conforto nell’affrontare le difficoltà.

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Il cuore dell'uomo
Di Jòn Kalman Stefànsson

Dopo Paradiso e inferno e La tristezza degli angeli, esce il romanzo che conclude la trilogia di Jón Kalman Stefánsson. Protagonista il “Ragazzo”, un giovane orfano che intraprende un epico viaggio di formazione attraverso l’Islanda di fine Ottocento e l’universo dell’animo umano, scoprendo la realtà, il valore dei sogni e il potere creativo delle parole.

«L’uomo è nato per amare, ecco quant’è semplice il fondamento dell’esistenza. Per questo il cuore batte, questa strana bussola, grazie a lui ci orientiamo tra le nebbie più fitte, a causa sua ci smarriamo e moriamo in pieno sole.»

Il ragazzo si risveglia in uno sperduto fiordo nel nord dell’Islanda. Il mare gli ha strappato l’unico amico, i ghiacci l’hanno inghiottito fino alle soglie della morte, ma a richiamarlo alla vita sono degli occhi verdi e dei capelli rossi. È la giovane Álfheiður che lo cura ogni giorno prima che il destino lo riporti al Villaggio, a una piccola comunità di pescatori impegnata in una quotidiana lotta per la sopravvivenza, alla locanda del capitano cieco che gli apre le porte della letteratura e della conoscenza. E mentre il cuore continua a inseguire quei capelli rossi «oltre le montagne del mondo», la sua perenne ricerca del senso più alto della vita diventa un viaggio iniziatico attraverso l’amore, da quello libero della ribelle Geirþrúður a quello dominatore della capricciosa Ragnheiður, a quello che guarisce il dolore di Rakel, nato dalla poesia di una lettera. Perché le parole possono dare corpo ai sogni, cambiare un destino, elevarci sopra il tempo. Ed è il potere delle parole e dell’animo umano contro gli abissi bui dell’esistenza a illuminare ogni pagina di questo romanzo. «Bisogna vivere come le stelle», dice il ragazzo, «bisogna vivere per vincere la morte, è l’unica cosa che sappiamo». Allora non ci spegneremo, «forse semplicemente ci trasformeremo in musica».

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Invisibile
Di Danielle Steel

Quanto si è disposte a sacrificare per inseguire le proprie passioni? E nel farlo, è possibile rimanere fedeli a se stesse?

Antonia Adams è nata dal matrimonio tra una bellissima aspirante attrice e un ricco imprenditore. Cresciuta tra litigi e assenze dei genitori, crede che l’unico modo per sentirsi al sicuro sia attirare l’attenzione il meno possibile, fino a diventare invisibile. Nella solitudine, i film e i libri sono la sua unica valvola di sfogo mentre sogna, un giorno, di diventare sceneggiatrice. La sua natura schiva e ritrosa è però messa alla prova durante un lavoro estivo a Hollywood, quando viene notata da un famoso regista che vuole fare di lei la star del suo prossimo film: di certo una scintillante opportunità, ma al contempo terrificante. Antonia sarà improvvisamente sotto i riflettori, ancora di più quando i due si innamoreranno. Dopo che una tragedia si abbatte su di lei, sarà costretta a decidere se affrontare i suoi demoni o tornare a essere invisibile, lontano dagli occhi di tutti.

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Tra i Pub e le Fate. Viaggio magico e letterario in Irlanda
Di Cesare Catà

Un filosofo e scrittore attraversa in lungo e in largo l’Irlanda per ripercorrerne la storia letteraria, poetica e spirituale.

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La manutenzione dei sensi
Di Franco Faggiani

Una riflessione sul labile confine che divide la normalità dalla diversità, e dal genio. Un romanzo sul cambiamento, sulla paternità e sulla giovinezza in cui padre e figlio ritroveranno la loro più vera dimensione solo a contatto con la natura. Un libro che trabocca di umanità e sensibilità autentiche, delicato e terapeutico come una passeggiata in montagna.

«La Manutenzione dei sensi è il racconto di come cresce un sentimento paterno in un ambiente autentico come quello montano. Il male di vivere, oggi, si cura ad alta quota e la fuga dalla città spesso diventa una salvezza»> – Robinson, La Repubblica

«Un romanzo che diventa una sorta di rieducazione sentimentale per due esseri umani incapaci di trovare appigli nelle loro storie gonfie di addii» – Tuttolibri, La Stampa

«Ma tu, quando hai saputo che Chiara era morta, cos’hai detto?».
«Non scherzi stasera con le domande, eh? Vuoi proprio saperlo? Non ho detto niente. Non sono riuscito a dire una parola per giorni, avevo un dolore allo stomaco che non mi faceva stare in piedi. E la testa leggera, perché vuota. Sono andato avanti così per un bel po’».
«E poi?».
«Poi qualcuno mi ha salvato».

A un incrocio tra casualità e destino si incontrano Leonardo Guerrieri, vedovo cinquantenne, un passato brillante e un futuro alla deriva, e Martino Rochard, un ragazzino taciturno che affronta in solitudine le proprie instabilità. Leonardo e Martino hanno origini ed età diverse, ma lo stesso carattere appartato. Il ragazzo, in affido temporaneo, non chiede, non pretende, non racconta: se ne sta per i fatti suoi e non disturba mai. Alle medie, però, a Martino, ormai adolescente, viene diagnosticata la sindrome di Asperger. Per allontanarsi dalle sabbie mobili dell’apatia che sta per risucchiare entrambi, Guerrieri decide di lasciare Milano e traslocare in una grande casa, lontana e isolata, in mezzo ai boschi e ai prati d’alta quota, nelle Alpi piemontesi. Sarà proprio nel silenzio della montagna, osservando le nuvole in cielo e portando al pascolo gli animali, che il ragazzo troverà se stesso e il padre una nuova serenità. A contatto con le cose semplici e le persone genuine, anche grazie all’amicizia con il burbero Augusto, un anziano montanaro di antica saggezza, padre e figlio si riscopriranno più vivi, coltivando con forza le rispettive passioni e inclinazioni. Una storia positiva è al centro di questo romanzo che trabocca di umanità e sensibilità autentiche e che contiene una riflessione sul labile confine che divide la normalità dalla diversità. Un romanzo sul cambiamento, la paternità, la giovinezza, in cui padre e figlio ritroveranno la loro dimensione più vera proprio a contatto con la natura, riappropriandosi di valori irrinunciabili come la semplicità e la bellezza.

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